Correlazione Battuta-Muro

[important]Per una analisi più approfondita in merito agli schemi di muro e di tutto il sistema tattico per la fase break-point, si veda l’articolo apposito.[/important]
Nella pallavolo si parla di correlazione tra due fondamentali A e B, quando la strategia adottata per il fondamentale A influenza quella del fondamentale B. In parole più semplici, parliamo di correlazione ogni qualvolta stabiliamo di adottare una certa strategia (o, meglio, tattica) in un fondamentale e questa strategia andrà a determinare anche quella di un secondo fondamentale. Continua la lettura di Correlazione Battuta-Muro

Schemi di Ricezione

[important]Per una analisi più approfondita in merito agli schemi di ricezione e di tutto il sistema tattico per la fase cambio palla, si veda l’articolo apposito.[/important]
Arrivati al 6vs6, fin da piccoli i ragazzi devono seguire graduali miglioramenti negli schemi di ricezione, che li porteranno poi a giocare con gli schemi evoluti.
E’ importante che l’allenatore non si fossilizzi su uno schema, benché porti risultati migliori dal punto di vista pratico, ma si impegni a fondo per portare i propri atleti a raggiungere una buona qualità di gioco, che avrà ottime ripercussioni nella loro carriera.
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Schemi per il 4vs4

Il gioco 4vs4 è stato introdotto per rendere meno traumatico il passaggio dal minivolley (3vs3) al classico 6vs6.Infatti con questo tipo di gioco

  • Si iniziano ad analizzare i falli di posizione
  • Si può introdurre la ricezione a fasce
  • Si può introdurre l’attacco dopo ricezione
  • Si può introdurre la penetrazione
  • E’ introdotta la differenziazione tra prima e seconda linea (assente nel minivolley)

Il gioco è caratterizzato da:

  • 4 giocatori in campo in ogni squadra
  • Campo 7.5m x 7.5m
  • Linea dei 3 metri
  • Rete 2.10m

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Schemi di Difesa

[important]Per una analisi più approfondita in merito agli schemi di difesa e di tutto il sistema tattico per la fase break-point, si veda l’articolo apposito.[/important]
I sistemi di difesa si dividono in due grandi famiglie:

3 – 1 – 2 o CentroMediano Avanzato (CMAV), usato con Ricezione W
3 – 2 – 1 o CentroMediano Arretrato (CMAR), usato a partire dal 3 in linea

Il primo numero indica i giocatori a muro. Il secondo numero indica i giocatori in difesa del pallonetto di seconda del palleggiatore. Il terzo numero indica i giocatori in difesa sulle palle lunghe. Per quando riguarda la difesa, va sempre ricordato che non esiste uno schema in grado di coprire tutto il campo! Ci sarà sempre un buco!

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Teoria degli esercizi

Questo articolo ha lo scopo di illustrare gli elementi principali della teoria degli esercizi: classificazione, finalità, durate, tipologie, criteri di scelta e correzione. Contiene anche alcuni richiami alla teoria dell’allenamento. Al tutto è stato dato uno stampo puramente pallavolistico, ma è possibile adattare tutti i discorsi presentati anche agli altri sport.

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Psicologia e Prestazione

Mi piace spesso ricordare ai miei giocatori che si perde perché si ha giocato male.

La motivazione psicologica può esistere in una sconfitta 3-2, di certo non dopo una bastonata 3-1 o 3-0. In questi casi è alquanto ridicolo pensare ad una soggezione psicologica.

Bisogna sottolineare che si ritrovano in giro pareri discordanti in merito. Ho letto di almeno due diverse correnti di pensiero:

  • Motivazioni a favore della psicologia
  • Motivazioni contrarie alla psicologia

Nel primo caso si ritiene che la psicologia abbia un ruolo fondamentale nella pallavolo. Addirittura si sono compiuti studi complessi e quasi affascinanti in merito. Una posizione forse esagerata.

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Michael Joardan Docet

Una bella frase che ho trovato sul Blog di una mia amica.

Quando gioco non penso a “cosa succede se sbaglio?”, ma ad essere pronto qualunque cosa accada. Bisogna restare calmi, valutare la situazione, scegliere l’opzione giusta secondo il momento ed essere positivi. E’ una parte del mio processo mentale, così come ricordare le volte in cui ho già avuto successo. Bisogna aumentare la mente con ricordi e sensazioni positive e poi lasciare che le cose vengano da sole. Ci sono momenti, quando sei stanco o non stai bene, in cui comincia una battaglia contro te stesso. Devi solo scavare più profondamente possibile e scoprire quali motivazioni hai davvero, quali erano le tue ambizioni originali. E’ una ricerca nell’anima: è facile dire “ho dato il massimo” oppure “sono stanco o malato, ora qualcun altro deve fare anche la mia parte” e sentirsi a posto con la coscienza. Non è il mio approccio e, qualsiasi cosa accada, so di dovermi dedicare alla squadra con la più piccola goccia d’energia. Ci sono aspettative incredibili su di me, ma la grande motivazione è continuare a soddisfare quelle aspettative che io stesso mi sono creato. Quelle degli altri sono spesso esagerate. Sono una persona normale che però cerca sempre di migliorarsi.

Michael Jordan

Il giocatore ideale

Riporto di seguito uno studio che avevo trovato tempo fa. Chiaramente, solo l’inizio…

Un giorno un allenatore entrò in palestra e notò un volto nuovo. Dopo pochi allenamenti parve chiaro a tutti che non si trattava di un giocatore qualsiasi. L’allenatore fu quasi costretto a schierarlo fin da subito come giocatore titolare. Alla fine dell’anno, il giocatore avrebbe avuto tanti riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale e avrebbe condotto la sua squadra verso i migliori risultati possibili. No, non era un giocatore normale, si trattava del giocatore ideale di pallavolo.

Non abbiamo detto nulla in merito al sesso, al ruolo, alle capacità tecniche, al carattere di questa persona, abbiamo solo visto brevemente la sua storia e l’abbiamo definito giocatore ideale, ciò che chiunque sogna nella propria squadra.

Ora, la mia domanda è questa: se doveste dirmi una caratteristica qualsiasi del giocatore di pallavolo ideale, quale mi direste? Parlo di una caratteristica di qualsiasi tipo, il giocatore in questione è il giocatore che voi lo guardate dentro e fuori dall’allenamento e dite “Questo è il giocatore di pallavolo ideale”.

Blog tecnico sul mondo della pallavolo