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Competitività vs competitività

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leopally - Poster

13:47 - 28 Ottobre 2008

messaggi9

1

Vi riporto un, a mio parere, interessante articolo relativo all'introduzione della fase “play” nell'allenamento giovanile.

L'articolo è in inglese, comunque con poca fatica (internet) sarà possibile per chiunque fare la traduzione. 


Play is to the child what thinking, planning, and blueprinting are to the adult, a trial universe in which conditions are simplified and methods exploratory, so that past failures can be thought through, expectations tested.” Erik Erikson, 1902-1994

If we set up an environment where exploration and progression are embedded into each practice, away from the stress of winning and losing, we would improve the way young athletes move and perform foundational skills.
Confidence, fitness and enjoyment of sport would improve dramatically and the winning would take care of itself.

 

The following is from a 2004 Hedstrom and Gould white paper report on youth sports.

“Researchers have discovered that there are deeper motives for youth sport participation (Gould & Petlichkoff, 1988).

Chief among these are young athletes' perceptions of competence or ability.

Children who feel competent about their physical abilities have been found to more often participate and persist in physical activity whereas children who do not have that sense of competence are more likely to not become involved or to discontinue involvement (see Weiss & Ferrer-Caja, 2002 for a detailed review).”

So this being said, what are we doing to promote motor development, coordination, rhythm, etc at a young age?

Do motor skills really have that much to do with this?

Motor proficiency is positively associated with physical activity. (Wrotniak, et al - Pediatrics Vol 118 No. 6 December 2006).

Strategies that improve movement skills in childhood could improve physical activity and health in youth.

(Wrotniak, et al - Pediatrics Vol 118 No. 6 December 2006). 8 to 10 year olds who have better motor abilities are more physically active and less likely to be sedentary than children with poorer coordination. (University of Buffalo Study 2006)

Professionally guided programs of physical education in the primary school lead to significant progresses in the development of conditional and coordinative abilities. (Chiodera, et al – Scandinavian Journal of Medicine and Science in Sports, May 2007)

Take all of this, digest it and we come up with the fact that we need to have youth programs centered around developing motor skills not fine tuning tactics.

If they feel better about the way they move, they will have more confidence and therefore be more likely to participate in sport and fitness activities.

From there it snowballs in a positive direction.

As for the drills that they could do in practice that would be less competitive.

This is what needs to expanded on.

We need to put the young athletes in an environment where we slowly progress from one developmental aspect to another and introduce new stimuli that bridge the gap to other skill along the way.

Il trafiletto seguente è molto interessante.

Fornisce un esempio di progressione di allenamento del calcio per i ragazzi; potrebbe essere interessante “adattarlo” anche per il volley.

 

Here is an example: If you start with ladder drills and progress to dribbling drills with a ball (soccer dribbling) which is very similar, but adding a sport specific feel.

Then add agility drills were they are reacting to another player (mirror drills, passive defense, etc).

Next put in quick feet speed drills with a ball, and then introduce speed drills with a ball against another player (passive defense).

All of these drills are similar in nature (footwork and reaction) but you are having to react to stationary items (controlling your own body), moving items (controlling the ball), adjusting to other players (offensively and defensively) and making decisions quickly with a ball and acting on them instinctively.

We have used this in the past with great success, and it is a soccer specific example, but I think it applies to all drills.

Lastly, lose the cones and ladders in these drills as soon as possible.

Let the players decide when to move, turn, adjust, etc.


Commenti?

Andrea Asta - Amministratore

Bologna

14:06 - 28 Ottobre 2008

messaggi39

2

Interessante! Nel caso specifico, però, come integreresti il lavoro di piedi con la pallavolo? Potremmo eseguire un piccolo bagher o palleggio dopo ogni spostamento, ma l'esercizio diventerebbe piuttosto infattibile.

Inoltre, come garantire continuità e velocità negli atleti “poveri” di tecnica da questo punto vista? Se il bambino non sa controllare la palla con i piedi, non riuscirà certo ad eseguire gli spostamenti a velocità elevate… potrebbe forse allora trattarsi di una progressione?

Andrea Asta

Andrea Asta - Amministratore

Bologna

14:07 - 28 Ottobre 2008

messaggi39

3

Aggiungo… e per la competitività? Un'idea potrebbe essere una gara 1 vs 1 con obbligo di alcuni spostamenti dopo aver mandato la palla nell'altro campo… ma quali spostamenti e a che velocità?

Andrea Asta

leopally - Poster

13:11 - 30 Ottobre 2008

messaggi9

4

Andrea Asta ha detto:

Aggiungo… e per la competitività? Un'idea potrebbe essere una gara 1 vs 1 con obbligo di alcuni spostamenti dopo aver mandato la palla nell'altro campo… ma quali spostamenti e a che velocità?


Visto che la coordinazione motoria tra braccia e gambe è molto importante nel volley ….. perchè non lavorare in quadrupedia?

Andrea Asta - Amministratore

Bologna

18:25 - 30 Ottobre 2008

messaggi39

5

Una gara di pallavolo in quadrupedia? Non è un po' impossibile?

Andrea Asta

leopally - Poster

10:51 - 1 Novembre 2008

messaggi9

6

Andrea,

Come fai a scrivere certi spropositi?


La proposta del lavoro in quadrupedia era da applicarsi alla “stair” dell'esempio citato come progressione per il calcio.

Come ben sai, la deambulazione in quadrupedia è una pratica fondamentale per lo sviluppo psicomotorio del bambino già dal sesto mese di vita.

Probabilmente lo sviluppo di esercitazioni “funzionali” o “propedeutiche” (termine a te, mi sembra, molto caro) alla coordinazione braccia-gambe (fondamentale per esprimere un gesto coordinato e potente in assenza di punti ancoraggio “fisico”, ovvero quando sei in aria per fare l'attacco) potrebbero avere impatti importanti sullo sviluppo di PROGRAMMI MOTORI ADEGUATI!


Spunti di riflessione:

1) analisi del sistema “quadrupedia” e sue implicazioni nello sviluppo psicomotorio.

2) analisi funzionale del movimento e studio delle similitudini con il gesto atletico specifico.

3) creazioni di esercitazioni PROPEDEUTICHE al movimento atletico specifico.


Mi sembra ci siano tutti gli ingredienti per sviluppare una tesina da corso di III grado.


P.s. hai provato a fare qualche movimento in quadrupedia portando il busto a 15cm dal pavimento (grande tensione addominale)?

Ti assicuro che è un ottimo condizionamento atletico ed un ottimo sistema, sicuramente il più efficacie che ho visto finora, per correggere la famosa rincorsa di attacco con stacco “rovesciato”.


Può bastare?

Andrea Asta - Amministratore

Bologna

13:32 - 1 Novembre 2008

messaggi39

7

Ahahaha infatti lo dicevo che era un po' impossibile!

Mi interessa molto la questione del lavoro in quadrupedia per la correzione con stacco rovesciato. Hai qualche documento o materiale che ne parli più specificatamente?

Andrea Asta

leopally - Poster

16:33 - 1 Novembre 2008

messaggi9

8

Relativaminate alla quadrupedia, tutti i libribi che parlano di sviluppo psicomotorio del bambino.

Relativamente alla coordinazione motoria, un sacco di libri su SSS.


Relativamente all'applicazione correttiva specifica, nulla!

Esistono solamente esperienze personali di poche persone (in Italia); il maestro in questo campo era un tal SKIBA che purtroppo ci ha lasciato qualche anno fà.

leopally - Poster

16:33 - 1 Novembre 2008

messaggi9

9

Cio non toglie che potresti comunque fare una bella tesina sull'argomento ……

Andrea Asta - Amministratore

Bologna

01:23 - 2 Novembre 2008

messaggi39

10

Infatti credo che cercherò qualcosa, però non ho nessun atleta sotto diretto controllo per provare quest'anno!

Andrea Asta

Andrea Asta - Amministratore

Bologna

01:23 - 2 Novembre 2008

messaggi39

11

Che detta così sembra che usi gli atleti come cavie, va beh, spero che in realtà si sia capito il vero significato!

Andrea Asta

leopally - Poster

17:13 - 2 Novembre 2008

messaggi9

12

No.

Prima si pianifica il lavoro da fare, poi si discute il lavoro da fare, poi si lavora!


Tutto il resto sono tentativi che non hanno nulla di scientifico e non appartengono allo status di allenatore!

Andrea Asta - Amministratore

Bologna

17:47 - 2 Novembre 2008

messaggi39

13

Per l'appunto. Il concetto finale è che comunque io non posso attuare niente di pratico quest'anno :D

Però intanto si può inziiare con la fase teorica e metodologica, potrebbe risultare interessante per lavori in futuro…

Andrea Asta

 

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