{"id":705,"date":"2009-02-19T17:37:36","date_gmt":"2009-02-19T15:37:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2009\/02\/19\/organizzazione-del-gioco-1-introduzione-teoria-delle-eccezioni\/"},"modified":"2009-03-06T16:33:00","modified_gmt":"2009-03-06T14:33:00","slug":"organizzazione-del-gioco-1-introduzione-teoria-delle-eccezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2009\/02\/19\/organizzazione-del-gioco-1-introduzione-teoria-delle-eccezioni\/","title":{"rendered":"Organizzazione del gioco #1: Introduzione, teoria delle eccezioni"},"content":{"rendered":"<p><em>L&#8217;obiettivo di questa (breve) serie di articoli \u00e8 l&#8217;illustrazione di alcuni elementi strategici e di organizzazione del gioco pallavolistico. Si tratta di esempi che guardano verso l&#8217;alto livello, pur non essendo dei modelli fedeli delle massime serie nazionali ed internazionali. Si tratta, pi\u00f9 che altro, di alcune chiavi di lettura per comprendere meglio alcuni schemi e situazioni di gioco. Dopo questo articolo introduttivo, seguiranno un articolo dedicato alla fase cambio palla ed uno sulla fase break point. In questo articolo si presentano le convenzioni utilizzate nei prossimi articoli e viene illustrata una teoria, quella delle eccezioni, cui si far\u00e0 molto riferimento in seguito. Si presentano inoltre due eccezioni tipiche e generali dell&#8217;azione pallavolistica. <\/em><\/p>\n<p>La pallavolo, ma gli sport di situazione in generale, sono caratterizzati da aspetti puramente tecnici (sapere <strong>come giocare<\/strong>) e da aspetti strategico-tattici (sapere <strong>cosa fare<\/strong>). L&#8217;obiettivo conclusivo \u00e8 mescolare in modo sensato queste due capacit\u00e0 per arrivare ad una prestazione il pi\u00f9 possibile vincente (dove con &#8220;vincente&#8221; non si deve intendere eslcusivamente il risultato della partita).<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>obiettivo <\/strong>che ci poniamo (ma che, come vedremo, non \u00e8 fisicamente raggiungibile) \u00e8 quello di <strong>schematizzare e discretizzare il gioco<\/strong>, al fine di codificare tutte le situazioni possibili e proporre strategie valide per contrastare l&#8217;avversario. In altre parole, cercheremo di capire come funziona il gioco pallavolistico moderno. Chiaramente, questo compito \u00e8 <u>impossibile<\/u>, per il semplice fatto che le situazioni che possono capitare durante un&#8217;azione sono teoricamente infinite ed \u00e8 quindi impensabile, per noi, classificarle e codificarle tutte.<\/p>\n<p><!--more-->Il primo grande assioma che ci guider\u00e0 \u00e8 quindi questo: cerchiamo di codificare e classificare le situazioni pi\u00f9 frequenti, ben consapevoli del fatto che potr\u00e0 sempre capitare qualcosa di non previsto. Per questa classe di situazioni, dovremmo stabilire un comportamento eccezionale e d&#8217;emergenza e solo una squadra unita e che veramente abbia capito lo scopo del gioco potr\u00e0 riuscire a trasformare in favorevole per s\u00e9, piuttosto che per l&#8217;avversario.<\/p>\n<blockquote><p><strong>ASSIOMA<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 possibile codificare tutto.<\/p><\/blockquote>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/azione-tipica.png\" style=\"float: left; margin-right: 10px\" alt=\"Azione tipica\" \/>Per prima cosa, analizziamo l&#8217;evolversi di un&#8217;<strong>azione tipica<\/strong> di pallavolo. Il diagramma presentato, estreamamente semplificato (al limite della realt\u00e0, a dire il vero) permette di avere quanto meno un&#8217;idea della cronologia dei fondamentali coinvolti.<\/p>\n<p>L&#8217;azione inizia sempre con il servizio di una delle due squadre, cui segue la fase Cambio Palla dell&#8217;altra. A questo punto, entrambe le squadre si troveranno in situazione di Ricostruzione, che potr\u00e0 iniziare con una situazione di muro &#8211; difesa o con una di copertura. E cos\u00ec di seguito fino al fallo che decreter\u00e0 la fine dell&#8217;azione e la conseguente assegnazione del punto.<\/p>\n<p>In generale, quindi, dobbiamo saper codificare il maggior numero di situazioni che si possono presentare: tra queste non dobbiamo includere solo quelle pi\u00f9 standard (palla sul difensore, muro rimandato nell&#8217;altro campo e cos\u00ec via), ma anche alcune situazioni straordinarie considerate importanti, quali possono essere una ricezione diretta nel campo avversario, una palla che schizza lontana, un muro aperto e cos\u00ec via. La codifica parte sempre dalla determinazione di un <strong>comportamento standard<\/strong> da adottare in base a determinati criteri (tipo di azione, tipo di avversario, scelte dell&#8217;avversario), con l&#8217;aggiunta di una serie pi\u00f9 o meno grande di possibili varianti da adottare al verificarsi di certi eventi.<\/p>\n<p>Questi eventi straordinari saranno indicati da ora in avanti con il termine <strong>eccezione<\/strong>. Nella <em>lingua italiana<\/em>, il sostantivo eccezione \u00e8 utilizzato per indicare una situazione imprevista, anomala. Il termine \u00e8 utilizzato anche nella <em>programmazione informatica<\/em>, ad indicare una situazione indesiderata durante l&#8217;esecuzione di un programma (ad esempio, un utente che chiede di creare un segmento di misura negativa). Nella pratica sportiva, infine, dobbiamo avvalerci di una nuova definizione, molto pi\u00f9 generale:<\/p>\n<blockquote><p><strong>DEFINIZIONE<br \/>\n<\/strong>Un&#8217;eccezione \u00e8 una situazione straordinaria, che richiede un adattamento rispetto alla strategia standard di gara.<\/p><\/blockquote>\n<p>Alcune osservazioni importanti:<\/p>\n<ul>\n<li>Non \u00e8 vero che un&#8217;eccezione \u00e8 una situazione imprevista: anzi, il compito che speriamo di risolvere \u00e8 proprio quello di prevedere e codificare il maggior numero di eccezioni;<\/li>\n<li>Non \u00e8 vero che un&#8217;eccezione \u00e8 sempre negativa: in generale, si tratta di una situazione in cui non \u00e8 conveniente o, addirittura, \u00e8 sconveniente, utilizzare la strategia di base; si badi, per\u00f2, che anche la concessione di una free ball dall&#8217;avversario (situazione decisamente favorevole per noi) \u00e8 classificata come eccezione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il secondo concetto fondamentale \u00e8 quello di adattamento:<\/p>\n<blockquote><p><strong>DEFINIZIONE<br \/>\n<\/strong>L&#8217;adattamento \u00e8 una modifica della propria posizione, atteggiamento, postura, comportamento in seguito al verificarsi di un evento.<\/p><\/blockquote>\n<p>Possiamo quindi concludere che:<\/p>\n<blockquote><p><strong>ASSIOMA<\/strong><br \/>\nAd oggi eccezione deve corrispondere almeno un adattamento.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per ogni eccezione dobbiamo quindi essere in grado di stabilire un comportamento alternativo da adottare al verificarsi della stessa. Questi ultimi ragionamenti ci portano immediatamente ad alcune conseguenze fondamentali:<\/p>\n<ul>\n<li>Se un avvenimento non \u00e8 classificato come eccezione, il comportamento deve mantenersi standard;<\/li>\n<li>Non si deve improvvisare niente, ma rispettare l&#8217;adattamento previsto.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/eccezioni.jpg\" style=\"float: left; margin-right: 10px\" alt=\"Flusso regolare\"  \/><\/p>\n<p>Quindi, un&#8217;eccezione \u00e8 un qualsiasi evento (situazione) che esca dal flusso regolare dell&#8217;azione tipica. Una volta avvenuta e rilevata l&#8217;eccezione, \u00e8 necessario recuperare un adattamento e applicarlo, per poi ritornare all&#8217;interno del flusso regolare.<\/p>\n<p>Questo processo, apparentemente semplice, \u00e8 in realt\u00e0 piuttosto complesso da apprendere, poich\u00e9 richiede di accettare e rispettare alcune convenzioni importanti, di cui si parler\u00e0 in seguito, e che rispondono a domande del tipo: &#8220;<em>Come faccio ad essere sicuro che questa sia veramente un&#8217;eccezione?<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Come faccio ad essere sicuro che tutti i giocatori rilevino la stessa situazione come eccezione?<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Come faccio a non confondere due o pi\u00f9 eccezioni ed i rispettivi adattamenti?<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Come faccio a comunicare agli altri giocatori che per me si tratta di una eccezione?<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Come mi comporto se un compagno segnala un&#8217;eccezione e io credo che non sia tale?<\/em>&#8221; e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Per comprendere meglio, si pensi ad un&#8217;eccezione che tutti gli allenatori usano codificare fin da subito, magari senza pensare che si tratti di una eccezione. Sappiamo, dal flusso di un&#8217;azione standard, che il secondo tocco \u00e8 effettuato dall&#8217;alzatore. Sappiamo anche, da regolamento, che un giocatore non pu\u00f2 effettuare due tocchi consecutivi. Quindi, cosa accade quando \u00e8 l&#8217;alzatore ad effettuare il primo tocco (ad esempio, in difesa, dove il comportamento standard prevede che anche lui sia impegnato in questo fondamentale)? Si genera l&#8217;eccezione &#8220;<strong>primo tocco dell&#8217;alzatore<\/strong>&#8220;. Quali sono i possibili adattamenti? Ad esempio, un classico \u00e8: alza il centrale con palla vicina a rete e il libero con palla lontana.<\/p>\n<div style=\"clear: both\"><\/div>\n<p>Il diagramma sottostante mostra la corretta cronologia di gestione di un&#8217;eccezione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/flusso-eccezionale.png\" alt=\"Flusso eccezionale\"  \/><\/p>\n<p>Avvenuta e rilevata l&#8217;eccezione, si passa alla sua classificazione e al conseguente recupero dell&#8217;adattamento, che verr\u00e0 immediatamente effettuato.<\/p>\n<p>Il primo problema da risolvere \u00e8 l&#8217;<strong>impossibilit\u00e0 di prevedere tutte le possibili eccezioni<\/strong>. La soluzione adottata \u00e8 quella di catalogare e raggruppare le eccezioni, definendo adattamenti comuni. Ad esempio, si definisce il range di validit\u00e0 di una eccezione e si definiscono adattamenti comuni o dipendenti da uno o pi\u00f9 parametri.<\/p>\n<p>L&#8217;altro problema, ben pi\u00f9 cruciale ed importante, \u00e8 quello della <strong>metodologia di rilevazione dell&#8217;eccezione <\/strong>(considerando per\u00f2 che esistono eccezioni che non richiedono rilevazioni). Si tenga presente, infatti:<\/p>\n<ul>\n<li>La rilevazione \u00e8 soggettiva;<\/li>\n<li>La rilevazione \u00e8 influenzata dalla propria posizione spaziale e dal proprio sistema di riferimento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>E&#8217; quindi possibile che un giocatore rilevi un&#8217;eccezione e un altro no. Questo \u00e8 chiaramente un grave problema, poich\u00e9 mette in discussione tutta la nostra politica di classificazione e ordinamento dell&#8217;azione pallavolistica, che nasce proprio con l&#8217;obiettivo di ottimizzare i propri comportamenti. Avendo a disposizione poco tempo, sia per pensare che per agire, si deve adottare una politica chiara e indiscutibile durante la gara.<\/p>\n<p>Si utilizza il <strong>metodo del rilevatore unico<\/strong>: per ogni eccezione (o gruppo di eccezioni), viene stabilito, oltre all&#8217;adattamento, un rilevatore, che avr\u00e0 il compito di rilevare l&#8217;eccezione e <u>comunicarlo ad alta voce<\/u> a tutta la squadra. In questo modo i tempi sono ottimizzati, poich\u00e9 la valutazione spetta ad un solo giocatore. Affinch\u00e9 questo metodo funzioni, \u00e8 fondamentale rispettare questo principio:<\/p>\n<blockquote><p><strong>REGOLA<br \/>\n<\/strong>Se il rilevatore rileva e comunica l&#8217;eccezione, gli altri obbediscono.<\/p><\/blockquote>\n<p>In altre parole, tutti gli altri giocatori hanno il compito di eseguire l&#8217;adattamento senza protestare. In questo modo il comportamento sar\u00e0 comunque ordinato e disciplinato: al termine dell&#8217;azione si potr\u00e0 discutere la scelta del compagno, ma durante l&#8217;azione non si pu\u00f2 perdere tempo in inutili discussioni.<\/p>\n<p>Il rilevatore di ciascuna eccezione \u00e8 scelto in base a questi criteri:<\/p>\n<ul>\n<li>Giocatore che normalmente ha la visione migliore per rilevare quella particolare eccezione;<\/li>\n<li>Giocatore che \u00e8 direttamente interessato ad un adattamento importante nel caso di avvenimento di una particolare eccezione (se \u00e8 lui a rilevarla, \u00e8 pi\u00f9 rapido ad adattarsi).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci sono due eccezioni del tutto generali, rilevabili da qualsiasi giocatore, sulle quali si fonda tutto il gioco pallavolistico:<\/p>\n<ul>\n<li>Eccezione &#8220;<em>Mia<\/em>&#8220;<\/li>\n<li>Eccezione &#8220;<em>Help<\/em>&#8220;<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;<strong>eccezione Mia<\/strong> viene generata da un giocatore quando vuole prendere una palla che non gli competerebbe di default, o quando vuole risolvere eventuali conflitti. Quando un giocatore chiama &#8220;Mia&#8221; a voce alta, egli sar\u00e0 il nuovo ed unico incaricato del prossimo tocco di squadra: gli altri giocatori dovranno fare il possibile per aiutarlo in questo. Nel caso l&#8217;eccezione sia lanciata da pi\u00f9 giocatori, il pi\u00f9 vicino o in posizione pi\u00f9 favorevole dovr\u00e0 farsi sentire nuovamente a gran voce, senza comunque fermarsi nel suo spostamento.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>eccezione Help<\/strong> viene generata ogni qualvolta un giocatore, inizialmente incaricato del recupero del pallone, non \u00e8 in condizione di recuperare lo stesso. Ci sono due maniere di rilevare l&#8217;eccezione:<\/p>\n<ul>\n<li>Urlando genericamente &#8220;<em>Aiuto<\/em>&#8220;: in questo caso dovr\u00e0 seguire una nuova chiamata di &#8220;<em>Mia<\/em>&#8221; per risolvere il problema.<\/li>\n<li>Urlando ad alta voce il nome di un proprio compagno: in questo caso il giocatore inizialmente incaricato del recupero delega il proprio compito al compagno chiamato, che diventa effettivamente il nuovo responsabile.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un esempio classico di eccezione di aiuto \u00e8 quando la ricezione, particolarmente spostata dall&#8217;alzatore, dovr\u00e0 essere essere alzata da un altro giocatore, solitamente il pi\u00f9 vicino alla traiettoria della palla.<\/p>\n<p>Queste due eccezioni aiutano molto nella gestione del gioco, seppur siano generiche e potenzialmente pericolose (chiamare Mia su palloni non propri, chiamare Help su palloni facili e cos\u00ec via). Va comunque precisato che gli inconvenienti e la confusione possono sempre crearsi e sar\u00e0 compito dell&#8217;allenamento creare i giusti feelings di squadra affinch\u00e9 queste situazioni siano ridotte al minimo.<\/p>\n<h3>Convenzioni per i prossimi articoli<\/h3>\n<p>Ciascun articolo si basa sull&#8217;organizzazione di una squadra con modulo 5-1, quindi formata da:<\/p>\n<ul>\n<li>1 palleggiatore<\/li>\n<li>1 opposto<\/li>\n<li>2 schiacciatori<\/li>\n<li>2 centrali<\/li>\n<li>1 libero (che solitamente subentra al posto del centrale in seconda linea)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Di seguito i simboli utilizzati e le rispettive codifiche:<\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\">\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/p.png\" alt=\"P\"\/><\/td>\n<td><strong>Palleggiatore<br \/>\n<\/strong>Di norma si occupa di tutti i secondi tocchi di squadra.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/o.png\" alt=\"O\" \/><\/td>\n<td><strong>Opposto<br \/>\n<\/strong>Gioca in diagonale con l&#8217;alzatore.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/l.png\" alt=\"L\" \/><\/td>\n<td><strong>Libero<br \/>\n<\/strong>Giocatore utilizzabile solo in seconda linea.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/c1.png\" alt=\"C1\" \/><\/td>\n<td><strong>Centrale uno<br \/>\n<\/strong>Centrale che parte, nella rotazione iniziale, di fianco all&#8217;alzatore.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/c2.png\" alt=\"C2\" \/><\/td>\n<td><strong>Centrale due<br \/>\n<\/strong>Centrale che parte, nella rotazione iniziale, lontano dall&#8217;alzatore.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/s1.png\" alt=\"S1\" \/><\/td>\n<td><strong>Schiacciatore uno<br \/>\n<\/strong>Schiacciatore che parte, nella rotazione iniziale, di fianco all&#8217;alzatore.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/s2.png\" alt=\"S2\" \/><\/td>\n<td><strong>Schiacciatore due<br \/>\n<\/strong>Schiacciatore che parte, nella rotazione iniziale, lontano dall&#8217;alzatore.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/sprima.png\" alt=\"S prima\" \/><\/td>\n<td><strong>Schicciatore in prima linea<br \/>\n<\/strong>Schiacciatore che si trova, nel momento dell&#8217;analisi, in prima linea.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/ssec.png\" alt=\"S seconda\" \/><\/td>\n<td><strong>Schicciatore in seconda linea<br \/>\n<\/strong>Schiacciatore che si trova, nel momento dell&#8217;analisi, in seconda linea.<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>La convenzione degli apici (&#8216; e &#8221;) \u00e8 utilizzata anche per il ruolo del centrale (C&#8217; e C&#8221;), mentre per alzatore e opposto indica la linea in cui si trova attualmente l&#8217;unico giocatore di quel ruolo in campo (P&#8217; indica che l&#8217;alzatore si trova in prima linea).<\/p>\n<p>I colori mostrati sono utilizzati quando si vuole mettere in evidenza il ruolo del giocatore, colori diversi saranno utilizzati quando saranno da mettere in evidenza altri parametri.<\/p>\n<p>Views: 761<\/p><!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;obiettivo di questa (breve) serie di articoli \u00e8 l&#8217;illustrazione di alcuni elementi strategici e di organizzazione del gioco pallavolistico. 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