{"id":514,"date":"2007-09-13T15:51:20","date_gmt":"2007-09-13T13:51:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2007\/09\/13\/psicologia-e-prestazione\/"},"modified":"2008-04-10T01:33:33","modified_gmt":"2008-04-09T23:33:33","slug":"psicologia-e-prestazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/2007\/09\/13\/psicologia-e-prestazione\/","title":{"rendered":"Psicologia e Prestazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry\">\n<p class=\"storycontent\">Mi piace spesso ricordare ai miei giocatori che <strong>si perde perch\u00e9 si ha giocato male<\/strong>.<\/p>\n<p>La motivazione psicologica pu\u00f2 esistere in una sconfitta 3-2, di certo non dopo una bastonata 3-1 o 3-0. In questi casi \u00e8 alquanto ridicolo pensare ad una soggezione psicologica.<\/p>\n<p><span id=\"more-16\"><\/span> Bisogna sottolineare che si ritrovano in giro pareri discordanti in merito. Ho letto di almeno due diverse correnti di pensiero:<\/p>\n<ul>\n<li>Motivazioni a favore della psicologia<\/li>\n<li>Motivazioni contrarie alla psicologia<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel primo caso si ritiene che la psicologia abbia un ruolo fondamentale nella pallavolo. Addirittura si sono compiuti studi complessi e quasi affascinanti in merito. Una posizione forse esagerata.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Esagerata, tuttavia, \u00e8 anche quella che non attribuisce alcuna importanza all\u2019aspetto psicologico: l\u2019importante \u00e8 la tecnica, l\u2019importante \u00e8 lavorare, non esistono persone che vanno in palestra senza aver voglia di migliorarsi.<\/p>\n<p>Questa seconda posizione, in effetti, mi sembra ancor pi\u00f9 paradossale della prima. Sembra quasi una posizione assunta da chi indossa un paraocchi. Quasi come chi dice che a pallavolo bisogna saper solo battere e ricevere. O chi dice che bisogna solo saper attaccare. O che bisogna essere furbi. Non si pu\u00f2 limitare l\u2019esuberante quantit\u00e0 di elementi che coinvolgono la prestazione ad un solo particolare. La tecnica \u00e8 importante, \u00e8 sicuramente l\u2019<em>aspetto pi\u00f9 importante<\/em>, ma <em>non \u00e8 il solo<\/em>. Non si pu\u00f2 pensare che un ragazzo lasciatosi con la morosa dopo una relazione intensa e duratura possa rendere al meglio il giorno dopo l\u2019evento. Non si pu\u00f2 pensare che, soprattutto, a livello giovanile, non esistano ragazzi che frequentano la palestra solo per inerzia, senza uno scopo ben preciso, spesso solo perch\u00e9 incitati (obbligati?) dai genitori. E\u2019 limitante e fuorviante.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario trovare il giusto equilibrio. Del resto, da queste mie poche parole potrebbe dedursi una non troppo celata contraddizione. Non si perde per fattori psicologici, per\u00f2 la psicologia esiste.<\/p>\n<p>Partiamo da un esempio: \u201cLa squadra si sente in soggezione rispetto ad un avversario imponente; la maggior parte dei giocatori ha rapporti pessimi con l\u2019allenatore, pertanto tende a non seguirne i consigli; lo stesso allenatore non prova pi\u00f9 piacere nel seguire la squadra\u201d. La partita \u00e8 persa 3-0. La partita <strong>\u00e8 persa per motivazioni tecniche<\/strong>, non si perde perch\u00e9 si era nervosi o tristi, si perde perch\u00e9 si ha giocato male. Ma gi\u00e0 dall\u2019espressione \u201cgiocare male\u201d, non si pu\u00f2 dedurre un sottile velo psicologico? Giocare male implica che possiamo giocare meglio, altrimenti avremmo detto che \u201cloro sono pi\u00f9 forti\u201d, oppure \u201cbravi lo stesso\u201d. Se diciamo \u201cabbiamo giocato male\u201d intendiamo che siamo capaci di fornire una prestazione di livello superiore. A questo punto \u00e8 necessario interrogarsi sui motivi della prestazione carente, che, ribadisco, \u00e8 risultata carente sul piano <strong>tecnico<\/strong> (spesso sottintender\u00f2 con l\u2019aggettivo tecnico la pi\u00f9 corretta definizione tecnico &#8211; tattico).<\/p>\n<blockquote><p>Non sarebbe azzardato affermare che l\u2019aspetto psicologico influenza la prestazione tecnica.<\/p><\/blockquote>\n<p>Se il rapporto allenatore &#8211; giocatori fosse stato migliore, se la morosa avesse aspettato un altro giorno a lasciare il ragazzo, se le motivazioni intrinseche all\u2019Io dei giocatori fossero state pi\u00f9 positive, allora, <em>forse<\/em>, la prestazione tecnica sarebbe stata superiore.<\/p>\n<blockquote><p>Ma, se anche la prestazione psicologica \u00e8 di alto livello, e l\u2019avversario \u00e8 tecnicamente pi\u00f9 forte, si perde ugualmente. A meno che, chiaramente, non intervengano deficit psicologici anche nell\u2019avversario (ipotesi tutt\u2019altro che utopica).<\/p><\/blockquote>\n<p>Tuttavia, se lo sport fosse matematica, probabilmente non ci appassionerebbe tanto. E allora dobbiamo cimentarci nell\u2019impresa di <strong>giustificare una sconfitta contro una squadra sulla carta inferiore alla nostra<\/strong>. Ancora una volta, il motivo della sconfitta \u00e8 tecnico. Non potrebbe essere altrimenti. E\u2019 assurdo crederlo: se perdiamo, vuol dire che difendiamo poco, che attacchiamo male, fuori, facciamo dei falli. Eppure, se siamo pi\u00f9 forti, vuol dire che qualche fattore psicologico ha abbassato il nostro livello tecnico. E\u2019 ragionevole crederlo. Allo stesso modo succede di perdere quando un arbitro ci si accanisce contro, rendendoci nervosi ed altamente instabili dal punto di vista emotivo. Probabilmente negli atleti si \u00e8 creato un fenomeno di superiorit\u00e0, che li ha resi disattenti. Come allenare questo aspetto? Se il problema \u00e8 tecnico, allora ci deve essere una soluzione. Alleniamo allo stesso modo, rendendo per\u00f2 pi\u00f9 agonistici i nostri esercizi. Anche al pi\u00f9 banale esercizietto aggiungiamo un obiettivo, puniamo <em>tutta la squadra<\/em> per ogni errore grave, mettiamo in palio qualche flessione o qualche suicidio quando si gioca, facciamo partire le partire da punteggi equilibrati o, meglio, sbilanciati a favore dei pi\u00f9 deboli, se non lo sono le squadre. Bisogna pretendere agonismo ed escludere dall\u2019allenamento chi non ne dimosta. E\u2019 fondamentale instaurare nei giocatori una mentalit\u00e0 fortemente competitiva, a partire dalla seduta di allenamento fino ad arrivare alla gara.<\/p>\n<p>Come comportarci invece quando abbiamo giocatori che ad allenamento rendono 80 ed in partita, invece di 100, rendono addirittura 60? Anche in questo caso alle spalle vi \u00e8 un problema psicologico, che sfocia nel problema tecnico. La correzione di questo fattore deve essere, a mio avviso, ben predisposta: proviamo a lasciare l\u2019atleta in panchina, facendogli capire in questo modo che da lui pretendiamo di pi\u00f9, ed utilizziamo maggiormente il rinforzo positivo piuttosto che quello negativo. Non bisogna scoraggiare l\u2019atleta, ma allo stesso tempo bisogna fargli capire che la prestazione di gara deve sempre essere massimale. Utilizzare solo il rinforzo positivo potrebbe portare ad una situazione di stati, ma utilizzare solo \u201cil coltello\u201d potrebbe portare ad una maggiore demoralizzazione e alla conseguente diminuizione della prestazione. Purtroppo, non sempre si ha un valido sostituto, quindi si deve sostituire la panchina ad un altro tipo di feedback negativo, quali i classici rimproveri.<\/p>\n<p>Cercando di tornare su un piano pi\u00f9 generale, possiamo affermare che:<\/p>\n<blockquote><p>La psicologia agisce come aspetto esaltante o limitante della prestazione sportiva, che rimane tuttavia fortemente vincolata alla tecnica.<\/p><\/blockquote>\n<p>In questa analisi non abbiamo tenuto in considerazione l\u2019aspetto pi\u00f9 meramente fisico, ossia la <em>preparazione e la forma fisica<\/em>. La componente condizionale assume un ruolo determinante della prestazione: sappiamo, ad esempio, che la forma fisica non pu\u00f2 essere a massimi livelli per tutta la stagione, ma ha picchi massimi e minimi. Se sulla carta siamo pi\u00f9 forti, ma in questo periodo le nostre punte di diamante sono fuori forma, pu\u00f2 capitare di perdere. Senza implicazioni psicologiche. Perdiamo perch\u00e9 giochiamo male. Giochiamo male perch\u00e9 siamo fuori forma.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.andrea-asta.com\/volleyworld\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/pp1.JPG\" alt=\"PP1\" \/><\/p>\n<p>Come si evince dall\u2019immagine riassuntiva, la prestazione \u00e8 <strong>determinata<\/strong> solamente dall\u2019aspetto tecnico e tattico. Questi due aspetti vengono tuttavia <strong>influenzati<\/strong> dalle componenti fisiche e psicologiche. Nell\u2019allenamento della tecnica e della tattica, quindi, si devono tenere presenti anche queste due componenti. Lo stato fisico, a sua volta, \u00e8 influenzato dallo stato di forma e da quello di allenamento. Va precisato che, nello schema, non sono evidenziati i blocchi che sottolineino il <em>livello qualitativo delle componenti<\/em>: \u00e8 infatti scontato che la tecnica, seppur influenzata da psicologia e fisiologia, sar\u00e0 comunque determinata per la maggior parte dallo stato tecnico vero e proprio (capacit\u00e0 di coordinazione, capacit\u00e0 di ricezione, battuta, attacco, contrattacco\u2026); allo stesso modo, la componente fisica dipende principalmente dai dati qualitativi dell\u2019atleta (altezza, peso, elevazione, forza esplosiva della spalla\u2026), anche se molti di questi elementi possono essere migliorati con l\u2019allenamento. La componente psicologica si pu\u00f2 racchiudere in uno stato di benessere (tornando all\u2019esempio iniziale, il non essere stato lasciato dalla morosa), dalla motivazione (quanto uno \u00e8 convinto di poter giocar bene, quanto uno \u00e8 determinato in ci\u00f2 che fa). La componente tattica (formata da strategia e tattica) \u00e8 altres\u00ec influenzata dalle capacit\u00e0 dei giocatori di ricordare ed applicare ci\u00f2 che \u00e8 stato predisposto e deciso dall\u2019allenatore, sia dal punto di vista fisico che psicologico.<\/p>\n<p>Concludendo, l\u2019aspetto psicologico, essendo parte influenzante, seppur in modo indiretto, della prestazione, deve essere tenuta sotto controllo nel processo di allenamento. L\u2019atleta deve essere spronato all\u2019agonismo, deve essere compreso ed aiutato nei momenti di scoraggiamento, deve essere anche punito e rimproverato nella giusta misura quando la prestazione scema per motivazioni futili (mancanza di voglia).<\/p><\/div>\n<p>Views: 423<\/p><!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi piace spesso ricordare ai miei giocatori che si perde perch\u00e9 si ha giocato male. 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