Appunti direzione tecnica #3 – Metodologia del gruppo tecnico

In questo terzo articolo parlerò di alcuni principi metodologici che gli allenatori del nostro gruppo tecnico devono seguire. 

Le norne metodologiche del gruppo tecnico riguardano:

  • La condivisione online;
  • La preparazione degli allenamenti;
  • La programmazione delle attività;
  • Il mantenimento dei registri presenze e disciplinare;
  • Il rispetto delle regole di buona condotta;
  • La partecipazione alle riunioni tecniche;
  • Le politiche di mercato;
  • Note pratiche sul lavoro quotidiano in palestra;

Nel corso di questo articolo, tutti questi punti saranno illustrati nel dettaglio.

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Selezione Provinciale Maschile – Dal 2011 al 2017

Dopo sei splendidi anni alla guida della Selezione Provinciale maschile di Bologna, ho concluso la mia attività e ho deciso di pubblicare un articolo che illustri tutto il lavoro che abbiamo svolto in queste stagioni, nella speranza che possa essere uno spunto utile anche ad altri. L’articolo prende come traccia l’attività programmata e poi svolta nella stagione 2015/2016, riproposta in parte in quella 2016/2017 e in generale frutto di anni di aggiunte, cambiamenti e migliorie che abbiamo cercato di apportare per valorizzare sempre di più il territorio. 

L’attività è organizzata su 4 macro-aree:

  • Selezione Provinciale (annata U15);
  • Pre-Selezione Provinciale e Tavole Rotonde Tecniche (atleti U15/U14, allenatori dei club);
  • Promozione (U13);
  • Team Bologna (U13).

L’immagine sottostante riassume gli obiettivi salienti di ogni attività. Questi saranno oggetto di approfondimento nell’articolo.

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Appunti direzione tecnica #1 – Il ruolo di un Direttore Tecnico

Questa sarà la mia terza stagione come Direttore Tecnico del settore maschile di Pallavolo San Lazzaro Zinella VIP. Ho deciso di condividere alcuni principi e spunti del progetto che sto portando avanti, nella speranza possa essere di aiuto o spunto di nuove discussioni. In questo primo episodio parlerò del ruolo e dei compiti di questo ruolo. 

Il progetto con cui ho iniziato questa attività tre anni fa si articolava in tre macro-punti:

  • Area tecnica;
  • Area sportiva;
  • Area relazioni con il territorio.

Questi documenti saranno incentrati esclusivamente sul primo punto, ovvero tutte le attività legate alla sfera tecnica.

Introduzione: la figura del Direttore Tecnico

La figura del Direttore Tecnico (d’ora in poi DT) è un ruolo, all’interno di una società sportiva (in questo caso all’interno di un settore – quello maschile – di una società sportiva), che prevede il coordinamento e supporto dell’attività tecnica di tutte le squadre afferenti alla società (o al settore societario) stessa, in particolare a quelle del settore giovanile. Il suo obiettivo principale è quello di garantire una continuità e omogeneità degli obiettivi nelle varie fasce d’età, curando cioè – seppure in maniera principalmente indiretta – il percorso di crescita degli atleti dai primi passi fino all’eventuale approdo prima squadra.

Il compito principale del DT è quello di guidare e coordinare i vari allenatori rispetto a tre grandi ambiti: tecnico, sportivo e disciplinare.

Ambito tecnico

Il DT è l’autore e realizzatore della cosiddetta programmazione pluriennale: è colui che la progetta, la comunica agli allenatori e verifica nella quotidianità del lavoro in palestra che tutti cerchino – pur con alcuni normali gradi di libertà individuali – di eseguirla e perseguirla.

Ambito sportivo

Il DT propone alla società le squadre da formare per ogni stagione agonistica e i nomi degli allenatori da incaricare. Può collaborare con la dirigenza (direttore sportivo) per proporre eventuali movimenti di mercato in entrata e in uscita.

Il DT definisce, in accordo con gli allenatori, i campionati e i tornei a cui far partecipare le varie squadre. I principi che personalmente utilizzo nella scelta sono:

  • Garantire almeno 30 partite di campionati ad ogni squadra;
  • Il numero di allenamenti ogni settimana deve sempre essere molto superiore a quello delle gare;
  • Ogni atleta deve avere massimo 5 impegni settimanali (idealmente un giorno libero infrasettimanale e uno nel weekend).

Ambito disciplinare

Il DT riceve dalla società sportiva le linee guida etiche, morali e disciplinari che dovranno governare in maniera imprescindibile il lavoro di tutti gli allenatori, dirigenti e giocatori. Il suo compito è assicurarsi che queste vengano rispettate; inoltre egli deve gestire i conflitti più semplici, eventualmente rimandando alla dirigenza societaria eventuali questioni più delicate.

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Tanti nuovi dubbi per un ottimo 2016!

Qualche collega ogni tanto mi chiede il motivo per cui questo blog non sia più tanto “vivo” come qualche anno fa. La risposta classica è che il mio tempo libero è calato drasticamente negli anni. Ed è vero, del resto capita a tutti quando si passa dalla vita di studente a quella di lavoratore. Ma non è tutto. Mi sono reso conto che più accumulo esperienza in palestra, più diminuiscono le certezze e crescono i dubbi (attenzione: questo fatto è per me positivo!). Di conseguenza per me è anche più complicato scrivere articoli per il blog.

Quando nacque, questo sito era principalmente una trascrizione di appunti accumulati tra corsi, scambi di opinioni, aggiornamenti, prove in palestra e così via: una sorta di quaderno tecnico che, grazie alla mia vena un po’ “nerd”, era salvato in qualche hard disk sparso per il pianeta piuttosto che in un foglio a quadretti (mento: avevo e ho anche oggi alcuni quaderni pieni di schemi, note, riflessioni sull’allenamento ecc). Adoravo l’idea di poter apprendere qualcosa di più da chi avrebbe letto qualche mio appunto e anche quella di poter sfruttare la tecnologia Internet per aiutare giovani colleghi che, come me, faticavano a trovare materiale per studiare. In quegli anni nacque anche il VCS, un vero e proprio social network negli anni in cui i social network non andavano ancora di moda (se mai avessi avuto l’idea di non condividere esercizi di pallavolo ma foto delle vacanze…!!!).

Oggi il mondo è cambiato: condividere le proprie idee è diventato più facile e il confine tra condivisione e saccenza credo stia diventando molto sottile. Io percepisco questo disagio. Se prima utilizzavo qualche ora per scrivere e pubblicare un articolo, oggi impiego settimane (non scherzo!). Scrivo qualche appunto, poi cerco di approfondire, poi modifico, correggo, taglio, aggiungo, coloro…fino al risultato finale. Un articolo sul blog non può essere semplicemente “quello che penso stamattina”, come un tweet o un commento su Facebook (su cui poi mi piacerebbe fare altre riflessioni, visti certi messaggi…). Di conseguenza, anche la tipologia di contenuti è cambiata molto in questi anni: oggi cerco di portare il più possibile studi o esperienze dirette, visto che il web è già pieno di articoli scritti da professionisti del mestiere per migliorare la propria base di conoscenza teorica. Tutto questo mi porta finalmente alla scelta di parlare molto più spesso di temi tecnico-tattici-statistici abbastanza specifici o, ancora più spesso, di metodologia. Credo che la metodologia sia ciò che permette agli allenatori di fare un grande salto di qualità. Perché penso questo? Semplice: perché ho sempre più dubbi e meno certezze! Ogni anno mi trovo di fronte nuovi giocatori, nuove situazioni e condizioni di lavoro e devo riuscire a trovare la chiave giusta per realizzare i nostri obiettivi. E se da un lato avere dei pilastri (qualcosa in cui credere = la conoscenza della tecnica e della tattica, nonché lo studio dei modelli di riferimento) e accumulare esperienza sono le fondamenta su cui costruire la propria prestazione (di allenatore), credo che la capacità di adattarsi sia davvero determinante per far lavorare al meglio le nostre squadre, giovanili e non. Questa capacità di adattarsi può nascere solo studiando continuamente e appronfondendo i modi e le pratiche utilizzate e da utilizzare per applicare le nostre idee: la metodologia, appunto.

Chiudo questo post un po’ confusionato con i miei migliori auguri per un grande 2016…ovviamente ricco di tanti dubbi!

Video Touch online!

Dopo tanto tempo e tante seccature, sembra che Video Touch possa tornare online – anche se non ancora al 100% della “forma” – per aiutare chiunque abbia bisogno di selezionare, ritagliare e montare spezzoni video.

Potete nuovamente trovarla online su App Store a questo link.

Ricordo altre importanti risorse:

Come già anticipato, persistono ancora alcuni problemi marginali in alcune tipologie di utilizzo, nel caso le riscontriate vi prego di contattarmi.

Buon lavoro a buona stagione a tutti!Video Touch

Ogni fondamentale con una parola…

Se dovessimo scegliere una parola per descrivere ogni fondamentale della pallavolo, una parola che identifichi quello che per noi è il suo significato nel gioco, la massima priorità che ci diamo nel suo sviluppo o la qualità che ricerchiamo nei giocatori che lo eseguono…quale sarebbe questa parola?

Un piccolo gioco per aiutarci a chiarire le idee all’inizio della nuova stagione 2014/2015 (tra qualche settimana – una volta finita la raccolta dati – un piccolo riassunto dei risultati sarà pubblicato su queste pagine)…ah, a proposito: in bocca al lupo e buon lavoro a tutti!

Analisi statistica Serie C maschile

Come conclusione della mia stagione come allenatore di un gruppo abbastanza giovane di Serie C maschile, ecco i risultati dell’unione degli scout del campionato, utili al fine di costruire un modello prestativo e trarre alcuni interessanti spunti sull’allenamento.

Scenario di riferimento:

  • Campionato Regionale Serie C Maschile, stagione 2013/2014;
  • Squadra praticamente giovanile (tutti U21, tranne un giocatore over);
  • 22 giornate di campionato (solo 20 scoutizzate);
  • Squadra classificata settima.

Tutti gli scout della stagione sono stati uniti e analizzati escludendo i “quinti set” che, essendo più corti, avrebbero inficiato le statistiche medie di un set.

Di seguito la lista delle analisi disponibili:

Una piccola guida alla lettura dei dati:

  • #, +, !, /, -, = si riferiscono ai simboli standard della scoutizzazione (alcune spiegazioni, anche se un po’ datate, sono disponibili qui);
  • T si riferisce al numero totale di colpi;
  • Ogni simbolo seguito da % indica un valore percentuale rispetto ad un totale;
  • Ogni simbolo seguito da S indica un valore medio a set;
  • SV indica i set vinti, SP i set persi;
  • AV indica le azioni vinte, AP le azioni perse;
  • BP indica la fase battuta-punto, CP la fase ricezione-punto.

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Sistema di gioco P-C

La pallavolo è uno sport in cui il sistema di gioco in fase cambio palla è quasi sempre immutato a partire da un certo livello: praticamente tutte le squadre del mondo adottano il sistema 5-1 con rotazione P-S-C (per maggiori dettagli in merito, si può far riferimento al mio precedente articolo sull’organizzazione del gioco in fase cambio palla). Qualche variazione si può avere, specialmente nel settore femminile, sulle linee di ricezione (può ricevere o non ricevere l’opposto), ma poche altre sono le differenze (almeno quelle facilmente visibili) tra le squadre. Ciò che invece è spesso diverso è il modo di organizzare gli schemi di attacco, molto legati alle capacità dell’alzatore e degli attaccanti.

Tuttavia può capitare che durante una stagione delle improvvise esigenze o difficoltà costringano a ribaltare completamente la propria formazione, rotazione, organizzazione per mantenere adeguato il proprio livello di gioco. Quest’anno, in due giorni consecutivi, la mia squadra ha subito due infortuni a due dei tre centrali in rosa: ecco quindi l’esigenza di trovare il modo per giocare con un solo centrale in campo. Questo piccolo articolo è solo la condivisione di ciò che abbiamo sperimentato per alcune partite.

Motivazioni e soluzioni alternative

Dopo alcune ricerche e scambi di idee, finalmente ho ricevuto lo spunto decisivo: se il centrale è uno solo, con chi potrà giocare in diagonale se non con l’unico altro giocatore unico nel sestetto, ovvero l’alzatore?! Effettivamente, rispetto ad un più immediato sistema “mi invento un nuovo centrale”, il lavoro di preparazione e allenamento è più complesso (all’inizio), ma in situazioni di forte emergenza (per di più, nel nostro caso, con il rischio concreto di non recuperare nessuno dei due infortunati prima della fine della stagione) si è rivelata una mossa degna di grande attenzione.

Per quanto riguarda la fase break, nella mia squadra siamo partiti dall’idea che il nostro alzatore (alto e con un trascorso da centrale) potesse murare da posto 3. Se così non fosse, si può comunque costruire in breve tempo uno spostamento di muro elementare anche solo per le situazioni di attacco avversario scontato.

Prima di illustrare nel dettaglio il sistema P-C, vorrei velocemente introdurre altre due soluzioni alternative:

  • Uno schiacciatore “si adatta” a giocare C1 (vicino all’alzatore), giocando la fase cambio palla di P4 e P3 con il classico cambio d’ala (l’opposto può attaccare pipe). Alcune informazioni in merito si possono trovare nel mio precedente lavoro sull’U16.
  • Un alzatore “si adatta” a giocare centrale e subentra il secondo alzatore nel sestetto titolare.

Ciò che non mi ha convinto di queste due soluzioni è che, sostanzialmente, almeno un giocatore deve adattare il proprio ruolo ad un sistema di gioco: questa operazione può essere molto lunga e richiedere tempo prima di dare risultati concreti! Personalmente, trovo più sensato (quando possibile, naturalmente) che sia il sistema di gioco ad adattarsi ai giocatori a disposizione!

Le principali modifiche rispetto al sistema classico

Nel sistema P-C, ogni atleta continua a giocare nel proprio ruolo, con alcune piccole modifiche:

  • Nella versione base, i 4 martelli dovranno comunque attaccare da entrambi i lati del campo.
  • Le linee di muro e difesa potrebbero non sempre essere “standard” (ad esempio, nella versione base l’alzatore può murare sempre da centrale, e due schiacciatori potrebbero essere in campo in seconda linea senza libero).

L’idea di base è che il centrale giocherà sempre in diagonale all’alzatore. Questo significa che:

  • Su attacco a 3 (alzatore in seconda linea) c’è sempre gioco con il centrale e, addirittura, giocherà sempre in condizioni più favorevoli (mai in rotazioni di attacco a 2).
  • Su attacco a 2 (alzatore in prima linea), i due martelli attaccano da zona 4 e da zona 2 e un martello può inserirsi per attaccare la pipe. E’ molto importante sottolineare fin da subito che tutte le rotazioni di attacco a 2 riescono comunque a sfruttare tutta la lunghezza della rete (cosa in realtà molto rara a molti livelli nel sistema “classico”, dove la seconda linea da posto 1 è parecchio inutilizzata e quindi poco considerata dal muro avversario).

Sebbene le rotazioni di attacco siano praticamente “obbligate”, è invece da organizzare adeguatamente tutto il sistema di ricezione, sia per evitare falli di posizione, sia per garantire più campo ai ricevitori più bravi della squadra. Alcuni vincoli che ho seguito nella costruzione del sistema che sarà di seguito illustrato sono:

  • Due attaccanti laterali sono dichiarati “di palla alta”, nel senso che attaccheranno 2 rotazioni su 3 su attacco a due (sono ovviamente i due giocatori che partono adiacenti all’alzatore).
  • Due attaccanti laterali sono dichiarati “ricevitori”, nel senso che il sistema base deve essere tale per cui la linea di ricezione a 3 sia sempre affidata a questi due schiacciatori più il libero.

Ecco di seguito la descrizione rotazione per rotazione. Nelle immagini che seguono, le assunzioni sono:

  • S1 gioca dopo l’alzatore ed è l’attaccante di palla alta che predilige l’attacco da 2 anziché da 4, inoltre si può utilizzare in ricezione in tutte le rotazioni.
  • S4 gioca prima dell’alzatore ed è l’attaccante di palla alta che predilige l’attacco da 4 anziché da 2 ed è anche quello che risulterà più semplicemente sostituibile dal libero.
  • S3 gioca dopo il centrale ed è il ricevitore migliore della squadra, che deve sempre ricevere e mai essere sostituito dal libero.
  • S2 gioca prima del centrale ed è un bravo attaccante da escludere quando possibile dalla ricezione.

Di seguito sono illustrate tutte le rotazioni nel rispetto delle suddette assunzioni.

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