{"id":707,"date":"2009-09-19T12:33:07","date_gmt":"2009-09-19T10:33:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2009\/09\/19\/organizzazione-del-gioco-3-fase-break-point\/"},"modified":"2011-08-20T13:13:58","modified_gmt":"2011-08-20T11:13:58","slug":"organizzazione-del-gioco-3-fase-break-point","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2009\/09\/19\/organizzazione-del-gioco-3-fase-break-point\/","title":{"rendered":"Organizzazione del gioco #3: Fase Break Point"},"content":{"rendered":"<p><em>In questo terzo articolo si affronta l\u2019analisi della fase Break Point dal punto di vista tattico. Si mostrano alcune soluzioni adottabili e si discutono eventuali adattamenti. Si parte dai presupposti elencati nel <a href=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2009\/02\/19\/organizzazione-del-gioco-1-introduzione-teoria-delle-eccezioni\/\" target=\"_blank\">primo articolo<\/a>. A causa dell\u2019enorme quantit\u00e0 di schemi presentati, \u00e8 possibile che vi siano alcuni errori: se li rilevate, sar\u00f2 molto contento di riceverne segnalazione per <a href=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/contattami\" target=\"_blank\">email<\/a> e correggerli. Grazie mille. Il materiale mostrato \u00e8 l\u2019unione di appunti personali, credenze personali, materiale trovato sul web, materiale di corsi ed aggiornamenti.<\/em><\/p>\n<p>La fase Break Point (oggi pi\u00f9 conosciuta come <strong>Fase Battuta &#8211; Punto<\/strong>) \u00e8 la fase di gioco svolta dalla squadra al servizio, ma, pi\u00f9 in generale, da una qualsiasi squadra che debba iniziare lo scambio con un servizio o con un attacco\/contrattacco avversario. In generale, quindi, i fondamentali coinvolti sono:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Servizio<\/li>\n<li>Muro<\/li>\n<li>Difesa<\/li>\n<li>Ricostruzione<\/li>\n<li>Contrattacco<\/li>\n<li>Copertura<\/li>\n<\/ul>\n<p>La fase BP, in generale, deve rispondere al Cambio Palla avversario. Al crescere del livello, quest&#8217;ultima fase necessita di alte prestazioni e si mantiene molto rapida, potente e precisa (si pensi alla netta predominanza dell&#8217;attacco sulla difesa). Per sperare di conquistare qualche punto, quindi, la squadra in fase BP dovr\u00e0 puntare su una attenta organizzazione strategica sia dei singoli fondamentali, sia dei legami tra due o pi\u00f9 fondamentali consecutivi. E&#8217; un lavoro non semplice, che richiede grandi doti sia da parte dei giocatori (specie negli adattamenti durante le azioni), che degli allenatori (specie negli adattamenti tattici durante la gara). In generale, il gioco pu\u00f2 essere sviluppato in maniera pi\u00f9 o meno aggressiva e la tattica di gara viene preparata sulla base di una attenta <strong>rilevazione statistica<\/strong> dell&#8217;avversario. Ad oggi, a livelli alti, la conoscenza del proprio avversario \u00e8 determinante per rendere pi\u00f9 efficace la propria produttivit\u00e0 in fase BP.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/cronologia-bp.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Cronologia BP\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/cronologia-bp.png\" alt=\"Cronologia BP\" width=\"29\" height=\"48\" \/><\/a><\/td>\n<td><strong><span style=\"font-size: large;\">Clicca sull\u2019immagine per visualizzare un esempio di cronologia della fase cambio palla in formato originale.<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2><!--more-->Analisi rotazione avversaria<\/h2>\n<p>La fase Break Point inizia solo apparentemente con il servizio. Infatti, \u00e8 importante che i giocatori si abituino a svolgere un attento lavoro di analisi e decisione nei pochi istanti che vanno dalla conquista dell&#8217;ultimo punto all&#8217;inizio dell&#8217;azione successiva. In una prima fase, ciascun giocatore si occuper\u00e0 di analizzare la <strong>rotazione avversaria<\/strong> e, avvalendosi sia delle informazioni ricevute dai tecnici (briefing tecnici, time &#8211; out&#8230;), sia da quelle elaborate durante il resto della gara (<em>memoria tattica<\/em>), dovr\u00e0 decidere la strategia da adottare. In particolare:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Il <strong>battitore<\/strong> si dovr\u00e0 occupare di analizzare la posizione ed il numero dei ricevitori, le loro percentuali ed il loro andamento in gara; dovr\u00e0 inoltre preoccuparsi di quale sar\u00e0 la sua posizione difensiva;<\/li>\n<li>I <strong>giocatori a muro<\/strong> dovranno effettuare un&#8217;attenta analisi della rotazione avversaria, in particolare dei giocatori che parteciperanno alla manovra offensiva successiva alla ricezione. Dovranno ricordare quali sono le priorit\u00e0 dell&#8217;alzatore, sia con R# che con R+, nonch\u00e9 quali sono gli attaccanti preferiti per gli attacchi scontati. Per ciascuna uscita offensiva, dovranno ricordare le direzioni preferita; in particolare, il centrale dovr\u00e0 ricordare la distribuzione dell&#8217;alzatore e le direzioni del centrale avversario, mentre i laterali dovranno ricordare eventuali assistenze e la direzione di muro sull&#8217;attaccante che andranno a murare;<\/li>\n<li>I <strong>difensori<\/strong> dovranno preoccuparsi della posizione che dovranno coprire in campo e delle direzioni preferite degli attaccanti, nonch\u00e9 preoccuparsi, nell&#8217;ordine temporale (ricezione nel nostro campo, attacco del palleggiatore, primo tempo, palla esterna), delle uscite di attacco;<\/li>\n<li>Ogni giocatore dovr\u00e0 occuparsi di <strong>determinare la linea dell&#8217;alzatore<\/strong>, per ricordare quante sono le uscite in prima linea (pi\u00f9 pericolose). Ci dovr\u00e0 essere almeno un <em>giocatore incaricato di comunicare alla squadra <\/em>questa informazione, o verbalmente (&#8220;Prima!&#8221;, &#8220;Seconda!&#8221;), oppure simbolicamente (una mano alzata indicante &#8220;Uno&#8221; o &#8220;Due&#8221;<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Schemi collettivi<\/h2>\n<p>A questo punto, ciascun giocatore dovr\u00e0 fare mente locale su quelli che vengono definiti <strong>schemi collettivi<\/strong>, ossia la strategia di base della gara, pi\u00f9 o meno legata alla rotazione.<\/p>\n<h3>Rischio al servizio<\/h3>\n<p>Questo parametro \u00e8 solitamente dato dall&#8217;allenatore, in base a come egli desidera far giocare la propria squadra. Ogni giocatore deve sapere se potr\u00e0 o meno forzare il servizio. Ad esempio, utilizzando il codice colori, si pu\u00f2 assegnare ad ogni giocatore un semaforo:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Semaforo <span style=\"color: #008000;\"><strong>verde<\/strong> <\/span>(battuta <em>tecnica<\/em>): l&#8217;atleta pu\u00f2 tirare la battuta al massimo della potenza, curando quindi pi\u00f9 la tecnica che la tattica;<\/li>\n<li>Semaforo <span style=\"color: #ffcc00;\"><strong>giallo<\/strong> <\/span>(battuta <em>tecnico &#8211; tattica<\/em>): l&#8217;atleta deve ridurre il numero di errori al servizio, conservando comunque un servizio abbastanza tattico o insidioso;<\/li>\n<li>Semaforo <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>rosso<\/strong> <\/span>(battuta <em>tattica<\/em>): l&#8217;obiettivo dell&#8217;atleta \u00e8 di non sbagliare la battuta, cercando obiettivi tattici semplici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alcuni allenatori amano anche fornire un semaforo rosso a tutti i giocatori (magari con qualche eccezione), in base ad alcuni momenti della gara:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Dopo un time &#8211; out<\/li>\n<li>Dopo un precedente errore del compagno<\/li>\n<li>Dopo un precedente errore proprio<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alcune situazioni da utilizzare per valorizzare il proprio servizio:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Un servizio in salto a rotazione ha, di norma, semaforo verde se molto redditizio, o giallo;<\/li>\n<li>E&#8217; bene non forzare eccessivamente il servizio quando si dispone di una linea di muro molto forte (e viceversa);<\/li>\n<li>E&#8217; bene non forzare eccessivamente il servizio quando l&#8217;avversario si trova in una rotazione debole o gestibile (e viceversa);<\/li>\n<li>E&#8217; possibile forzare maggiormente il servizio quando si \u00e8 sotto di diversi punti;<\/li>\n<li>Ad un giocatore con elevata positivit\u00e0 (S#% + S+% + S\/%) \u00e8 possibile dare una certa libert\u00e0 di gestione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un allenatore, nell&#8217;immaginare la successione dei propri servizi, cercher\u00e0 quindi di creare un certo equilibrio tra i semafori e, durante la gara, dovr\u00e0 essere in grado di apportare le dovute modifiche.<\/p>\n<h3>Schemi collettivi di servizio<\/h3>\n<p>Gli schemi collettivi di servizio rispondono alla domanda &#8220;<em>Dove battere?<\/em>&#8220;, fermo restando che l&#8217;obiettivo deve risultare poi adeguato al semaforo concesso al giocatore e, soprattutto, alle effettive capacit\u00e0 tecniche dello stesso. In generale, gli obiettivi possono essere di due tipologie:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Tipologia uomo:<\/strong>miro un ben specifico giocatore, magari per tutta la partita (in modo da sottoporlo ad una elevata e continua pressione):\n<ul>\n<li>Giocatore pi\u00f9 scarso in ricezione (eventualmente dal lato in cui \u00e8 pi\u00f9 scarso): questa \u00e8 una delle regole pi\u00f9 utilizzate, ma richiede di conoscere a priori (o rilevare durante la gara) lo scout dei ricevitori;<\/li>\n<li>Battuta costante sul Libero (specie a basso livello, non \u00e8 affatto detto che il Libero sia quello pi\u00f9 bravo in ricezione e, soprattutto, che abbia il giusto temperamento per sopportare tutta una partita a ricevere)<\/li>\n<li>Giocatore che scende in prima linea a ricevere, per rendere pi\u00f9 difficoltosa la sua partecipazione alla manovra offensiva;<\/li>\n<li>Centrale in prima linea, per rendere il suo primo tempo pi\u00f9 difficoltoso;<\/li>\n<li>Giocatore che riceve solo in alcune rotazioni;<\/li>\n<li>Giocatore appena entrato in un cambio;<\/li>\n<li>Giocatore caratterialmente instabile (che si innervosisce facilmente);<\/li>\n<li>Giocatore che ha appena fatto un errore grave o che \u00e8 in serie negativa (ma solo se \u00e8 un servizio di qualit\u00e0!)<\/li>\n<li>Su uno dei lati in cui il giocatore \u00e8 debole;<\/li>\n<li>Lungo su giocatori che ricevono male in palleggio, corto su giocatori che ricevono male in bagher in compressione.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>Tipologia zona:<\/strong>miro una ben specifica zona:\n<ul>\n<li>Lunga in zona 5 (pi\u00f9 usata quando non esisteva la ricezione in palleggio)<\/li>\n<li>Corto in zona 4, per limitare la partecipazione all&#8217;attacco dello schiacciatore ricevitore;<\/li>\n<li>Corto nella zona di entrata del centrale o in zona 3, per limitare la sua partecipazione alla manovra offensiva;<\/li>\n<li>In zona 2\/1, per obbligare l&#8217;alzatore ad alzare palloni che gli arrivano sempre da dietro (specie a bassi livelli, questa tattica pu\u00f2 dare molti frutti);<\/li>\n<li>Nella traiettoria percorsa dall&#8217;alzatore in penetrazione;<\/li>\n<li>Zone di conflitto tra i ricevitori (ideale nelle battute rapide);<\/li>\n<li>Zone pi\u00f9 o meno scoperte a seconda della rotazione avversaria<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\n<ul>\n<li>P1: Corta sull&#8217;entrata dell&#8217;alzatore<\/li>\n<li>P6: Corta in zona 2\/3<\/li>\n<li>P5: Corta sull&#8217;entrata dell&#8217;alzatore<\/li>\n<li>P4: Zona 2<\/li>\n<li>P3: Corta in zona 3<\/li>\n<li>P2: Corta in zona 2<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"bottom\">\n<td align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/vuln-centrale.png\" alt=\"Battuta sul centrale di prima linea\" width=\"222\" height=\"255\" \/><\/td>\n<td align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/vuln-zona-conflitto.png\" alt=\"Zona di conflitto\" width=\"230\" height=\"255\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"bottom\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/vuln-entrata-alzatore.png\" alt=\"Entrata alzatore\" width=\"222\" height=\"263\" \/><\/td>\n<td valign=\"bottom\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/vuln-schiacciatore.png\" alt=\"Zona di conflitto\" width=\"247\" height=\"263\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il discorso della <strong>continuit\u00e0<\/strong> nel ricercare un uomo risulta ancora pi\u00f9 interessante, poich\u00e9 mette una grande pressione al giocatore mirato, togliendone moltissima agli altri, che rischiano cos\u00ec di perdere il ritmo gara. Questo vuol dire che, quando disponiamo di un servizio particolarmente tecnico, possiamo anche permetterci, ogni tanto, di uscire dallo schema globale e mirare un giocatore che fino a quel momento \u00e8 stato poco cercato. Si tenga presente, inoltre, che alcuni <strong>palleggiatori<\/strong> seguono delle distribuzioni abbastanza standardizzate su particolari ricezioni, del tipo:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Se riceve lo schiacciatore di prima linea, viene servito;<\/li>\n<li>Se riceve il centrale di prima linea, viene servito;<\/li>\n<li>Se la ricezione arriva da dietro, viene servito il giocatore davanti;<\/li>\n<li>&#8230;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo tipo di informazioni si pu\u00f2 ricavare solo con un attento studio dell&#8217;alzatore avversario. Infine, si presti attenzione alla <strong>zona di partenza del servizio<\/strong>: questo aspetto \u00e8 interessante per la gestione sia dei tempi di intervento dei ricevitori, sia per le traiettorie di entrata &#8211; uscita che devono essere gestite. Se assumiamo che creare un angolo di uscita pi\u00f9 ampio sia pi\u00f9 difficile, allora la tesi \u00e8 che sar\u00e0 pi\u00f9 difficile ricevere: in zona 5, una battuta proveniente da di fronte; in zona 1, una battuta proveniente dalla diagonale.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/11.png\" alt=\"11\" width=\"148\" height=\"321\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/15.png\" alt=\"15\" width=\"148\" height=\"321\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/51.png\" alt=\"51\" width=\"148\" height=\"321\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/55.png\" alt=\"55\" width=\"148\" height=\"321\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Riguardo ai <strong>tempi di intervento<\/strong>, \u00e8 ovvio che su una battuta proveniente da di fronte questo valore sar\u00e0 pi\u00f9 ridotto. Va tenuto presente, in generale, che su battute diagonali \u00e8 pi\u00f9 facile avere l&#8217;assistenza del compagno di fianco in ricezione. In generale, invece, non \u00e8 da considerarsi una buona strategia quella di <strong>battere corto in diagonale<\/strong>, poich\u00e9 solitamente i ricevitori adottano un sistema di ricezione che preveda questo problema (il ricevitore pi\u00f9 lontano dal battitore \u00e8 pi\u00f9 vicino alla rete di quello pi\u00f9 vicino).<\/p>\n<h3>Correlazione battuta &#8211; muro<\/h3>\n<p>In alcuni casi la scelta della zona in cui battere \u00e8 legata a decisioni che si prenderanno sul muro. Ecco alcuni esempi:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Battuta corta o lunga sullo schiacciatore di prima linea in posto 4, per eliminarlo dall&#8217;attacco. Sposto su questo attaccante il mio muro pi\u00f9 debole e lascio quello forte sull&#8217;altra uscita. Il centrale seguir\u00e0 una eventuale ricezione spostata a destra o sinistra.<\/li>\n<li>Battuta corta in zona 2, in P1, sullo schiacciatore di prima linea. Sposto il muro forte sul posto 4 avversario, il centrale pu\u00f2 saltare ad opzione su primi tempi vicini, o andare direttamente al raddoppio con primi tempi lontani o se sa il comportamento dell&#8217;alzatore con palloni provenienti da dietro.<\/li>\n<li>Battuta corta sul centrale di prima linea e muro fisso in lettura, o in caso di attacco a 2, assistenza del laterale e spostamento del centrale verso la banda pi\u00f9 forte.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Schemi collettivi di muro<\/h3>\n<p>Gli schemi collettivi di muro sono decisi dalla panchina e riguardano sia le posizioni che il numero di giocatori che dovranno murare le diverse soluzioni d&#8217;attacco. <strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Posizioni di arrivo del muro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Si deve stabilire chi sar\u00e0 a muro in Zona 2, chi in Zona 4, chi in zona 3. Normalmente il posto 3 \u00e8 riservato al centrale, il posto 4 allo schiacciatore il posto 2 al palleggiatore\/opposto. Questa non \u00e8 una regola e sono possibili casi di spostamento (ad esempio, spostare muro forte su attaccante forte o pi\u00f9 servito). <strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Numero di giocatori a muro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la tattica pi\u00f9 elementare di muro, ma a bassi livelli non \u00e8 cos\u00ec scontata e uguale per tutte le squadre. Ogni allenatore, infatti, dovr\u00e0 decidere quanti giocatori a muro dovranno esserci su tutti i possibili palloni. A <strong>basso livello<\/strong>, infatti, si mura quasi sempre a 1 o 2 giocatori all&#8217;esterno e a 1 giocatore al centro. Ad <strong>alto livello<\/strong>, invece, si possono adottare tattiche pi\u00f9 complesse:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Muro a 2 esterno<\/li>\n<li>Muro a 1 o 2 (centro e posto 4 o centro e posto 2) al centro<\/li>\n<li>Muro a 3 su palle scontate esterne<\/li>\n<li>Muro a 3 su Pipe<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come discuteremo, ad alto livello il numero di giocatori a muro non sempre pu\u00f2 considerarsi una regola, poich\u00e9 il meccanismo delle <strong>assistenze<\/strong> e quello delle <strong>opzioni<\/strong> rende di fatto impossibile stabilire quanti giocatori salteranno effettivamente su ogni attaccante. A basso livello (assenza di primo tempo), invece, \u00e8 bene perseguire una certa disciplina.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\" valign=\"bottom\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/ngm-1-vs-1.png\" alt=\"1vs1\" width=\"288\" height=\"296\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/ngm-2-esterni.png\" alt=\"2 esterni\" width=\"255\" height=\"288\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Posizioni di partenza del muro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Queste informazioni riguardano le partenze pi\u00f9 o meno strette a muro, in funzione anche dei comportamenti da adottare. Si possono adottare 4 differenti tipologie di partenze: <strong><\/strong><\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Partenza <strong>stretta<\/strong><\/li>\n<li>Partenza <strong>larga<\/strong><\/li>\n<li>Partenza <strong>stretta a destra<\/strong><\/li>\n<li>Partenza <strong>stretta a sinistra<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Un giocatore esterno che parte stretto implica che si comporter\u00e0 in <strong>assistenza<\/strong> sui primi tempi a lui vicino, mantenendo comunque la priorit\u00e0 sul proprio uomo esterno. L&#8217;assistenza si deve realizzare mediante una <em>posizione di lettura<\/em>, da mantenere fino a quando non viene individuata l&#8217;alzata.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/p-larga.png\" alt=\"Larga\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/p-stretta.png\" alt=\"Stretta\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/p-stretta-sx.png\" alt=\"Stretta sinistra\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/p-stretta-dx.png\" alt=\"Stretta destra\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>A quasi tutti i livelli, si \u00e8 soliti adottare una partenza stretta a sinistra almeno nella gestione dell&#8217;avversario in rotazione con palleggiatore in prima linea. La seconda linea in zona 1, infatti, si pu\u00f2 lasciare con muro a 0, o comunque si ha spesso il tempo per uscire dalla lettura e arrivare a comporre un muro a 1 o 2 giocatori. In generale, se si prevede di dover fare assistenza o muro di gruppo al centro, \u00e8 bene partire in partenza stretta, poich\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline;\">l&#8217;uscita verso l&#8217;esterno si pu\u00f2 fare facilmente<\/span> (il tempo di volo della palla \u00e8 maggiore), mentre non \u00e8 vero il contrario (se devo andare dall&#8217;esterno al centro per raddoppiare, essendo la traiettoria della palla molto breve, difficilmente avr\u00f2 il tempo).<\/p>\n<p>Solitamente il gioco di assistenza \u00e8 valido solo con <strong>primi tempi vicini alla propria zona<\/strong>, proprio perch\u00e9 il proprio compito principale deve rimanere quello di murare la propria zona esterna. Ad esempio:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Il muro di zona 2 si occupa dell&#8217;assistenza su primi tempi spostati (C, CC) e sulla tesa (7);<\/li>\n<li>Il muro di zona 4 si occupa dell&#8217;assistenza su primi tempi vicini (1, In) e dietro (2, B)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Giochi ad opzione<\/span><\/strong><\/p>\n<p>In alcuni casi, durante la partita si possono adottare scelte piuttosto aggressive per contrastare il primo tempo avversario. Si parla allora di <strong>gioco ad opzione<\/strong>, nel senso che uno o pi\u00f9 giocatori a muro salteranno con il centrale avversario per murare il primo tempo, senza poi sapere se questo verr\u00e0 effettivamente servito o meno. In caso di gioco aperto \u00e8 possibile ritrovarsi poi con muro a 0. Esistono tre tipi di opzioni semplici:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Opzione 3:<\/strong> il giocatore a muro in posto 3 si occupa di murare ad opzione il centrale avversario.<\/li>\n<li><strong>Opzione 4:<\/strong> il giocatore a muro in posto 4 mura il primo tempo, il centrale si sposta a raddoppiare verso l&#8217;esterno;<\/li>\n<li><strong>Opzione 2:<\/strong> il giocatore a muro in posto 2 mura il primo tempo, il centrale si sposta a raddoppiare verso l&#8217;esterno.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel gestire il gioco ad opzione, l&#8217;allenatore deve anche decidere come cambier\u00e0 il gioco in caso di ricezione spostata a destra (in caso di opzione 2) o a sinistra (in caso di opzione 4).<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/op-4.png\" alt=\"Opzione 4\" width=\"230\" height=\"288\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/op-2.png\" alt=\"Opzione 2\" width=\"230\" height=\"288\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/op-3.png\" alt=\"Opzione 3\" width=\"230\" height=\"288\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>E&#8217; anche possibile combinare il gioco ad opzione e quello di assistenza, o anche pi\u00f9 opzioni (<strong>sovraccarico<\/strong>)<strong>.<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/op-4-ass-3.png\" alt=\"Opzione 4 + Assistenza 3\" width=\"230\" height=\"288\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/op-2-ass-3.png\" alt=\"Opzione 2 + Assistenza 3\" width=\"230\" height=\"288\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/op-3-ass-4.png\" alt=\"Opzione 3 + Assistenza 4\" width=\"230\" height=\"288\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/op-4-op-3.png\" alt=\"Opzione 4 + Opzione 3\" width=\"230\" height=\"288\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Organizzazione complessiva del sistema di muro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Arrivati a questo punto, deve essere delineato un sistema completo di muro per ogni tipo di attacco. L&#8217;aspetto cruciale nella costruzione di un sistema di muro \u00e8 la <strong>presenza di un primo tempo credibile<\/strong>: quando questo viene a mancare, saltano le assistenze e le opzioni, ogni giocatore ha come obiettivo il muro dell&#8217;uomo di fronte, con il centrale che dovr\u00e0 occuparsi, solitamente, del raddoppio sugli esterni. Il primo tempo non \u00e8 credibile se:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>La squadra avversaria non lo gioca (banale, ma vero a bassi livelli);<\/li>\n<li>La ricezione \u00e8 molto spostata da rete<\/li>\n<li>La ricezione \u00e8 bassa o tesa<\/li>\n<li>Il centrale \u00e8 in forte ed evidente ritardo<\/li>\n<li>Il centrale chiama &#8220;<em>No!<\/em>&#8220;<\/li>\n<\/ul>\n<p>La presenza di un primo tempo richiede invece l&#8217;organizzazione di un sistema di muro in cui ad ogni giocatore sono assegnati:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Un compito principale<\/strong>, che deve essere svolto sempre;<\/li>\n<li><strong>Uno o pi\u00f9 compiti secondari<\/strong>, che devono essere svolti se possibile.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;insieme dei compiti principali deve essere calibrato in modo da avere un sistema di muro di caso peggiore comunque valido sulle uscite di attacco pi\u00f9 pericolose o servite. L&#8217;insieme dei compiti secondari deve garantire la gestibilit\u00e0 del maggior numero possibile di soluzioni d&#8217;attacco, ma deve altres\u00ec essere realistico e, soprattutto, realizzabile.<\/p>\n<p>Si tenga presente che:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Un gioco ad opzione \u00e8 per forza un compito principale;<\/li>\n<li>Un gioco in lettura \u00e8 solitamente un compito secondario (l&#8217;obiettivo \u00e8 intercettare e smorzare la palla, non per forza il muro punto).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Arrivati a questo punto, ad ogni giocatore pu\u00f2 essere associato un colore:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Muratore <span style=\"color: #008000;\"><strong>verde<\/strong><\/span>: giocatore non impegnato in assistenze od opzioni, parte largo e si occupa dell&#8217;uomo di fronte a lui, oppure parte stretto ma solo per il gioco della Pipe;<\/li>\n<li>Muratore <span style=\"color: #ffcc00;\"><strong>giallo<\/strong><\/span>: giocatore impegnato in assistenza sui primi tempi vicini a lui (nel caso del centrale, su tutti i primi tempi), ma con obiettivo principale il muro esterno; partenza stretta e chiusura su Pipe;<\/li>\n<li>Muratore <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>rosso<\/strong><\/span>: giocatore impegnato in opzione sui primi tempi vicini a lui; partenza stretta.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Schemi collettivi di attesa<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Anche i giocatori in difesa devono conoscere a priori la posizione che dovranno assumere in <strong>attesa<\/strong>, cio\u00e8 in quel lasso di tempo che intercorre tra il proprio servizio e l&#8217;alzata avversaria. La posizione di attesa deve garantire:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Facilit\u00e0 di intervento in caso di ricezione nel proprio campo (R\/)<\/li>\n<li>Facilit\u00e0 di intervento su colpi di seconda dell&#8217;alzatore<\/li>\n<li>Possibilit\u00e0 di gestione di primi tempi anticipati<\/li>\n<li>Raggiungibilit\u00e0 delle posizioni di difesa previste per i vari attacchi (<span style=\"text-decoration: underline;\">condizione determinante<\/span>)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il primo aspetto da considerare \u00e8 <strong>chi si sposter\u00e0 nelle 3 zone del campo<\/strong>: solitamente viene lasciato il palleggiatore\/opposto in zona 1, lo schiacciatore in zona 6 (in modo che possa successivamente attaccare la Pipe), il libero in zona 5 (zona che richiede le migliori qualit\u00e0 tecniche difensive). Queste scelte non sono obbligatorie e ogni allenatore le pu\u00f2 modificare a proprio piacimento, considerando che:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Prima del contrattacco, c&#8217;\u00e8 la difesa;<\/li>\n<li>La zona 6 richiede uscite rapide, buona lettura dell&#8217;attaccante e buona lettura del proprio muro;<\/li>\n<li>La zona 5 richiede buone doti tecniche, in quanto dovr\u00e0 difendere i palloni in diagonale degli schiacciatori e quelli in parallela degli opposti;<\/li>\n<li>Il palleggiatore deve poter successivamente essere in grado di penetrare ed alzare;<\/li>\n<li>La manovra di contrattacco dovrebbe spaziare su tutta la rete.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli schemi di attesa si raggruppano in due grandi famiglie:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Centro mediano arretrato (CMAR o 3 &#8211; 2 &#8211; 1):<\/strong> il posto 6 (centro mediano) \u00e8 lungo, gli altri due corti; \u00e8 di gran lunga il sistema pi\u00f9 utilizzato.<\/li>\n<li><strong>Centro mediano avanzato (CMAV o 3 &#8211; 1 &#8211; 2):<\/strong> il posto 6 \u00e8 corto, gli altri due lunghi. Viene utilizzato di raro, a bassi livelli, poich\u00e9 vincola il posto 6 a coprire sempre il pallonetto in difesa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Chiaramente, al crescere del livello, \u00e8 possibile adottare <strong>sistemi misti<\/strong>, con i giocatori pi\u00f9 o meno avanzati a seconda della squadra avversaria (e del centrale avversario). Con palleggiatore in seconda linea, ad esempio, ci si occuper\u00e0 prima di tutto della gestione delle direzioni preferite del centrale.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/att-cmar.png\" alt=\"CMAR\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/att-cmav.png\" alt=\"CMAV\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/att-misto.png\" alt=\"Misto\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Un aspetto ulteriore da considerare in questa fase \u00e8 <strong>il battitore<\/strong>, il cui tipo di servizio non pu\u00f2 essere influenzato dalla posizione che dovr\u00e0 assumere in difesa (ha poco senso). Se si gioca con il posto 6 lungo (come \u00e8 quasi sempre), \u00e8 possibile assegnare questa zona al battitore, poich\u00e9 \u00e8 quella pi\u00f9 vicina alla sua posizione precedente (zona di battuta). Questa scelta ha un senso specialmente se il battitore effettua una battuta da molto lontano dalla linea o in salto a rotazione, poich\u00e9 avrebbe poco tempo per raggiungere una posizione corta.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Schemi collettivi di muro &#8211; difesa <\/span><\/strong><\/p>\n<p>Gli schemi collettivi di muro &#8211; difesa riguardano la costruzione di un sistema in cui:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>1 o pi\u00f9 giocatori si occupano del muro<\/li>\n<li>0 o pi\u00f9 giocatori si occupano della copertura fissa del pallonetto<\/li>\n<li>3 o pi\u00f9 giocatori si occupano della difesa dei palloni lunghi<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli schemi difensivi devono essere predisposti per ogni tipo di possibile attacco avversario e si devono comporre di due parti:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Schemi con muro ideale:<\/strong> schemi da adottare di default, considerando il muro piazzato nella maniera pi\u00f9 ideale;<\/li>\n<li><strong>Schemi adattati:<\/strong> da utilizzare quando il muro non \u00e8 come previsto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli adattamenti saranno discussi pi\u00f9 avanti, cos\u00ec come le correlazioni con le posizioni di muro. In questa sede ci occuperemo invece di vedere alcune possibilit\u00e0 riguardanti i tipi di posizionamento dei vari difensori.<\/p>\n<p>Gli schemi di difesa adottabili sono molteplici, ma devono essere costruiti ricordando che <em>il tempo a disposizione per passare dalla posizione d&#8217;attesa a quella di difesa sono ridotti<\/em>: pertanto, non tutti gli schemi sono adottabili per tutte le posizioni di attesa.<\/p>\n<p>Il concetto principe che deve essere ben tenuto in considerazione dai difensori \u00e8 quello di <strong>cono d&#8217;ombra<\/strong>, ossia il cono idealmente coperto dal muro: in generale, i giocatori in difesa dovrebbero mettersi al di fuori di questo cono (la regola visiva da adottare \u00e8 che &#8220;<em>bisogna sempre vedere la palla<\/em>&#8220;), anche se in alcuni casi si richiede ai giocatori (solitamente al posto 6) di portarsi dietro al muro per recuperare eventuali palloni toccati.<\/p>\n<p>In generale, partendo da una attesa <strong>CMAV<\/strong>, sar\u00e0 obbligatorio costruire schemi con un giocatore in copertura fissa del pallonetto, ossia il posto 6 (che assume il nome di <em>pendolo<\/em>): infatti, egli non avrebbe sufficiente tempo per guadagnare una posizione lunga sensata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmav-z4.png\" alt=\"Difesa dopo CMAV\" width=\"592\" height=\"304\" \/><\/p>\n<p>In questo esempio, si adotta uno schema del tipo <strong>2 &#8211; 1 &#8211; 3 <\/strong>(il primo numero indica il numero di giocatori a muro, il secondo quelli in copertura fissa del pallonetto, il terzo quelli in difesa) per un attacco da zona 4 avversaria.<\/p>\n<p>Gli schemi <strong>CMAR<\/strong> sono quelli pi\u00f9 adottati a tutti i livelli. Devono essere definiti schemi per:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Attacco da zona 4<\/li>\n<li>Attacco da zona 2<\/li>\n<li>Attacco in primo tempo vicino all&#8217;alzatore<\/li>\n<li>Attacco in primo tempo lontano dall&#8217;alzatore<\/li>\n<li>Attacco in fast<\/li>\n<li>Attacco in primo tempo dietro all&#8217;alzatore<\/li>\n<li>Attacco da zona 1<\/li>\n<li>Attacco da zona 6<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Schemi collettivi muro &#8211; difesa con attacco da zona 4 &#8211; 2 &#8211; 1 <\/span><\/strong><\/p>\n<p>Gli schemi pi\u00f9 adottati sono:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>2 &#8211; 1 &#8211; 3 con copertura della parallela<\/li>\n<li>2 &#8211; 1 &#8211; 3 con parallela scoperta<\/li>\n<li>2 &#8211; 0 &#8211; 4<\/li>\n<li>3 &#8211; 0 &#8211; 3<\/li>\n<\/ul>\n<p>Lo <strong>schema 2 &#8211; 1 &#8211; 3 <\/strong>prevede di avere sempre un giocatore (quello di posto 1 con attacco da zona 4, quindi in generale il giocatore della parallela) in copertura fissa del pallonetto, dietro al muro. Le due soluzioni adottabili per il posto 6 sono quindi:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Lasciare scoperta la parallela, rimanendo dietro al muro (adottata a bassi livelli o nel giovanile, dove l&#8217;attacco in parallela \u00e8 pi\u00f9 raro)<\/li>\n<li>Coprire la parallela<\/li>\n<\/ul>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 0px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-a4-213-con-parallela.png\" alt=\"213 con parallela\" width=\"271\" height=\"312\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-a4-213-senza-parallela.png\" alt=\"Senza parallela\" width=\"271\" height=\"312\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;immagine mostra solo uno dei possibili esempi di posizionamento: va sempre ricordato che <em>il posizionamento effettivo dei giocatori dipende dall&#8217;attaccante, dal proprio muro e dall&#8217;alzata<\/em>. Dei posizionamenti in relazione alle decisioni del muro parleremo in seguito.<\/p>\n<p>I posizionamenti<strong> <\/strong>dei difensori devono comunque essere in relazione al muro: ad esempio, i <strong>difensori in diagonale<\/strong> devono sempre trovarsi fuori dal muro, mentre questo potrebbe non essere vero per i difensori sulla parallela. Si tende, alle volte, a consigliare ai <strong>difensori della parallela<\/strong> di abbandonare frequentemente la linea: questo deriva da analisi statistiche secondo le quali sono pochi gli attaccanti che, cercando la parallela, tirano forte sulla linea; sono ben pi\u00f9 frequenti attacchi in parallela dentro al campo di mezzo metro o anche di pi\u00f9. Proprio per questo motivo \u00e8 bene considerare la possibilit\u00e0 di posizionare il difensore sulla parallela dentro al campo, piuttosto che secondo il classico principio del &#8220;<em>piede esterno sulla linea<\/em>&#8220;. Come vedremo, poi, questa diventa anche una regola molto importante in caso di alzate lunghe.<\/p>\n<p>Il <strong>difensore di posto 6<\/strong> ha diverse possibilit\u00e0:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Restare al centro del campo, avanzando in caso di muro aperto e retrocedendo (ad altissimi livelli alcuni difensori di posto 6 si mettono fuori dal campo) con muro piazzato;<\/li>\n<li>Spostarsi in diagonale o parallela a seconda delle chiamate del muro o delle direzioni preferite dell&#8217;attaccante.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ad ogni giocatore devono essere assegnati <strong>due compiti<\/strong>:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Un <strong>compito principale<\/strong>, che \u00e8 la palla su cui il difensore avr\u00e0 priorit\u00e0 di intervento e da cui dipender\u00e0 fortemente il posizionamento in campo;<\/li>\n<li>Uno o pi\u00f9 <strong>compiti secondari<\/strong>, che sono palloni su cui il giocatore deve tentare l&#8217;intervento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come nel caso del muro, la calibrazione degli interventi da assegnare ai singoli giocatori dipende dalle scelte degli allenatori, che devono garantire una certa stabilit\u00e0 nella gestione dei palloni pi\u00f9 frequenti. Gli obiettivi hanno influenza non solo sulla posizione in campo, ma anche sulla postura che dovranno tenere i giocatori: se devo per prima cosa recuperare palloni lunghi, dovr\u00f2 mantenere una postura che mi permetta di facilitare le uscite; se come obiettivo principale ho la difesa di una palla forte addosso, dovr\u00f2 mantenere una postura pi\u00f9 chiusa.<\/p>\n<p>Vanno comunque ricordati due principi:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">L&#8217;attacco \u00e8 sempre in vantaggio rispetto al sistema muro &#8211; difesa<\/span>, quindi \u00e8 necessario tollerare errori;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Il sistema muro &#8211; difesa segue il principio della coperta corta<\/span>: posso spostarla da una parte o dall&#8217;altra, ma \u00e8 comunque impossibile coprire perfettamente tutto il campo. E&#8217; quindi necessario stabilire delle priorit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ecco un possibile esempio:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Giocatore terzo di rete<\/strong>\n<ul>\n<li>OBIETTIVO PRINCIPALE: Pallonetti in posto 4-3<\/li>\n<li>OBIETTIVO SECONDARIO: Diagonale stretta<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>Giocatore sulla diagonale media fuori dal muro<\/strong>\n<ul>\n<li>OBIETTIVO PRINCIPALE: Diagonale forte fuori dal muro<\/li>\n<li>OBIETTIVO SECONDARIO: Palle nel cuore del campo toccate dal muro<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>Giocatore in posto 6<\/strong>\n<ul>\n<li>OBIETTIVO PRINCIPALE: Toccate lunghe dal muro<\/li>\n<li>OBIETTIVO SECONDARIO: Palle nel cuore del campo<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>Giocatore in parallela<\/strong>\n<ul>\n<li>OBIETTIVO PRINCIPALE: Parallela<\/li>\n<li>OBIETTIVO SECONDARIO: Pallonetto dietro al muro<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>La <strong>gestione delle zone di conflitto<\/strong> \u00e8 analoga a quella della ricezione: parliamo di zona di conflitto quando una palla (dritta o curva) \u00e8 in traiettoria tra due difensori schierati. Si possono adottare diverse politiche di gestione in difesa:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Politica del &#8220;tecnica migliore&#8221;:<\/strong> interviene sul pallone in mezzo il difensore pi\u00f9 bravo su quel lato (nel caso 4-5, interviene il posto 4 se ha un intervento a destra molto migliore di quello a sinistra di posto 5);<\/li>\n<li><strong>Politica del &#8220;proviamo entrambi&#8221;:<\/strong> siccome i difensori sono sfalsati, entrambi tentano l&#8217;intervento (politica rischiosa, se la tocca il giocatore davanti potrebbe schizzare via);<\/li>\n<li><strong>Politica del &#8220;tempo di reazione&#8221;:<\/strong> interviene il giocatore pi\u00f9 lontano dalla zona di partenza dell&#8217;attacco (nel caso 4-5 interviene posto 5, nel caso 5-6 interviene il posto 6);<\/li>\n<li><strong>Politica del &#8220;dopo&#8221;:<\/strong> interviene il giocatore che dopo non sar\u00e0 impegnato in una manovra offensiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Unendo tutti questi concetti, ad ogni giocatore deve essere assegnata una <strong>zona di competenza<\/strong>, ossia una porzione di campo su cui dovr\u00e0 intervenire. E&#8217; certamente vero che esistono palloni che cadono senza che si possa definire un vero &#8220;<em>colpevole<\/em>&#8220;, ma in generale si dovrebbe adottare una politica rigorosa, in modo che tutti i giocatori sappiano cosa devono fare nel maggior numero possibile di situazioni. Molti malintesi si creano proprio perch\u00e9 due o pi\u00f9 giocatori non sanno chi deve recuperare un particolare pallone (e non \u00e8 sempre vero che &#8220;<em>meglio due che nessuno!<\/em>&#8220;, poich\u00e9 questa \u00e8\u00a0 improvvisazione).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmav-a4-204-con-zone-di-competenza.png\" alt=\"Difesa zona 4\" width=\"271\" height=\"321\" \/><\/p>\n<p>Nell&#8217;immagine mostrata si \u00e8 adottata la politica del &#8220;tempo di reazione&#8221; per le zone di conflitto sulla diagonale. Posto 5 ha come obiettivo secondario i palloni nel cuore del campo.<\/p>\n<p>E&#8217; evidente, comunque, come ad ogni giocatore sia assegnata competenze su <strong>due tipi di palloni<\/strong>:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>1 palla forte<\/li>\n<li>1 pallonetto<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ciascun giocatore, quindi, deve assumere una postura tale da permettergli una uscita abbastanza rapida.<\/p>\n<p>Per gli <strong>attacchi da zona 2<\/strong> la situazione \u00e8 esattamente speculare (si tenga presente, a basso livello, che il movimento di extra-rotazione per un giocatore destrimano \u00e8 molto pi\u00f9 difficile, quindi la parallela \u00e8 ancora pi\u00f9 rara).<\/p>\n<p>Per gli <strong>attacchi da zona 1<\/strong> si pu\u00f2 adottare una politica analoga, valutando per\u00f2 la possibilit\u00e0, a livelli medio &#8211; bassi, di ridurre a 1 (anche a 0) il numero di giocatori a muro, vista la minor potenza degli attacchi provenienti da questa zona. Si consideri comunque che, all&#8217;aumentare della distanza dell&#8217;attaccante da rete, diminuisce il cono d&#8217;ombra coperto dal muro, ma diventano anche pi\u00f9 difficili e improbabili i colpi chiusi, se non lenti.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-a1-204.png\" alt=\"204 con attacco da 1\" width=\"255\" height=\"345\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-a1-114.png\" alt=\"Muro a 1 su attacco da 1\" width=\"255\" height=\"345\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Schemi collettivi di muro &#8211; difesa con attacco dei centrali<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il contrasto del <strong>primo tempo<\/strong> \u00e8 molto difficile da organizzare, principalmente poich\u00e9 il tempo per passare dalla posizione di attesa a quella di difesa \u00e8 minimo (si fa fatica a fare anche solo un passo). E&#8217; quindi importante stabilire una posizione di attesa che sia gi\u00e0 comoda per organizzare una difesa sul primo tempo.<\/p>\n<p>Inoltre \u00e8 difficile creare un <strong>collegamento efficace tra muro e difesa<\/strong>, per via delle assistenze, che non possono garantire un muro composto e prevedibile con certezza. In generale, un muro a lettura tender\u00e0 a coprire la direzione intuita (mani sulla palla), mentre quello ad opzione preveder\u00e0 di indicare la zona coperta.<\/p>\n<p>Il <strong>posizionamento degli esterni<\/strong> deve essere fatto in base alla scelta di tenere con priorit\u00e0 i primi tempi tirati lunghi o quelli sbucciati dal muro. Inoltre, se un giocatore salta ad opzione indicando che coprir\u00e0 la propria zona, l&#8217;esterno potrebbe accorciare la propria posizione per recuperare palloni sbucciati o pallonetti dietro al muro.<\/p>\n<p>Il <strong>posizionamento dei giocatori di prima linea che non murano<\/strong> deve garantire una possibilit\u00e0 concreta di recuperare i pallonetti dietro o di fianco al muro.<\/p>\n<p>Il <strong>posizionamento del posto 6<\/strong> pu\u00f2 essere fatto secondo diversi criteri:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Posizionarsi <strong>lungo la rincorsa del centrale<\/strong>, in modo da prendere i colpi dritti: questo implica di spostare la propria posizione in base al primo tempo chiamato e alla zona di entrata del centrale;<\/li>\n<li>Posizionarsi <strong>lungo la direzione preferita del centrale<\/strong> sul colpo che sta andando ad eseguire: questo implica di conoscere le statistiche del centrale che si affronta.<\/li>\n<\/ul>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"bottom\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-x1-entrata-z2.png\" alt=\"M3 con entrata da 2\" width=\"230\" height=\"304\" \/><\/td>\n<td valign=\"bottom\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-x1.png\" alt=\"M3\" width=\"230\" height=\"312\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-x7.png\" alt=\"Muro su 7\" width=\"230\" height=\"312\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel caso di <strong>attacchi in secondo tempo<\/strong>, si pu\u00f2 organizzare un sistema con due o tre giocatori a muro e la difesa sistemata con gli esterni fuori dal muro e il posto 6 sulla direzione di rincorsa o su quella preferita, o su quella non coperta dal muro (ad esempio, se murano posto 4 e posto 3, posto 6 potrebbe spostarsi verso posto 1).<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-x3-m43.png\" alt=\"Secondo tempo dal centro - Muro a 2\" width=\"238\" height=\"312\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmar-x3-m432.png\" alt=\"Secondo tempo dal centro - Muro a 3\" width=\"247\" height=\"296\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Schemi collettivi di muro &#8211; difesa con attacco in Pipe<\/span><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione del sistema difensivo su Pipe \u00e8 analoga a quella che si potrebbe adottare con un secondo tempo dal centro, ricordando tuttavia che gli angoli coperti dal muro sono pi\u00f9 ridotti, a causa della maggiore distanza da rete dell&#8217;attaccante, cos\u00ec come diventano pi\u00f9 improbabili colpi chiusi e potenti.<\/p>\n<h2>Chiamate di muro<\/h2>\n<p>I tre giocatori impegnati a muro si devono occupare di effettuare le cosiddette <strong>chiamate<\/strong>, ossia indicare quale comportamento terranno sull&#8217;uomo che dovranno murare (<em>che non \u00e8 necessariamente quello che hanno di fronte al momento del servizio<\/em>).<\/p>\n<p>In particolare le <strong>chiamate dei laterali<\/strong> riguardano:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>La direzione che intenderanno murare all&#8217;esterno che hanno di fronte<\/li>\n<li>L&#8217;eventuale gioco ad opzione sul centrale<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le <strong>chiamate del centrale <\/strong>riguardano:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Il comportamento verso il centrale avversario<\/li>\n<li>Eventuali comportamenti particolari nel raddoppio a muro<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Chiamate dei laterali<\/h3>\n<p>Nei confronti dell&#8217;attaccante laterale di fronte, il giocatore laterale ha tre possibilit\u00e0:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Muro sulla parallela:<\/strong> il giocatore esterno chiuder\u00e0 completamente la parallela dell&#8217;attaccante (con palla perfetta, il braccio esterno \u00e8 di fianco all&#8217;asta);<\/li>\n<li><strong>Muro sulla rincorsa o sulla seconda parallela: <\/strong>il giocatore esterno lascer\u00e0 solo la parallela sulla linea all&#8217;avversario, chiudendo il colpo forte dritto alla rincorsa (proprio sterno in direzione del braccio offensivo);<\/li>\n<li><strong>Muro sulla diagonale:<\/strong> il giocatore esterno lascer\u00e0 molta parallela, chiudendo maggiormente i colpi in diagonale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dal punto di vista tecnico, la <strong>posizione effettiva di muro<\/strong> dipende dall&#8217;alzata e dall&#8217;attaccante: il giocatore deve seguire la rincorsa dell&#8217;attaccante per posizionarsi a muro.<\/p>\n<p>La <strong>codifica <\/strong>e segnalazione alla difesa avviene mediante un simbolo. Una possibile convenzione pu\u00f2 essere:<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/uno.bmp\" alt=\"Schema Uno\" width=\"119\" height=\"137\" \/><\/td>\n<td><strong>Chiamata &#8220;Uno&#8221;<\/strong><br \/>\nMuro sulla parallela<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/mano.bmp\" alt=\"Schema Mano\" width=\"119\" height=\"137\" \/><\/td>\n<td><strong>Chiamata &#8220;Mano&#8221;<\/strong><br \/>\nMuro sulla rincorsa.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/due.bmp\" alt=\"Schema Due\" width=\"119\" height=\"137\" \/><\/td>\n<td><strong>Chiamata &#8220;Due&#8221;<\/strong><br \/>\nMuro sulla diagonale.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La chiamata dei laterali introduce il concetto di <strong>correlazione muro &#8211; difesa<\/strong>, in quanto la posizione dei difensori deve cambiare in funzione delle scelte del muro.<\/p>\n<p>Il <strong>difensore sulla parallela<\/strong> abbandoner\u00e0 la linea ed accorcer\u00e0 la propria posizione, in caso di muro sulla parallela, mentre manterr\u00e0 la vicinanza alla linea in caso di parallela scoperta.<\/p>\n<p>Il <strong>difensore sulla diagonale media<\/strong> dovr\u00e0 adattare la propria posizione in modo da essere sempre al di fuori del muro, oppure leggermente coperto nel caso in cui posto 6 vada a raddoppiare la parallela.<\/p>\n<p>Il <strong>difensore di posto 6<\/strong> pu\u00f2 seguire diverse regole, come gi\u00e0 detto. Se dovesse decidere di adattare la propria posizione in funzione della chiamata del muro, allora:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Con muro in parallela o sulla rincorsa, si sposter\u00e0 verso la diagonale;<\/li>\n<li>Con muro sulla diagonale, si sposter\u00e0 verso la parallela.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al difensore di posto 6 si pu\u00f2 suggerire una semplice regola mnemonica, detta <em>regola delle rotazioni difensive<\/em>:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Mano e 1 sono equivalenti;<\/li>\n<li>Se vedo 11, vado sempre dalla parte opposta dell&#8217;alzata;<\/li>\n<li>Se vedo 22, vado sempre dalla parte dell&#8217;alzata;<\/li>\n<li>Se vedo 12 o 21, vado sempre dalla parte del 2.<\/li>\n<\/ul>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\" valign=\"top\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmd-uno.png\" alt=\"Muro Difesa Parallela\" width=\"263\" height=\"312\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmd-mano.png\" alt=\"Muro Difesa Mano\" width=\"271\" height=\"312\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cmd-due.png\" alt=\"Muro Difesa Due\" width=\"271\" height=\"312\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La<strong> scelta della direzione da murare<\/strong> dipende essenzialmente dall&#8217;attaccante: il muro tende a coprire la direzione preferita (e pi\u00f9 forte) dell&#8217;attaccante. Va tenuto presente che una differente chiamata richiede differenti prestazioni da parte del centrale, per raddoppiare il muro: in caso di muro sulla parallela, ad esempio, il centrale dovr\u00e0 percorrere pi\u00f9 strada (nello stesso tempo) rispetto ad un muro sulla diagonale.<\/p>\n<p>E&#8217; difficile stabilire a priori quale delle due principali chiamate <strong>esponga maggiormente al problema del mani &#8211; out<\/strong>: un muro sulla parallela, teoricamente, non dovrebbe permettere di essere colpiti sull&#8217;esterno del braccio, dove la superficie non \u00e8 piatta ma rotonda. E&#8217; anche vero, per\u00f2, che spesso i problemi di mani &#8211; out sono causati da un errato posizionamento del piano di rimbalzo (<em>errore tecnico<\/em>) e, specialmente nelle uscite dalle assistenze, \u00e8 pi\u00f9 facile incorrere in pericoli di questo genere dovendo murare una direzione pi\u00f9 lontana. D&#8217;altro canto \u00e8 anche vero che molti mani &#8211; out di forza sono effettivamente colpi verso la parallela (spesso anche fuori dalla parallela) e, di conseguenza, un muro che lascia la parallela libera elimina il problema alla radice: qualora l&#8217;attaccante decidesse di tirare questo colpo, non troverebbe le mani del muro pronte per essere &#8220;sfruttate&#8221; a proprio piacimento.<\/p>\n<p>La chiamata dell&#8217;assistenza non viene solitamente codificata, poich\u00e9 \u00e8 decisa dalla panchina in maniera stabile. La <strong>chiamata di una opzione esterna<\/strong> pu\u00f2 invece essere codificata mediante un simbolo a scelta (ad esempio, le corna). In caso di opzione esterna, il laterale chiuder\u00e0 la direzione della rincorsa dell&#8217;attaccante (o quella preferita) e la difesa si sistemer\u00e0 di conseguenza.<\/p>\n<h2>Chiamate dei centrali<\/h2>\n<p>Nei confronti del centrale di fronte, il proprio centrale pu\u00f2 scegliere di:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Effettuare una lettura del gioco;<\/li>\n<li>Effettuare un salto ad opzione verso una direzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La <strong>codifica<\/strong> pu\u00f2 essere fatta mediante due semplici simboli.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/mano.bmp\" alt=\"Schema Mano\" width=\"119\" height=\"137\" \/><\/td>\n<td><strong>Chiamata &#8220;Mano&#8221;<\/strong><br \/>\nIl centrale effettuer\u00e0 una lettura del gioco, avendo come obiettivo principale il raddoppio sugli esterni. La lettura tenter\u00e0 di intercettare il primo tempo, non di annientarlo.<br \/>\nIl centrale dovr\u00e0 scegliere il comportamento da adottare sui primi tempi spostati in base alle indicazioni dei briefing tecnici e alla lettura dell\u2019azione.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/pugno.bmp\" alt=\"Muro Pugno\" width=\"119\" height=\"137\" \/><\/td>\n<td><strong>Chiamata &#8220;Pugno&#8221;<\/strong><br \/>\nIl centrale effettuer\u00e0 un salto ad opzione sul centrale avversario, qualsiasi sia il suo primo tempo.<br \/>\nSolitamente viene anche indicata con \u201cUno\u201d, \u201cSei\u201d o \u201cCinque\u201d la zona che si intende chiudere con il muro, per dare alla difesa dei riferimenti.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel muro verso i centrali riveste una notevole importanza la <strong>tattica individuale<\/strong>, che consiste nel saper leggere le intenzioni dell&#8217;alzatore avversario e del centrale avversario e agire di conseguenza. Questi elementi possono essere facilitati dalle statistiche fornite in fase di briefing tecnico e possono riguardare:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Salti ad opzione;<\/li>\n<li>Seguire o meno un centrale che si sposti per attaccare la tesa o la veloce dietro;<\/li>\n<li>Saltare con le braccia aperte, per toccare tutti i palloni angolati ma non quelli dritti alla rincorsa dell&#8217;attaccante.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In alcuni casi il centrale pu\u00f2 comunicare alla difesa un <strong>comportamento anomalo verso un esterno<\/strong>, ad esempio:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Che non raddoppier\u00e0 mai il muro;<\/li>\n<li>Che lascer\u00e0 un canale in mezzo al muro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La difesa dovr\u00e0 agire di conseguenza:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>In caso di muro a 1, avanzando la propria posizione;<\/li>\n<li>In caso di muro aperto, il posto 6 dovr\u00e0 occupare il varco lasciato libero all&#8217;attaccante.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Servizio<\/h2>\n<p>Le operazioni da compiere prima del servizio, come visto, sono molte. Il tempo a disposizione \u00e8 solitamente molto poco, pertanto \u00e8 necessario che i giocatori abbiano bene in mente le informazioni principali ed eventualmente farsi aiutare dalla panchina in caso di dimenticanze.<\/p>\n<p>Il giocatore al servizio, una volta posizionatosi nella sua zona di servizio, con la palla in mano, osserva attentamente il campo avversario e deve tenere presente:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Che, dopo il fischio dell&#8217;arbitro, ha 8 secondi (un tempo lunghissimo rispetto a quello che ne viene effettivamente sfruttato dalla maggior parte dei battitori!) per battere;<\/li>\n<li>Le indicazioni tattiche fornite dalla panchina;<\/li>\n<li>Eventuali lacune visibili nel sistema di ricezione avversario.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel caso in cui la palla, al termine dell&#8217;azione precedente, finisse lontana dal battitore, sarebbe preferibile che il recupero fosse affidato ad un giocatore di seconda linea diverso dal battitore, in modo che questo possa iniziare a posizionarsi nella sua zona di servizio preferita e guardare il campo avversario.<\/p>\n<h2>Attesa<\/h2>\n<p>La fase di attesa \u00e8 quella che va dal proprio servizio (o, pi\u00f9 in generale, dal momento in cui la palla passa al campo avversario) fino all&#8217;alzata. In questa fase devono essere compiuti gli <strong>scambi a muro<\/strong> e ci si deve portare immediatamente nello schieramento di attesa previsto, sia a muro che in difesa.<\/p>\n<h3>Attesa con palleggiatore avversario in seconda linea<\/h3>\n<p>In questo caso, la cronologia delle minacce dal campo avversario \u00e8:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cronologia-pseconda.png\" alt=\"Cronologia minacce P seconda linea\" width=\"187\" height=\"354\" \/><\/p>\n<p>La prima eccezione da analizzare \u00e8 quella di <strong>primo tocco nel nostro campo<\/strong>. Dobbiamo distinguere due casi:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Primo tocco a filo rete nel nostro campo<\/li>\n<li>Primo tocco dentro al nostro campo<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel primo caso viene generata l&#8217;eccezione <strong>Rigore<\/strong>, ossia uno dei tre giocatori a muro dovr\u00e0 occuparsi di schiacciare violentemente (utilizzando soprattutto il polso) la palla diretta nel nostro campo. Dal punto di vista tecnico, per poter gestire efficacemente un rigore \u00e8 necessaria una distanza da rete leggermente superiore a quella che si tiene per effettuare un tocco di muro. Per questo motivo \u00e8 bene consigliare ai giocatori di <em>partire sempre leggermente staccati da rete<\/em>, poich\u00e9 la prima minaccia, in ordine cronologico, \u00e8 proprio il rigore. Una volta verificata l&#8217;assenza di questa eccezione, i giocatori potranno guadagnare quel mezzo passo che manca per effettuare correttamente il fondamentale di muro. Dal punto di vista tattico, anche in questo caso c&#8217;\u00e8 da gestire la problematica della <strong>zona di conflitto<\/strong>, ossia una ricezione che termina in mezzo a due giocatori a muro. Le politiche adottabili sono molteplici e l&#8217;importante \u00e8 che siano ben chiare a tutti i giocatori a muro in ogni rotazione:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Politica &#8220;tecnica&#8221;: <\/strong>tira il rigore il giocatore pi\u00f9 tecnico;<\/li>\n<li><strong>Politica &#8220;braccio destro&#8221;:<\/strong> tira il rigore chi ha la palla alla propria destra (molto valida in caso di linea di muro formata solo da giocatori destrimani);<\/li>\n<li><strong>Politica &#8220;tempo di reazione&#8221;:<\/strong> tira il rigore chi \u00e8 pi\u00f9 lontano dal punto di partenza della ricezione;<\/li>\n<li><strong>Politica &#8220;centrale&#8221;:<\/strong> tira il rigore sempre il centrale.<\/li>\n<\/ul>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/rigore-pdestra.png\" alt=\"Rigore Destra\" width=\"230\" height=\"263\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/rigore-pcentrale.png\" alt=\"Rigore centrale\" width=\"230\" height=\"263\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel secondo caso, primo tocco direttamente nel nostro campo ma staccato da rete, possiamo assimilare questa eccezione a quella di <strong>Free ball concessa<\/strong>, di cui parleremo dettagliatamente in seguito, quando vedremo le eccezioni a muro.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/att-cmar-pseconda.png\" alt=\"Attesa P seconda linea\" width=\"230\" height=\"263\" \/><\/td>\n<td>In questa immagine di esempio si dispone di una prima linea con centrale in opzione sul centrale avversario e i due esterni in assistenza. La seconda linea \u00e8 schierata in modo da raddoppiare il posto 1 sul primo tempo.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel caso in cui la ricezione non dovesse essere nel nostro campo, ci si occuper\u00e0, generalmente, della difesa di primo tempo, poich\u00e9 l&#8217;eventuale secondo tocco offensivo, da parte dell&#8217;alzatore, dovrebbe partire con la palla non completamente al di sopra del bordo superiore della rete: come tale, \u00e8 un tocco molto raro e decisamente poco efficace, facilmente intercettabile dalla difesa.<\/p>\n<h3>Attesa con palleggiatore avversario in prima linea<\/h3>\n<p>In questo caso la cronologia delle minacce \u00e8:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cronologia-pprima.png\" alt=\"Cronologia minacce P prima linea\" width=\"174\" height=\"353\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;aspetto da considerare in questo caso \u00e8 il <strong>secondo tocco offensivo<\/strong>, poich\u00e9 l&#8217;alzatore \u00e8 a tutti gli effetti un potenziale attaccante. Il comportamento pi\u00f9 utilizzato \u00e8 quello di tenere il posto 4 in partenza stretta, per effettuare un muro in lettura sull&#8217;alzatore, se necessario, oppure un&#8217;opzione sul centrale.<\/p>\n<p>E&#8217; comunque da gestire l&#8217;eccezione <strong>ricezione a filo rete con alzatore avversario in prima linea<\/strong>, poich\u00e9 ci sono diverse strategie adottabili:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Il nostro M4 salta sul palleggiatore, M3 rimane in lettura sul centrale;<\/li>\n<li>Il nostro M4 salta sul palleggiatore, M3 salta ad opzione sul centrale;<\/li>\n<li>M3 e M4 in lettura.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il comportamento da adottare dipende dal livello di gioco e dalle scelte strategiche adottate in base all&#8217;avversario. Ci sono palleggiatori molto bravi che con palla a filo amano aprire il gioco verso il posto 4, allora si dovr\u00e0 adottare una tattica ancora differente; ci sono alzatori che danno sempre primo tempo, allora potrebbe essere utile battezzare un salto e cos\u00ec via&#8230;<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/att-cmar-pprima.png\" alt=\"Attesa P prima linea\" width=\"230\" height=\"263\" \/><\/td>\n<td>In questa immagine di esempio abbiamo lo schiacciatore stretto per effettuare assistenza sul primo tempo ed eventualmente saltare sul palleggiatore, il centrale in opzione sul centrale avversario e il posto 2 in assistenza larga solo per i primi tempi spostati verso zona 4 avversaria (ad esempio la tesa).<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2>Analisi della ricezione avversaria<\/h2>\n<p>Verificato che la ricezione rimane nel campo dell&#8217;avversario, \u00e8 bene che ciascun giocatore effettui una analisi pi\u00f9 dettagliata per stabilire i comportamenti da adottare:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>In caso di <strong>R#<\/strong>+ (ricezione perfetta o positiva)<\/li>\n<li>In caso di <strong>R!<\/strong> (ricezione che non consente primi tempi credibili)<\/li>\n<li>In caso di <strong>R-<\/strong> (ricezione che consente solo un attacco scontato)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Con <strong>ricezione positiva<\/strong> il comportamento da adottare \u00e8 quello precedentemente stabilito e codificato dalla squadra. Rimangono valide assistenze ed opzioni, il centrale in lettura dovr\u00e0 avere bene a mente la distribuzione del palleggiatore avversario per aiutarsi nelle scelte da effettuare.<\/p>\n<p>Con <strong>ricezione neutra<\/strong> sar\u00e0 importante che la linea di muro cambi le scelte di opzione precedentemente stabilite, predisponendosi invece ad un muro su attacco esterno (anche rapido): i laterali allargheranno la loro posizione dopo aver verificato l&#8217;assenza di Pipe, il centrale abbasser\u00e0 le braccia pronto a partire a destra o a sinistra.<\/p>\n<p>Con <strong>ricezione negativa<\/strong> saltano opzioni e assistenze e ci si prepara a predisporre un muro bene <em>chiuso<\/em> e <em>composto<\/em> a 2 o a 3 giocatori sull&#8217;unica uscita di attacco disponibile. I difensori dovranno ricordare le direttrici preferite dell&#8217;attaccante servito su palla alta e dovranno fare in modo di fronteggiare l&#8217;attacco avversario con uno schieramento ordinato e bene in posizione, per non trasformare una situazione svantaggiosa per l&#8217;attaccante in svantaggiosa per la difesa.<\/p>\n<h2>Analisi alzata avversaria<\/h2>\n<p>Nel momento in cui viene effettuata l&#8217;alzata, la squadra in fase BP deve rapidamente passare dalla posizione di attesa a quella di difesa. Per il muro, un concetto importante \u00e8 quello di <strong>guida del muro<\/strong>, ossia il giocatore che determina il punto di stacco (riferimento per la difesa) e il tempo di salto.<\/p>\n<p>Per gli <strong>attacchi esterni<\/strong> solitamente la guida del muro \u00e8 affidata all&#8217;esterno, che sceglier\u00e0 il punto di stacco in funzione della chiamata effettuata e della posizione dell&#8217;attaccante. Il giocatore esterno, oltre a scegliere appropriatamente il tempo di salto, dovr\u00e0 avere cura di effettuare un muro il pi\u00f9 possibile composto e ordinato, per dare un riferimento sia al centrale che raddoppier\u00e0 (ed eventualmente al terzo muratore) sia, soprattutto, alla difesa. Questo discorso avr\u00e0 un&#8217;eccezione data dalla situazione di &#8220;<em>muro a 1<\/em>&#8220;, discussa tra le eccezioni difensive.<\/p>\n<p>Per gli <strong>attacchi interni di secondo tempo<\/strong> la guida \u00e8 solitamente affidata al centrale.<\/p>\n<h2>Eccezioni a muro<\/h2>\n<p>Le eccezioni a muro si verificano dopo il secondo tocco avversario e riguardano l&#8217;impossibilit\u00e0 di completare attacchi efficaci da parte dell&#8217;avversario. Ci sono almeno 6 categorie di eccezioni da trattare:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Alzata lunga<\/li>\n<li>Alzata a filo rete<\/li>\n<li>Alzata staccata<\/li>\n<li>No block attack<\/li>\n<li>Free ball concessa<\/li>\n<li>Incrocio<\/li>\n<\/ul>\n<p>In generale, le eccezioni di muro riguardano situazioni di grosso svantaggio per l&#8217;attaccante che, con i normali sistemi adottati, rischierebbero di portarlo in una situazione comunque di vantaggio. Con semplici adattamenti, invece, si pu\u00f2 trasformare la situazione in estremamente vantaggiosa per la ricostruzione.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-alzata-lunga.png\" alt=\"Regola del bastone\" width=\"337\" height=\"288\" \/><\/td>\n<td>In caso di <strong>alzata lunga <\/strong>vengono limitate le direzioni d&#8217;attacco possibili, secondo la <span style=\"text-decoration: underline;\">regola del bastone<\/span>: per determinare la prima direzione possibile, si deve immaginare un bastone il cui centro \u00e8 fissato sull&#8217;asticella e una delle due punte alla posizione della palla; l&#8217;altra punta indicher\u00e0 la prima direzione possibile.<\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-alzata-lunga-muro-asta.png\" alt=\"Muro asta\" width=\"296\" height=\"271\" \/><\/td>\n<td>Il comportamento pi\u00f9 adottato in questa eccezione \u00e8 quello di <span style=\"text-decoration: underline;\">chiudere l\u2019asta<\/span>: saltano le chiamate degli esterni, il giocatore esterno a muro salter\u00e0 in corrispondenza dell\u2019asticella, rendendo ancora minore il primo angolo disponibile fuori dal muro.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-alzata-lunga-muro-dentro.png\" alt=\"Muro dentro\" \/><\/td>\n<td>Esiste anche una seconda possibilit\u00e0, meno utilizzata perch\u00e9 espone a grossi rischi di mani \u2013 out, e consiste nel posizionare il giocatore esterno a muro in corrispondenza del primo angolo disponibile per l\u2019attaccante. In questo modo lo spettro degli angoli \u00e8 ancora pi\u00f9 ridotto, per\u00f2, come detto, basta una minima imprecisione per subire mani \u2013 out da un attaccante che partiva in situazione di enorme svantaggio rispetto alla difesa.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-alzata-lunga-difesa.png\" alt=\"Muro Difesa con alzata lunga\" \/><\/td>\n<td>La difesa si deve sistemare secondo la regola delle rotazioni difensive: i quattro difensori dovranno ruotare in senso orario per guadagnare una posizione utile alla difesa:<\/p>\n<ul>\n<li>Il difensore in parallela entrer\u00e0 in campo per recuperare eventuali palloni toccati dal muro;<\/li>\n<li>I difensori in diagonale si avvicineranno a rete a seconda di quanto lunga \u00e8 l\u2019alzata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo tipo di eccezione deve essere letta da tutti i giocatori, ma pu\u00f2 essere rilevata ad alta voce da un qualsiasi giocatore: l\u2019ideale \u00e8 il muratore esterno, perch\u00e9 \u00e8 quello interessato all\u2019adattamento maggiore.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-alzata-filo-muro-palla.png\" alt=\"Muro su palla a filo\" width=\"238\" height=\"238\" \/><\/td>\n<td>In caso di <strong>alzata a filo rete<\/strong> \u00e8 fondamentale che saltino le chiamate di muro degli esterni, che <span style=\"text-decoration: underline;\">dovranno avere l\u2019obiettivo mnemonico di mettere le mani sulla palla<\/span>: se, infatti, viene lasciato un canale di passaggio, l\u2019attaccante avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di tirare un colpo molto forte e chiuso, senza reale possibilit\u00e0 di intervento per i difensori. La difesa potr\u00e0 regolarsi di conseguenza.<br \/>\nQuesta eccezione viene solitamente rilevata dal giocatore di muro esterno, senza neanche necessit\u00e0 di segnalazione.<\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-alzata-filo-muro-non-segue.png\" alt=\"Errore a muro su palla a filo\" width=\"238\" height=\"238\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In caso di <strong>alzata staccata da rete<\/strong> su cui si intende comunque murare, si possono adottare diverse scelte:<\/p>\n<ul>\n<li>Non modificare la tattica adottata<\/li>\n<li>Murare sempre la rincorsa: in questo modo si lascia un piccolo canale sulla parallela (dove sar\u00e0 piazzato il difensore); se l\u2019attaccante volesse passare in parallela, dovr\u00e0 calibrare un colpo molto preciso e spesso poco potente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le due eccezioni pi\u00f9 importanti sono le eccezioni legate all&#8217;assenza di muro, ossia a situazioni in cui offrire un piano di rimbalzo all&#8217;attaccante pu\u00f2 essere pi\u00f9 controproducente (rischio non solo di mani &#8211; out e invasioni, ma anche semplicemente di palle appoggiate e rigiocate dall&#8217;avversario) che utile, rispetto invece al giocare solo con la difesa. Ad alto livello si distinguono due casi:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Eccezione &#8220;<em>no &#8211; block<\/em>&#8220;: palloni attaccati su cui \u00e8 preferibile non murare e gestirli in maniera simile ad un servizio in salto;<\/li>\n<li>Eccezione &#8220;<em>free ball concessa<\/em>&#8220;: palla messa facile dall&#8217;avversario (palleggio, bagher, piazzata da terra), da appoggiare.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In entrambi i casi il target per i difensori \u00e8 una palla precisa in zona 3, al centro del campo, per poter organizzare una manovra controffensiva con tutte le possibili uscite d&#8217;attacco (compresi primo tempo e pipe).<\/p>\n<p>L&#8217;eccezione <strong>No block<\/strong> si verifica, per esempio, quando un attaccante \u00e8 costretto ad attaccare una palla abbastanza staccata da rete. L&#8217;attaccante propende comunque per un salto e un colpo apparentemente violento. In questo caso \u00e8 utile evitare di murare, ma \u00e8 anche vero che, se il palleggiatore \u00e8 in seconda linea, \u00e8 meglio che questo si occupi prima della difesa e solo successivamente, eventualmente, dell&#8217;alzata. Il comportamento da adottare \u00e8 quindi:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Nessuna penetrazione anticipata;<\/li>\n<li>I difensori avanzano di posizione (non essendoci il muro, sono possibili colpi pi\u00f9 ficcanti) e si dispongono tre in linea, come per fronteggiare un servizio in salto;<\/li>\n<li>La difesa va piazzata vicina a rete, per quanto possibile, salvo palloni particolarmente violenti;<\/li>\n<li>I giocatori di prima linea prendono una posizione vantaggiosa per recuperare i palloni corti (pallonetti e toccati dal net);<\/li>\n<li>In caso di eccezione <strong>difesa del palleggiatore<\/strong>, l&#8217;alzata spetta al <em>centrale<\/em> di prima linea.<\/li>\n<\/ul>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-no-block.png\" alt=\"No block\" width=\"238\" height=\"329\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-no-block-alzatore.png\" alt=\"No block sull'alzatore\" width=\"247\" height=\"329\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Riguardo a chi debba essere il <em>rilevatore dell&#8217;eccezione<\/em>, ci sono molte tesi, tutte valide, adottate da diversi allenatori:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>RILEVAZIONE DEL CENTRALE DI PRIMA LINEA: questo perch\u00e9 il centrale, se non mura, \u00e8 il primo a doverlo sapere, poich\u00e9 una volta iniziata la traslocazione di raddoppio difficilmente riuscir\u00e0 a fermarsi e conquistare una posizione vantaggiosa;<\/li>\n<li>RILEVAZIONE DEL MURATORE ESTERNO: questo perch\u00e9 il muratore esterno \u00e8 quello pi\u00f9 vicino all&#8217;attaccante ed \u00e8 quello interessato alla guida del muro;<\/li>\n<li>RILEVAZIONE DEL POSTO 6: questo perch\u00e9 \u00e8 il giocatore con la visione pi\u00f9 ampia del campo avversario e del proprio campo;<\/li>\n<li>RILEVAZIONE DEL LIBERO: questo perch\u00e9 il Libero, essendo specializzato nella difesa, dovrebbe essere anche il migliore a capire quanto pericolosa sia la situazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ben diversa \u00e8 l&#8217;eccezione <strong>free ball concessa<\/strong>: in questo caso l&#8217;avversario non \u00e8 in grado di completare un attacco (la ricezione \u00e8 valutata \/) e ci deve concedere una palla facile. Essendo il primo tocco estremamente facilitato, l&#8217;organizzazione del sistema deve essere fatta in funzione del contrattacco, che deve prevedere 3 o 4 uscite. Una delle possibilit\u00e0 \u00e8 quella di affidare il primo tocco (appoggio) a due soli giocatori (schiacciatore di seconda linea e libero), favorendo cos\u00ec la penetrazione anticipata dell&#8217;alzatore. Il comportamento da assumere \u00e8 quindi il seguente:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Il palleggiatore penetra in zona 3;<\/li>\n<li>L&#8217;appoggio \u00e8 a carico dello schiacciatore di seconda linea e del libero, che dovranno occuparsi idealmente di tutto il campo, fatta magari eccezione per i palloni che cadono nei pressi di un attaccante e quelli molto corti;\n<ul>\n<li>A livelli molto alti, quando la Pipe \u00e8 un&#8217;uscita significativa, si tende ad affidare quasi tutto il campo al Libero;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Gli attaccanti si preparano alla fase offensiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-free-ball-concessa.png\" alt=\"Free ball concessa\" width=\"238\" height=\"362\" \/><\/p>\n<p>La <em>rilevazione e segnalazione di questa eccezione<\/em> spetta solitamente all&#8217;alzatore (che urla qualcosa come &#8220;<em>Entro!<\/em>&#8220;), poich\u00e9 \u00e8 lui il maggiore interessato a questo tipo di adattamento. C&#8217;\u00e8 da dire che nella maggior parte dei casi questa eccezione pu\u00f2 non essere segnalata, poich\u00e9 l&#8217;intenzione non offensiva dell&#8217;avversario \u00e8 evidente.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima eccezione da considerare, seppur sempre pi\u00f9 rara, \u00e8 quella del gioco ad <strong>incrocio<\/strong>: con questa espressione si intende una combinazione offensiva in cui due rincorse degli attaccanti si intrecciano.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/c102.png\" alt=\"Schema 102\" width=\"263\" height=\"164\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/c103.png\" alt=\"Schema 103\" width=\"263\" height=\"164\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/c107.png\" alt=\"Schema 107\" width=\"247\" height=\"164\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In questo caso \u00e8 evidente che la normale marcatura a muro a uomo perde di significato, poich\u00e9 richiederebbe lo scambio di posizione di due giocatori a muro. Si rendono necessarie manovre correttive: si tratta di effettuare uno <strong>scambio di uomo<\/strong>. Sostanzialmente il centrale si occuper\u00e0 di murare il giocatore che &#8220;<em>entra<\/em>&#8220;, mentre l&#8217;esterno si occuper\u00e0 del centrale avversario che va a primo tempo. Affinch\u00e9 la manovra abbia successo, \u00e8 fondamentale che <em>l&#8217;eccezione sia rilevata ad alta voce<\/em>, in modo che il primo giocatore che si accorge dell&#8217;incrocio (solitamente \u00e8 il giocatore che controlla l&#8217;esterno) lo faccia presente ai compagni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-incrocio.png\" alt=\"Incrocio\" width=\"559\" height=\"296\" \/><\/p>\n<p>Il comportamento da adottare a muro in questa situazione (eventuale opzione sul primo tempo) pu\u00f2 essere codificato a priori in fase di studio dell&#8217;avversario, oppure si pu\u00f2 semplicemente adottare un sistema a lettura.<\/p>\n<p>In caso di <strong>alzata corta<\/strong> il muro deve ricordare che le chiamate non implicano una posizione di stacco rispetto alla rete, bens\u00ec rispetto all&#8217;attaccante: il giocatore guida del muro dovr\u00e0 occuparsi quindi di scegliere in maniera opportuna il punto di salto.<\/p>\n<h2>Eccezioni in difesa<\/h2>\n<p>Una volta verificato che non ci sono eccezioni a muro, oppure dopo aver apportato gli opportuni adattamenti, si passa all&#8217;analisi di eventuali eccezioni difensive, causate da lacune del muro. La difesa, essendo in grado di vedere il muro (cosa non valida al contrario), \u00e8 responsabile di effettuare degli adattamenti in base ad eventuali errori o anomalie nel posizionamento.<\/p>\n<p>Le due eccezioni difensive pi\u00f9 comuni sono:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Muro aperto<\/li>\n<li>Muro singolo<\/li>\n<\/ul>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ecc-muro-aperto.png\" alt=\"Muro aperto\" width=\"271\" height=\"312\" \/><\/td>\n<td>La situazione di <strong>muro aperto<\/strong>si verifica ogni qualvolta che il centrale che deve raddoppiare verso l&#8217;esterno \u00e8 in forte ritardo e non riuscir\u00e0 a chiudere il muro con il laterale. Ci sono due possibili strategie da adottare:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Consigliare al centrale di fare il possibile per chiudere il muro, eventualmente con un fly laterale e una corretta gestione del piano di rimbalzo;<\/li>\n<li>Chiedere al centrale di non effettuare fly laterale, ma preferire un canale in mezzo al muro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In ogni caso, se il muro consente all&#8217;attaccante di tirare un colpo forte in mezzo, \u00e8 compito del difensore di posto 6 occuparsi di prendere posto in questo canale lasciato libero, pronto a difendere l&#8217;eventuale pallone tirato in questa zona.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Un&#8217;altra eccezione che pu\u00f2 verificarsi \u00e8 quella di <strong>muro singolo<\/strong>, ossia il laterale lasciato solo a muro, perch\u00e9 magari il centrale ha saltato sul primo tempo o \u00e8 partito erroneamente nella direzione opposta. In questo caso gli adattamenti difensivi sono ridotti e consistono essenzialmente nell&#8217;avanzare in campo (i colpi chiusi sono pi\u00f9 possibili), mentre esiste un grosso adattamento <em>tecnico<\/em> per quel che riguarda il muro. Una volta che il laterale ha verificato di essere solo (il centrale o il posto 6 possono urlare &#8220;<em>Solo!&#8221;<\/em> o &#8220;<em>Uno!<\/em>&#8220;), egli avr\u00e0 la pi\u00f9 totale libert\u00e0 nella gestione del proprio muro, indipendentemente dallo schema chiamato in precedenza. Il muro a 1 \u00e8 una <span style=\"text-decoration: underline;\">sfida 1 contro 1 contro l&#8217;attaccante<\/span> e pertanto al muratore \u00e8 concesso di:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Spostare le braccia fuori dal corpo se pensa di aver intuito la direzione dell&#8217;attacco (evitare, per quanto possibile, uno spostamento verso l&#8217;esterno);<\/li>\n<li>Effettuare fly laterale;<\/li>\n<li>Saltare in una direzione e murare in un&#8217;altra;<\/li>\n<\/ul>\n<p>In alcuni casi, addirittura, potrebbe verificarsi l&#8217;eccezione di <strong>muro nullo<\/strong>, ossia nessun giocatore che salta sull&#8217;attacco. In questo caso i difensori dovranno armarsi di molto coraggio e dedizione, avanzare in campo e provare a toccare l&#8217;attacco dell&#8217;avversario.<\/p>\n<h2>Tocco di Difesa<\/h2>\n<p>Che il muro tocchi o meno la palla, se questa rimane nel nostro campo il tocco successivo \u00e8 comunque di tipo difensivo. A seconda della potenza della palla, possiamo distinguere due tipologie di difese:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Difesa <span style=\"color: #008000;\"><strong>verde<\/strong><\/span>: si ha con palloni lenti o smorzati dal muro, recuperabili facilmente e con obiettivo la zona 3 vicino alla rete, per organizzare un contrattacco efficace;<\/li>\n<li>Difesa <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>rossa<\/strong><\/span>: si ha con palloni molto violenti o molto lontani dalla propria posizione, in cui l&#8217;obiettivo \u00e8 mettere la palla in mezzo al campo, per organizzare un contrattacco con 1 o 2 uscite (pi\u00f9 eventuale Pipe di emergenza): va sottolineato che l&#8217;obiettivo in mezzo al campo serve anche per dare tempo all&#8217;alzatore di portarsi sotto alla palla.<\/li>\n<\/ul>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ob-difesa-rossa.png\" alt=\"Difesa rossa\" width=\"263\" height=\"296\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ob-difesa-verde.png\" alt=\"Difesa verde\" width=\"263\" height=\"296\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel caso in cui la palla continui nel campo avversario senza cadere, inizier\u00e0 una nuova fase Break Point, che possiamo chiamare <strong>fase BP per scambi lunghi<\/strong>, per indicare che \u00e8 una fase che non inizia da un servizio ma da un&#8217;organizzazione a muro. Il primo passaggio sar\u00e0 quindi la valutazione del primo tocco avversario.<\/p>\n<p>Per gli scambi lunghi, si adottano solitamente politiche standardizzate oppure quelle del precedente scambio.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un caso particolare da considerare, che \u00e8 quello delle <strong>uscite a lunga distanza<\/strong>, ad esempio dopo un tocco di muro che fa schizzare la palla molto lontana. In questo caso, sebbene ci sia un solo giocatore per effettuare il recupero (nell&#8217;esempio di prima, potrebbe essere il posto 6), \u00e8 importante che ci sia almeno 1 giocatore che gli corre vicino, poich\u00e9 il recupero acrobatico deve avere come obiettivo di tenere la palla alta vicina a chi effettua il recupero (e non la precisione di zona): per dare un senso al recupero, \u00e8 necessario che ci sia un giocatore nei pressi di chi ha effettuato tale tocco, pronto ad effettuare un tocco il pi\u00f9 possibile di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Un ultimo appunto \u00e8 sul <strong>punto di appoggio<\/strong> in caso di difesa verde o free ball: negli ultimi tempi si tende a spostare questo punto, che prima era la zona 2-3, verso il centro della rete, specie in situazione di attacco a 2; questo per limitare le assistenze degli esterni a muro.<\/p>\n<h2>Ricostruzione<\/h2>\n<p>Il tocco di ricostruzione \u00e8 affidato normalmente all&#8217;alzatore. Nel caso in cui egli sia impossibilitato a svolgere il proprio compito, dovr\u00e0 scatenare l&#8217;eccezione &#8220;<strong>Aiuto!<\/strong>&#8220;; un&#8217;altra eccezione che si pu\u00f2 scatenare in questa fase \u00e8 il <strong>primo tocco dell&#8217;alzatore<\/strong>. Le gestioni sono le medesime.<\/p>\n<p>La concezione del &#8220;<em>chiamare la palla per risolvere ogni conflitto<\/em>&#8221; \u00e8 valida per situazioni caotiche e non codificate, ma non pu\u00f2 essere considerata la norma. Essendo le situazioni di ricostruzione in cui non pu\u00f2 alzare l&#8217;alzatore abbastanza frequenti, \u00e8 bene stabilire una regola. Le due regole pi\u00f9 diffuse sono:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li><strong>Alza il centrale:<\/strong> questa \u00e8 una regola abbastanza valida se la difesa \u00e8 vicina alla zona dove ha murato il centrale, altrimenti andrebbe scartata questa opzione, poich\u00e9 questo giocatore, appena disceso da muro, \u00e8 sicuramente quello con la visione di gioco peggiore;<\/li>\n<li><strong>Alza il posto 5 (Libero):<\/strong> questa scelta \u00e8 indicata per diversi motivi, primo tra tutti il fatto che, provenendo la difesa da posto 1, il posto 5 \u00e8 quello che ha la visione migliore; inoltre si possono specializzare cos\u00ec i Liberi ad effettuare alzate sia in palleggio che in bagher e si possono allenare anche ad effettuare alzate molto rapide.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si possono anche effettuare assegnazioni meno restrittive, come:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Il centrale di prima linea alza le difese verdi dell&#8217;alzatore e le difese vicino alla rete;<\/li>\n<li>Il libero alza le difese rosse dell&#8217;alzatore e le palle spostate da rete.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Esistono comunque <strong>situazioni rocambolesche<\/strong>, in cui dovr\u00e0 alzare, banalmente, il giocatore pi\u00f9 vicino alla palla. Queste situazioni devono comunque essere codificate e ogni giocatore deve sempre sapere chi si dovr\u00e0 occupare del secondo tocco.<\/p>\n<p>In generale, \u00e8 bene ricordare che sono moltissime le situazioni in cui, in gioco, l&#8217;alzata non viene effettuata dal palleggiatore: un palleggio di alzata alto e preciso, anche se non smarcante, dovrebbe quindi essere considerato un elemento indispensabile per il bagaglio tecnico di un qualsiasi giocatore.<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 bene ricordare che <em><strong>non \u00e8 possibile codificare tutto e che, quindi, la comunicazione \u00e8 alla base della riuscita di un gioco di squadra efficace<\/strong><\/em>.<\/p>\n<h2>Contrattacco e Copertura<\/h2>\n<p>Dobbiamo distinguere, come sempre, due tipi di organizzazione di contrattacco:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Organizzazione <span style=\"color: #008000;\"><strong>verde<\/strong><\/span>: dopo una free ball concessa o una difesa verde, tenuta agevolmente vicina a rete, con alzata del palleggiatore;<\/li>\n<li>Organizzazione <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>rossa<\/strong><\/span>: dopo una difesa tenuta alta in mezzo al campo, indipendentemente da chi sia ad effettuare il tocco di alzata, oppure dopo una difesa (anche facile e vicina a rete) del palleggiatore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel caso di <strong>organizzazione verde<\/strong>, il sistema prevede di giocare con tutte le uscite di attacco disponibili (fino a 4 contando la Pipe, pi\u00f9 eventualmente l&#8217;alzatore in prima linea). La differenza rispetto ad un cambio palla \u00e8 che in questo caso, di solito, sono i singoli attaccanti a chiamare la palla che vorranno attaccare. Si tratta, normalmente, di palle tese per gli esterni e di un qualsiasi primo tempo per i centrali, con conseguente rincorsa della Pipe. L&#8217;appoggio (o la difesa) devono essere calibrati in modo da dare il tempo a tutti i giocatori di preparare la loro migliore rincorsa.<\/p>\n<p>Parleremo ora dell&#8217;<strong>organizzazione rossa<\/strong>, che pone problematiche differenti. Per organizzare un contrattacco efficace \u00e8 necessario che siano i singoli attaccanti a chiamare ad alta voce il <strong>tipo di palla<\/strong> che vorranno attaccare. In questo modo:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Chi alza sa quali palloni dovr\u00e0 alzare (se non alza un alzatore o un libero specializzato, la chiamata degli esterni \u00e8 &#8220;<em>Alta<\/em>&#8221; e i centrali non attaccano);<\/li>\n<li>Chi alza sa chi \u00e8 disponibile per il contrattacco e chi no (chi non pu\u00f2 attaccare scatena l&#8217;eccezione <strong>non attacco<\/strong> urlando &#8220;<em>No!<\/em>&#8220;);<\/li>\n<li>Il centrale deve comunicare ad alta voce la sua possibilit\u00e0 o meno di attaccare primo tempo, chiamando la palla che vuole attaccare, oppure scatenando l&#8217;eccezione non attacco.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se alza l&#8217;alzatore, anche da met\u00e0 campo, gli attaccanti esterni dovrebbero mettersi sempre in condizione di giocare una palla rapida, per non trovarsi sempre contro un muro a 3 schierato e composto. Va comunque sottolineato che l&#8217;eventualit\u00e0 di giocare contro un muro schierato \u00e8 tutt&#8217;altro che utopica e, quindi, il bagaglio tecnico di un attaccante esterno deve contenere anche il fronteggiare un muro piazzato con palla alta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/zona-palla-tesa.png\" alt=\"Zone palla tesa e alta\" width=\"229\" height=\"296\" \/><\/p>\n<p>La dimensione di questa zona \u00e8 chiaramente influenzata dal tipo di squadra e dal tipo di attaccanti di cui si dispone, ma in generale questa zona dovrebbe arrivare almeno alla linea dei tre metri.<\/p>\n<p>Per gli attaccanti, l&#8217;organizzazione del contrattacco \u00e8 una manovra non semplice, poich\u00e9 richiede di prepararsi rapidamente, partendo dalle situazioni pi\u00f9 differenti (difesa, muro, posizione di difesa, copertura, posizione di copertura eccetera) e con punti di partenza delle alzate pi\u00f9 differenti (e con alzatori che possono non essere lo specialista della squadra). La scelta, per un <strong>attaccante<\/strong> <strong>esterno<\/strong>, di giocare una palla alta o rapida deve dipendere da questi fattori:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Posizione attuale in campo;<\/li>\n<li>Tempo a disposizione per portarsi a prendere la rincorsa;<\/li>\n<li>Preferire una palla alta se l&#8217;alzata parte da posizioni molto arretrate o posteriori;<\/li>\n<li>Preferire una palla tesa quando si \u00e8 in tempo e in condizione per prendere bene la rincorsa (utilizzando anche rincorse interne) e, in generale, tutte le volte che \u00e8 possibile farlo;<\/li>\n<li>Giocare una palla tesa con punti di partenza lontani da rete richiede comunque doti tecniche elevate (per molti giocatori \u00e8 meglio giocare una palla alta per avere il tempo di guardare muro e campo avversario, piuttosto che una palla tesa con questi tempi ridotti al minimo).<\/li>\n<\/ul>\n<p>La <strong>posizione di partenza della rincorsa esterna<\/strong> non pu\u00f2 essere indipendente dal punto di partenza dell&#8217;alzata. L&#8217;attaccante deve sempre essere in grado, per quanto possibile, di vedere la palla nella totalit\u00e0 della sua traiettoria e di vedere, almeno in vista periferica, il muro e il campo avversario. Per questo motivo, la rincorsa dovr\u00e0 partire da un angolo tanto pi\u00f9 aperto e tanto pi\u00f9 lontana da rete quanto pi\u00f9 l&#8217;alzata parte da una parte vicina a lui o lontana da rete (chiaramente, con dei limiti massimi, poich\u00e9 altrimenti diventa necessario aggiungere molti altri passi e ci\u00f2 \u00e8 superfluo).<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/r4-con-r_.png\" alt=\"Rincorsa con R#\" width=\"263\" height=\"222\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/r4-con-r-1.png\" alt=\"Rincorsa con R-\" width=\"288\" height=\"222\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/r4-con-r-2.png\" alt=\"Rincorsa con R-\" width=\"263\" height=\"222\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Per i <strong>posti 2 e 1<\/strong>, un destrimano dovr\u00e0 comunque contenere l&#8217;apertura verso l&#8217;esterno della propria rincorsa, poich\u00e9 questo limita notevolmente i colpi e induce a colpire la palla sopra alla spalla sinistra (rischio di tirare a rete).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i <strong>centrali<\/strong>, essi avranno un compito molto importante nell&#8217;organizzare una manovra controffensiva efficace: ogni volta che \u00e8 possibile essi dovranno mettersi in condizione di effettuare un salto di primo tempo, anche con un solo passo di rincorsa (a volte anche brevissimo), per dare pressioni al centrale a muro nell&#8217;altro campo. Chiaramente il primo tempo deve essere effettivamente giocabile e credibile, pertanto:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Molti centrali preferiscono giocare primi tempi pi\u00f9 aperti (Sette, CC) all&#8217;allontanarsi della palla da rete: questo perch\u00e9 riescono a vedere la palla e prendere quindi meglio il tempo con il palleggiatore; sebbene questo sia vero, \u00e8 bene che i centrali ricordino che al crescere della distanza da rete aumentare il tempo di volo della palla, rendendo il primo tempo pi\u00f9 ritardato e come tale intercettabile dal muro avversario.<\/li>\n<li>Per quanto sia lodevole l&#8217;idea di attaccare un primo tempo anche con palla molto staccata da rete, quando il punto di partenza \u00e8 sui 3 metri o oltre, o alle spalle del centrale, \u00e8 probabilmente preferibile prepararsi alla copertura del laterale, poich\u00e9 un primo tempo sarebbe comunque tecnicamente molto difficile da schiacciare in maniera incisiva e senza muro (tempo di volo della palla molto elevato).<\/li>\n<li>Se il centrale ha poco tempo, attaccher\u00e0 un primo tempo vicino al punto in cui si trovata precedentemente a murare (ad esempio, se ha murato verso il proprio posto 4, presumibilmente attaccher\u00e0 una palla <em>Sette<\/em>); se invece ha molto tempo, sarebbe preferibile ritornare verso il centro del campo, per aumentare la pressione sul centrale avversario a muro.<\/li>\n<\/ul>\n<table width=\"23\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/centrale-molto-tempo.png\" alt=\"Rincorsa centro con molto tempo\" width=\"230\" height=\"230\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/centrale-poco-tempo.png\" alt=\"Rincorsa centro con poco tempo\" width=\"230\" height=\"230\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In fase di contrattacco, specie su palle scontate o semi &#8211; scontate (2 uscite) \u00e8 fondamentale una sistematica <strong>organizzazione della copertura estesa<\/strong>, come gi\u00e0 discusso nel precedente articolo, che permetta di rigiocare la palla nel nostro campo. Se il contrattacco si sviluppa con 3 o 4 uscite d&#8217;attacco, invece, il sistema di copertura sar\u00e0 <strong>ridotto<\/strong>, poich\u00e9 quasi tutti i giocatori saranno impegnati nella manovra offensiva.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/ridotta-a4p2.png\" alt=\"Copertura ridotta\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/ridotta-a2p2.png\" alt=\"Copertura ridotta\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/estesa-a4p2.png\" alt=\"Copertura estesa\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/estesa-a2p2.png\" alt=\"Copertura estesa\" width=\"230\" height=\"214\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I problemi della copertura (tecnici, tattici, mentali) sono gi\u00e0 stati discussi nell&#8217;articolo dedicato alla fase cambio palla.<\/p>\n<p>Il <strong>contrattacco in Pipe<\/strong> viene utilizzato in due maniere differenti:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Come soluzione d&#8217;attacco<\/li>\n<li>Come soluzione d&#8217;emergenza<\/li>\n<\/ul>\n<p>La Pipe \u00e8 un&#8217;uscita d&#8217;attacco efficace nel momento in cui esiste una finta di primo tempo credibile, che possa permettere all&#8217;attaccante di seconda linea di avere un muro scomposto, mal posizionato o fuori tempo.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/pipe-facile1.png\" alt=\"Pipe 1\" width=\"230\" height=\"222\" \/><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/pipe-facile2.png\" alt=\"Pipe 2\" width=\"230\" height=\"222\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Un&#8217;altra possibilit\u00e0 \u00e8 quella di utilizzare la Pipe come soluzione d&#8217;emergenza. Questo \u00e8 utile quando si tratta di effettuare alzate da molto lontano e sarebbe difficile alzare ad uno degli esterni perch\u00e9:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>Per l&#8217;esterno vicino, potrebbe essere difficile seguire la traiettoria della palla (che magari arriva da dietro e molto vicino) ed attaccare limitando gli errori;<\/li>\n<li>Per l&#8217;esterno lontano, potrebbe essere difficile eseguire un&#8217;alzata precisa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si ricorre allora ad una palla alta in mezzo al campo, che verr\u00e0 attaccata dal giocatore addetto alla Pipe. In molti casi, va detto, si tratter\u00e0 di attacchi comunque complessi, che spesso saranno gestiti con la filosofia del &#8220;<em>non sbagliare<\/em>&#8221; e trattati dall&#8217;avversario come no-block attack o addirittura come free ball.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/pipe-difficile.png\" alt=\"Pipe 3\" width=\"329\" height=\"312\" \/><\/p>\n<p>Riguardo al palleggiatore, questi dovrebbe sempre mettersi in condizione, con palla sufficientemente vicina a rete (anche quando dispone di 2 sole uscite), di smarcare l&#8217;attaccante che andr\u00e0 a servire (quanto meno, ad alto livello, di non permettere il muro a 3): per questo \u00e8 bene che egli mantenga una <strong>orientazione delle spalle neutra<\/strong>. Solitamente il consiglio \u00e8 di mantenere le spalle orientate verso il posto 4, perch\u00e9:<\/p>\n<ul class=\"unIndentedList\">\n<li>In questo modo ho un riferimento visivo per una delle uscite (quella davanti);<\/li>\n<li>In questo modo posso vedere in vista periferica il muro avversario e i suoi atteggiamenti;<\/li>\n<li>In questo modo sono quasi frontale al primo tempo (<em>alcuni allenatori chiedono la frontalit\u00e0 al primo tempo, che \u00e8 poco differente comunque da quella al poso 4<\/em>) e l&#8217;uscita della palla per questa uscita \u00e8 quindi pi\u00f9 veloce e ha una traiettoria minore (e quindi un tempo di volo minore).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel caso in cui ad alzare non sia un giocatore specializzato, oppure ci sia solo una soluzione d&#8217;attacco (o due soluzioni, ma comunque non smarcabili), il consiglio \u00e8 di curare esclusivamente la tecnica esecutiva, orientando le spalle verso la zona obiettivo e avendo quindi come obiettivo principale la precisione del palleggio.<\/p>\n<p>Riguardo alla <strong>mentalit\u00e0 del contrattacco<\/strong>, i giocatori devono sapere e ricordare sempre che il contrattacco \u00e8 un fondamentale che pu\u00f2 decretare la vittoria o la sconfitta nella gara, pertanto deve essere gestito con cura. In particolare, gli attaccanti devono ricordare (si veda l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2009\/03\/21\/organizzazione-del-gioco-2-fase-cambio-palla\/\" target=\"_blank\">articolo sul cambio palla<\/a>, in cui la casistica \u00e8 stata ampiamente trattata) che &#8220;<span style=\"text-decoration: underline;\">la palla bella si pu\u00f2 sbagliare, quella brutta no!<\/span>&#8220;.<\/p>\n<p><em>Con questo si chiude l&#8217;articolo sulla fase break. Nella realt\u00e0, molte situazioni sono codificate in maniera molto pi\u00f9 leggera di quanto mostrato nell&#8217;articolo, proprio per rendere la comprensione e applicazione delle regole pi\u00f9 immediata. La norma principale \u00e8 comunque quella di comunicare, comunicare, comunicare.<\/em><\/p>\n<p>Views: 9970<\/p><!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo terzo articolo si affronta l\u2019analisi della fase Break Point dal punto di vista tattico. Si mostrano alcune soluzioni adottabili e si discutono eventuali adattamenti. Si parte dai presupposti elencati nel primo articolo. 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