{"id":665,"date":"2008-11-21T13:18:29","date_gmt":"2008-11-21T11:18:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2008\/11\/21\/la-ricezione-02-ricettori-competenze-assistenze-conflitti\/"},"modified":"2008-12-31T14:14:37","modified_gmt":"2008-12-31T12:14:37","slug":"la-ricezione-02-ricettori-competenze-assistenze-conflitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2008\/11\/21\/la-ricezione-02-ricettori-competenze-assistenze-conflitti\/","title":{"rendered":"La Ricezione #02: Ricettori, competenze, assistenze, conflitti"},"content":{"rendered":"<p><em>In questo secondo articolo parleremo del numero di giocatori impegnati nella ricezione, senza entrare comunque nel merito degli schemi di gioco per la fase cambio palla. In seguito si prender\u00e0 in esame l&#8217;esempio di 3 giocatori in ricezione e si studieranno i problemi dell&#8217;assegnazione delle zone di competenza e della gestione delle zone di conflitto.<\/em><\/p>\n<p>Indipendentemente dagli schemi di ricezione (o, pi\u00f9 nello specifico, da chi sono effettivamente i giocatori impegnati nella ricezione), possiamo parlare del numero di giocatori impegnati in questa situazione di gioco: in generale, escludendo un giocatore che sar\u00e0 addetto al secondo tocco (l&#8217;alzatore), sar\u00e0 possibile designare fino a 5 giocatori. Classifichiamo quindi la scelta in:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Ricezione a 4 o 5 giocatori:<\/strong> utilizzata specialmente con squadre molto giovani o di livello molto basso;<\/li>\n<li><strong>Ricezione a 3 giocatori:<\/strong> utilizzata fino all&#8217;altissimo livello femminile e ad altissimo livello maschile su servizi in salto (solitamente);<\/li>\n<li><strong>Ricezione a 2 giocatori:<\/strong> utilizzata ad alto livello maschile per ricezioni di servizi flottanti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come in molti altri aspetti del nostro sport, non esiste una scelta corretta a priori. Ogni sistema ha i propri pregi ed i propri difetti e la scelta deve essere calibrata, banalmente, sui giocatori di cui si dispone.<\/p>\n<p>Riducendo il numero di giocatori:<\/p>\n<ul>\n<li>La manovra offensiva risulta semplificata, poich\u00e9 alcuni giocatori potranno prepararsi con largo anticipo ad attaccare;<\/li>\n<li>Ci sono pi\u00f9 zone potenzialmente vulnerabili, pertanto si\u00a0 rendono necessari meccanismi di <em>assistenza <\/em>(di cui si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti);<\/li>\n<li>Ad ogni ricevitore \u00e8 assegnata una porzione maggiore di campo, il che richiede doti tecniche superiori.<\/li>\n<\/ul>\n<p>D&#8217;altro canto, aumentando il numero di ricevitori:<\/p>\n<ul>\n<li>La manovra offensiva risulta pi\u00f9 complicata, poich\u00e9 ogni giocatore, prima di attaccare, deve occuparsi della ricezione;<\/li>\n<li>Ad ogni ricevitore \u00e8 assegnata una porzione di campo teoricamente pi\u00f9 piccola;<\/li>\n<li>Aumentano le <em>zone di conflitto<\/em> (di cui si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti).<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more-->Definiamo<strong> zona di competenza<\/strong> di un ricevitore la porzione di campo su cui egli ha il compito specifico di intervenire in ricezione. Di norma, le zone di competenza hanno la stessa dimensione per ogni ricevitore. Infatti, escludendo completamente dalla ricezione i giocatori meno capaci, abbiamo cos\u00ec un sistema equilibrato, che copre in maniera omogenea tutto il campo. Chiaramente, nulla vieta di assegnare a giocatori pi\u00f9 bravi porzioni di campo maggiori.<\/p>\n<p>Definiamo invece <strong>zona di conflitto <\/strong>la porzione di campo situata ai limiti di due zone di competenza. In altre parole, \u00e8 lo spazio che si trova in mezzo a due ricevitori. Il problema \u00e8 molto intuitivo: \u00e8 infatti facile che si creino malintesi su chi dovr\u00e0 intervenire (ricordiamo che il tempo a disposizione \u00e8 sempre molto ridotto). Chiaramente, pi\u00f9 aumentano i ricevitori, pi\u00f9 aumentano le zone di conflitto. Oltre a ridurre il numero di ricevitori, \u00e8 possibile apportare manovre correttive al problema, come ad esempio l&#8217;assegnazione di priorit\u00e0 di intervento sui palloni in mezzo a due giocatori.<\/p>\n<p>Analizziamo ora i casi principali riguardanti il <strong>numero di giocatori in ricezione<\/strong>, scoprendone pregi e difetti.<\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"2\" cellspacing=\"2\" width=\"100%\">\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ricezione-a-5.jpg\" alt=\"Ricezione a 5\" width=\"368\" height=\"152\" \/><\/td>\n<td><strong>Ricezione a 5 giocatori<\/strong><br \/>\nIn questo caso ciascun giocatore ha competenze su porzioni di campo molto limitate, pertanto questa soluzione \u00e8 particolarmente adatta per squadre giovani, lente o comunque tecnicamente indietro.<br \/>\nDi contro, le zone di conflitto sono molte (cinque almeno), pertanto \u00e8 facile fare confusione. Inoltre, tutti i giocatori, ad eccezione dell&#8217;alzatore, sono impegnati in ricezione.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ricezione-a-4.jpg\" alt=\"Ricezione a 4\" width=\"368\" height=\"152\" \/><\/td>\n<td><strong>Ricezione a 4 giocatori<\/strong><br \/>\nLa situazione \u00e8 simile a quella con 5 giocatori, ma si elimina un giocatore dalla ricezione. In questo modo le zone di conflitto rimangono 4 (comunque molte) e c&#8217;\u00e8 un giocatore, oltre all&#8217;alzatore, non impegnato in fase di ricezione.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ricezione-a-3.jpg\" alt=\"Ricezione a 3\" width=\"368\" height=\"152\" \/><\/td>\n<td><strong>Ricezione a 3 giocatori<\/strong><br \/>\nIn questo caso ciacun ricevitore ha competenza di base su strisce di larghezza tre metri, ma \u00e8 logico pensare che ci saranno assistenze su palle particolarmente corte. Ci sono due giocatori, oltre all&#8217;alzatore, che possono occuparsi solo dell&#8217;attacco (ad esempio, il centrale in prima linea e l&#8217;opposto).<br \/>\nQuesta soluzione \u00e8 quella pi\u00f9 adottata in senso assoluto. In particolare, al giorno d&#8217;oggi, le squadre maschili di alto livello ricevono in tre su servizi in salto a rotazione, mentre le squadre femminili su quasi tutti i servizi.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ricezione-a-2.jpg\" alt=\"Ricezione a 2\" width=\"368\" height=\"152\" \/><\/td>\n<td><strong>Ricezione a 2 giocatori<\/strong><br \/>\nQuesta soluzione prevede di avere due soli giocatori (tipicamente, di seconda linea) impegnati nella ricezione. Gli altri assistono su servizi molto insidiosi e si concentrano sull&#8217;attacco. Sono richieste ottime doti fisiche (velocit\u00e0 di spostamento e capacit\u00e0 di anticipo) e tecniche. E&#8217; usata nell&#8217;alto livello maschile per le ricezioni di battute flottanti.<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>E&#8217; importante fare una precisazione: gli schemi sopra illustrati sono del tutto generici e la disposizione dei giocatori in campo \u00e8 del tutto arbitraria. Si prenda ad esempio la ricezione a 4 giocatori: nell&#8217;immagine mostrata, ci sono due giocatori sulle palle lunghe e due sulle palle corte. Nulla vieta, per\u00f2, si spostare 3 giocatori sulle palle lunghe e solo uno su quelle corte (falli di posizione permettendo, si intende).<\/p>\n<p>Da ora in avanti, <u>si converr\u00e0 di parlare sempre di ricezione a 3 giocatori<\/u>. Questo \u00e8 giustificato dal fatto che questa \u00e8 la soluzione pi\u00f9 adottata. Inoltre, gli schemi a 4-5 ricevitori sono molto semplici ed adottati con squadre molto giovani (per le quali i discorsi pi\u00f9 &#8220;tecnici&#8221; che affronteremo perdono di significato), mentre per gli schemi a 2 giocatori \u00e8 immediato trasporre i discorsi che seguiranno.<\/p>\n<h2>Gestione dei conflitti<\/h2>\n<p>Come gi\u00e0 detto, definiamo zona di conflitto una qualsiasi porzione di campo ai limiti tra due zone di competenza. In generale, \u00e8 possibile sistematizzare la gestione della zona di conflitto, stabilendo, caso per caso, quale dei due ricevitori dovr\u00e0 ricevere il pallone in mezzo. Quindi, ogni ricevitore avr\u00e0 competenze su:<\/p>\n<ul>\n<li>Propria zona di competenza<\/li>\n<li>Eventuali zone di conflitto assegnategli<\/li>\n<\/ul>\n<p>Andremo adesso a mostrare alcune possibilit\u00e0 per l&#8217;assegnazione dei conflitti. Possiamo catalogare le assegnazioni in tre gruppi:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Assegnazioni per campo:<\/strong> la zona di conflitto \u00e8 gestita in base alla porzione di campo in cui \u00e8 ubicata, indipendentemente da chi si trovi a ricevere;<\/li>\n<li><strong>Assegnazioni per ruolo:<\/strong> la zona di conflitto \u00e8 gestita dal giocatore che ricopre un determinato ruolo;<\/li>\n<li><strong>Assegnazioni individuali: <\/strong>si stabilisce, caso per caso o in generale, una scala di priorit\u00e0 personali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;<u>assegnazione per campo<\/u> prevede di assegnare la gestione della zona di conflitto indipendentemente dai giocatori che si trovano nelle vicinanze. Si pu\u00f2 far dipendere l&#8217;assegnazione dal tipo di battuta o meno. Di seguito sono illustrati due esempi di gestione delle zone di conflitto:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Priorit\u00e0 a sinistra:<\/strong> ogni giocatore ha priorit\u00e0 sulla zona di conflitto alla propria sinistra. Questa assegnazione ha lo scopo di &#8220;scaricare&#8221; dai conflitti lo schiacciatore di prima linea, che di solito riceve in zona 5 e poi va ad attaccare.\u00a0 Chiaramente, il giocatore che riceve in zona 1 dovr\u00e0 gestire porzioni di campo maggiori e questo potrebbe diventare un problema con servizio che parte esattamente di fronte a lui (fuori dalla zona 5 avversaria).<\/li>\n<li><strong>Priorit\u00e0 al lontano: <\/strong>la zona di conflitto \u00e8 assegnata al giocatore, dei due interessati, che \u00e8 pi\u00f9 lontano dalla posizione di partenza del servizio. Questo \u00e8 utile ai fini delle tempistiche, poich\u00e9, di norma, il giocatore pi\u00f9 lontano ha pi\u00f9 tempo per valutare la traiettoria ed intervenire (tralasciamo, per ora, il discorso sul servizio corto). Con questo sistema non si pu\u00f2 scaricare a priori lo schiacciatore di prima linea sceso a ricevere, per\u00f2 si facilita la ricezione al giocatore posto esattamente di fronte al battitore (che \u00e8 ovviamente il pi\u00f9 vicino e, di conseguenza, non avr\u00e0 zone di conflitto da gestire).<\/li>\n<\/ul>\n<p>La regola della priorit\u00e0 a sinistra \u00e8 indubbiamente pi\u00f9 facile da memorizzare ed applicare, poich\u00e9 non necessita di analizzare la posizione di partenza del servizio avversario. Con la priorit\u00e0 al lontano, invece, \u00e8 necessario &#8220;ricalcolare&#8221; di volta in volta (non che sia un processo laborioso, per carit\u00e0) la mappa di intervento.<\/p>\n<p>Di seguito \u00e8 mostrata una serie di esempi di assegnazione delle zone di conflitto con i due metodi illustrati, con riferimento a servizi che partono dalle zone 1, 6 e 5.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tr>\n<td align=\"center\"><u><strong>Priorit\u00e0 a sinistra<br \/>\n<\/strong><\/u><\/td>\n<td align=\"center\"><u><strong>Priorit\u00e0 al lontano<br \/>\n<\/strong><\/u><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ps_b1.jpg\" alt=\"Priorit\u00e0 a sinistra, battuta da 1\" \/><\/td>\n<td align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/pl_b1.jpg\" alt=\"Priorit\u00e0 al lontano, battuta da 1\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ps_b6.jpg\" alt=\"Priorit\u00e0 a sinistra, battuta da 6\" width=\"202\" height=\"228\" \/><\/td>\n<td align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/pl_b6.jpg\" alt=\"Priorit\u00e0 al lontano, battuta da 6\" width=\"202\" height=\"228\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ps_b5.jpg\" alt=\"Priorit\u00e0 a sinistra, battuta da 5\" width=\"202\" height=\"228\" \/><\/td>\n<td align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/pl_b5.jpg\" alt=\"Priorit\u00e0 al lontano, battuta da 5\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>L&#8217;assegnazione per campo \u00e8 molto comoda in alcune situazioni, ma non sempre applicabile, poich\u00e9 parte dal presupposto che tutti i ricevitori siano della stessa qualit\u00e0 e quindi, potenzialmente, siano tutti in grado di gestire una zona di conflitto in pi\u00f9 o in meno. Quando questa situazione non si verifica, si ricorre a due assegnazioni pi\u00f9 funzionali, che sono quella per ruolo o quella individuale.<\/p>\n<p>Nell&#8217;<u>assegnazione per ruolo<\/u> si stabilisce una scala di priorit\u00e0 per ruolo, differenziando, in generale, il libero, lo schiacciatore in prima linea e quello in seconda linea (pi\u00f9 eventuali altri). Ad esempio, si potrebbe stabilire una scala del tipo:<\/p>\n<ol>\n<li>Libero<\/li>\n<li>Schiacciatore in seconda linea<\/li>\n<li>Schiacciatore in prima linea<\/li>\n<\/ol>\n<p>In questo caso, si ha, ad esempio, che una zona di conflitto tra libero e schiacciatore in seconda linea viene gestita dal primo. Con una scala del genere si scarica a priori dalla gestione dei conflitti lo schiacciatore di prima linea, che potr\u00e0 cos\u00ec concentrarsi sull&#8217;attacco. Chiaramente si potrebbero creare situazioni difficili: si supponga ad esempio di ricevere con i due schiacciatori ed il libero e di trovarsi in rotazione P1 (supponendo di avere formazione disposta con P-S-C). In questo caso il libero riceve al centro del campo e, per la scala adottata, dovr\u00e0 gestire entrambe le zone di conflitto. Questa potrebbe (a seconda delle qualit\u00e0 tecniche del giocatore interessato) essere una falla nel sistema, specie con servizi molto tesi che partono dalla zona 6 avversaria.<\/p>\n<p>L&#8217;<u>assegnazione individuale<\/u> \u00e8 del tutto analoga, solo che in questo caso la scala di priorit\u00e0 contiene esattamente i nomi dei singoli giocatori, in ordine di intervento. Le considerazioni sono analoghe a quanto detto per l&#8217;assegnazione per ruolo.<\/p>\n<h2>Assegnazione competenze e conflitti<\/h2>\n<p>Una volta stabiliti i propri criteri per la gestione dei conflitti e stabilite le competenze individuali sulle varie porzioni di campo, \u00e8 possibile costruirsi degli specchietti riassuntivi, suddivisi per:<\/p>\n<ul>\n<li>Rotazione (in quanto influisce sulla posizione di ricezione)<\/li>\n<li>Tipo di servizio (in quanto pu\u00f2 influire sul numero di ricevitori)<\/li>\n<li>Posizione di partenza del servizio (in quanto pu\u00f2 influire sulla gestione dei conflitti)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo resoconto pu\u00f2 avere utilit\u00e0 in fase di programmazione di esercizi ed allenamenti, ma \u00e8 in realt\u00e0 una vera finezza, di cui spesso si pu\u00f2 fare a meno.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/es1.jpg\" alt=\"Esempio 1\" width=\"417\" height=\"331\" \/><\/td>\n<td><strong>[ESEMPIO #1] Zone di conflitto con competenze standard<\/strong><u><strong><br \/>\n<\/strong><\/u>In questo esempio \u00e8 mostrata la gstione del campo per un servizio flottanteche. La scritta &#8220;<em>Serve<\/em>&#8221; indica la posizione di partenza del servizio (\u00e8 stata utilizzata una suddivisione a tre fasce di campo, che sono pi\u00f9 che sufficienti). I tre giocatori (eventualmente, alle scritte 5-6-1 si possono sostituire le indicazioni S2-S1-L) hanno competenze su fasce di eguale dimensione e i conflitti sono gestiti con la politica della priorit\u00e0 al giocatore lontano.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/es2.jpg\" alt=\"Esempio 2\" width=\"417\" height=\"331\" \/><\/td>\n<td><strong>[ESEMPIO #2]<\/strong><strong> Priorit\u00e0 al libero e successiva gestione standard<\/strong><br \/>\nIn questo caso si stabilisce una politica complessa di gestione dei conflitti: anzitutto il Libero avr\u00e0 priorit\u00e0 su tutte le zone di conflitto interessate, mentre conflitti successivi saranno gestiti con metodi differenti, come la priorit\u00e0 al lontano.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/es3.jpg\" alt=\"Esempio 3\" \/><\/td>\n<td><strong>[ESEMPIO #3] Priorit\u00e0 differenti per servizi differenti<\/strong><br \/>\nIn questo esempio al Libero \u00e8 richiesto di gestire ogni conflitto su battuta flottante (ricordiamo che in P1 il Libero riceve al centro, accettate le ipotesi di cui sopra), mentre la politica adottata per servizi in salto a rotazione \u00e8 quella della priorit\u00e0 a sinistra.<br \/>\nIn questo esempio le posizioni di partenza sono raggruppate, poich\u00e9 le competenze si suppongono fisse indipendentemente da questo parametro.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/es5.jpg\" alt=\"Esempio 5\" \/><\/td>\n<td><strong>[<\/strong><strong>ESEMPIO #4] Competenze dilatate<\/strong><br \/>\nIn questo caso ad un particolare giocatore (il Libero) \u00e8 assegnata di default competenza su una porzione di campo maggiore (in questo caso, quasi met\u00e0 campo). Questo si tradurr\u00e0, normalmente, in posizioni di partenza differenti (compatibilmente ad eventuali falli di posizione) e sbilanciamento del sistema in partenza. Restano, ovviamente, da gestire le zone di conflitto, compresa quella ai limiti della porzione di campo maggiore: in questo caso, per evitare confusione, \u00e8 auspicabile assegnare anche la zona di conflitto al giocatore con competenza maggiore.<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<h2>Il problema delle assistenze<\/h2>\n<p>Ricevere con due o tre soli giocatori \u00e8 una scelta pi\u00f9 che accettabile e produttiva, se non fosse che la competenza di default \u00e8, di base, su una porzione di campo lunga 9 metri. Chiaramente, su particolari tipi di servizio (palloni tesi e corti, ad esempio) \u00e8 molto difficile (e, perch\u00e9 no, scomodo) far spostare il giocatore in ricezione, se questi non riesce ad anticipare la lettura della traiettoria. Si pu\u00f2 impostare allora un sistema di <strong>assistenza<\/strong>: i giocatori non impegnati in ricezione hanno comunque competenza sulla ricezione di piccole porzioni di campo, salvo che i ricevitori base non riescano ad intervenire. Un <u>possibile<\/u> politica potrebbe essere la seguente:<\/p>\n<ul>\n<li>L&#8217;assistente ha il compito di chiamare la palla e ricevere;<\/li>\n<li>Il ricevitore ha il compito di fare il possibile per riuscire a ricevere;<\/li>\n<li>Se la palla cade, la colpa \u00e8 dell&#8217;assistente, a patto che il ricevitore abbia comunque tentato il recupero;<\/li>\n<li>Quando possibile, il ricevitore chiama la palla e riceve lui, poich\u00e9 questo \u00e8 il comportamento ottimizzato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Possiamo definire alcune regole per la determinazione delle zone di assistenza, come:<\/p>\n<ul>\n<li>In P1, il centrale assiste solo su palle dentro i tre metri e nei pressi del centro del campo;<\/li>\n<li>In P6, il centrale assiste solo su palle dentro i tre metri davanti all&#8217;alzatore;<\/li>\n<li>In P5, il centrale assiste solo su palle dentro i tre metri e nei pressi del centro del campo;<\/li>\n<li>In P4, il centrale assiste solo su palle dentro i tre metri davanti all&#8217;alzatore;<\/li>\n<li>In P3, il centrale assiste solo su palle dentro i tre metri e nei pressi del centro del campo;<\/li>\n<li>In P2, il centrale assiste solo su palle dentro i tre metri davanti all&#8217;alzatore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al fine di chiarire meglio le idee ai giocatori, risulta comodo classificare i sei atleti in campo con un codice colori di questo tipo:<\/p>\n<ul>\n<li>Ricevitore <font color=\"#339966\"><strong>verde<\/strong><\/font>: giocatore impegnato in ricezione;<\/li>\n<li>Ricevitore <font color=\"#ffcc00\"><strong>giallo<\/strong><\/font>: giocatore impegnato in un&#8217;assistenza su palle corte o forti addosso;<\/li>\n<li>Ricevitore <font color=\"#ff0000\"><strong>rosso<\/strong><\/font>: giocatore non impegnato in ricezione, interviene in caso di eccezione (come palla sul net).<\/li>\n<\/ul>\n<p>I ricevitori verdi sono ufficialmente impegnati in ricezione: per prima cosa, quindi, dovranno verificare di dover intervenire o meno (secondo le regole sulle competenze e sui conflitti), dopodich\u00e9 riceveranno (se necessario) e si prepareranno all&#8217;azione successiva (ad esempio, l&#8217;attacco). E&#8217; molto importante che il ricevitore sia bravo a scindere i due momenti di ricezione e attacco, pur mantenendo nulli i tempi morti.<\/p>\n<p>I ricevitori gialli, prima di prepararsi alla manovra offensiva, verificano di non dover fare assistenza. I ricevitori rossi, invece, si preparano subito alla manovra offensiva.<\/p>\n<p>Una suddivisione classica:<\/p>\n<ul>\n<li>Verdi: schiacciatori e libero;<\/li>\n<li>Gialli: centrale di prima linea, in alcuni casi l&#8217;opposto;<\/li>\n<li>Rossi: alzatore, in alcuni caso l&#8217;opposto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Riassumendo, quindi, possiamo affermare che gli assistenti hanno competenze su porzioni di campo limitate e devono intervenire a patto che non sentano la chiamata di un ricevitore. Quest&#8217;ultimo, poich\u00e9 \u00e8 da considerare ottimizzato per la ricezione (sia come studio del modello tattico offensivo, che come capacit\u00e0 tecniche), dovr\u00e0 fare il possibile per ricevere tutta la sua zona di competenza, facilitando cos\u00ec la manovra d&#8217;attacco di tutta la sua squadra.<\/p>\n<h2>Posizione di partenza dei ricevitori<\/h2>\n<p>Indipendentemente dal tipo di servizio, ci sono alcune norme di base solitamente utilizzate, da tenere per la posizione di partenza del servizio. La prima \u00e8 la definizione di <strong>partenza base<\/strong>, che \u00e8 circa sui 5-6 metri. A seconda del tipo di servizio, poi, si effettueranno adattamenti su questa posizione. Inoltre, ciascun giocatore effettua adattamenti personali in base alle tecniche che predilige (un ricevitore molto avvezzo alla ricezione in palleggio partir\u00e0 pi\u00f9 avanti di uno avvezzo al bagher).<\/p>\n<p>Idealmente, deve essere possibile costruire una<strong> circonferenza centrata sul battitore <\/strong>e con i tre ricevitori facenti parte della stessa. In altre parole, il ricevitore pi\u00f9 lontano dovr\u00e0 essere leggermente pi\u00f9 vicino a rete di quello pi\u00f9 vicino. In questo modo, infatti, si adotta la politica per cuia traiettorie pi\u00f9 lunghe corrispondono tempi di intervento maggiori. Questa regola, non valida in generale, \u00e8 tanto pi\u00f9 da utilizzare quanto pi\u00f9 il servizio parte lontano dalla riga di fondo campo.<\/p>\n<p>Infine, si dovrebbe cercare di <strong>ricevere con tutti i giocatori verdi allineati<\/strong>. In questo modo ciascun ricevitore vede il compagno e si evitano scontri (fisici) in fase di intervento. Ogni giocatore dovr\u00e0 ricordare, ovviamente, quali sono le proprie competenze e quali conflitti dovr\u00e0 gestire. Chiaramente, questa regola pu\u00f2 sembrare in disaccordo con quelle precedenti, ma va comunque ricordato che queste norme sono delle semplici indicazioni per creare un sistema il pi\u00f9 possibile equilibrato. Non \u00e8 ovviamente possibile applicarle tutte alla perfezione contemporaneamente, ma si possono adottare buoni compromessi per ciascuna squadra.<\/p>\n<h2>Approfondimenti<\/h2>\n<p>Su questo tema non ci sono regole generali e ogni allenatore adotta le politiche che preferisce. Per alcune informazioni aggiuntive e per lo studio di casi pratici, rimando al sito del professor <a href=\"http:\/\/utenti.lycos.it\/Dimichino\/\" target=\"_blank\">Dimichino<\/a>, in particolare alle sue lezioni proprio sulla fase cambio palla.<\/p>\n<p><em>Anche il secondo appuntamento \u00e8 terminato. Nella terza puntata si parler\u00e0 diffusamente di ricezione di servizi flottanti, partendo dall&#8217;analisi tecnica del bagher d&#8217;appoggio e terminando con tutti i casi delle varianti su questo tipo di servizio e i rispettivi adattamenti tecnici.<\/em><\/p>\n<p>Views: 6730<\/p><!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo secondo articolo parleremo del numero di giocatori impegnati nella ricezione, senza entrare comunque nel merito degli schemi di gioco per la fase cambio palla. 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