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Logo Pechino 2008Con grande rammarico, sto guardando pochissimo le Olimpiadi di Pechino. Dico rammarico, perché le Olimpiadi sono un momento fantastico, in cui guardare sport che durante l’anno non ti interessano minimamente, ma che quella volta ogni 4 anni ti diverti come un pazzo ad osservare. Sì, lo so, dovremo arrivare a parlare di pallavolo, ma lasciatemi prima scrivere qualcosa di più generale.

Sono particolarmente catturato da alcuni sport individuali: i tuffi, l’atletica e la ginnastica artistica. Un po’ meno la lotta e la spada. Sono sincero, io ammiro veramente tutti i professionisti degli sport individuali. Li ammiro perché riescono ad avere costanza, riescono a mettere impegno in attività in cui, fondamentalmente, non esiste un concetto che per me è sempre stato fondamentale, ovvero lo spogliatoio. Il giocare con gli amici, l’imparare dagli altri e con gli altri, il tollerare e l’impegnarsi per essere tollerato. Prendiamo invece il tuffatore: sei tu, il trampolino e la vasca. Più l’allenatore. Con cui è raro, immagino, avere scontri, poiché l’allenatore non esiste senza di te e tu non esisti senza di lui. Allenatore e atleta, due entità che esistono una in funzione dell’altra. L’allenatore consiglia, l’atleta esegue, poi si prova e si riprova. In una squadra è simile, se non fosse che, oltre al maggior numero di individualità, esiste un concetto super-partes, dominante, chiamato appunto squadra. La squadra è il concetto principe, è quella su cui si deve basare l’attività di ogni allenatore e di ogni atleta. Invece nello sport individuale il sacrificio è tuo e solo tuo. Tu vinci e tu perdi.Tu ti alleni con impegno o senza impegno e i risultati si vedranno solo su di te. Li ammiro veramente, perché io ho sempre visto lo sport come un grande divertimento anche e soprattutto perché c’erano i compagni di squadra.

Quest’olimpiade è piena di colpi di scena e di emozioni: come non citare la caduta del mito cinese, Liu Xiang, da cui tanto ci si aspettava e da cui così poco si è ottenuto. Si è visto il pianto, suo, dell’allenatore e del pubblico. Mesi, forse anni, di sacrifici, gettati al vento. Ma questo è lo spettacolo dello sport. Aanche in casa nostra abbiamo avuto momenti di riflessione e sofferenza, come la vergognosa situazione per cui la nostra Aguero non è potuta rientrare a Cuba, per abbracciare la madre morente.

Veniamo adesso alla pallavolo. Le donne, giusto ieri, hanno perso, seppur di misura, contro gli USA. Una partita molto emozionante a tratti. Al quarto set, dopo l’8-0 per le statunitensi, sono dovuto andare via dal televisore. E ho appreso solo dopo, ahimè, che quel break non è stato solo un semplice break, ma la svolta della partita. E così le donne a casa. Gli uomini invece sono ancora in corsa, seppur in preda a mille difficoltà, vedere ad esempio gli infortuni di due uomini determinanti quali Fei e Corsano. Il maschile ci ha insegnato, specie nella partita contro la Cina, come il RPS abbia veramente reso più imprevedibile (forse anche un po’ più fastidiosa) la nostra pallavolo. Guardando il terzo set, ho visto una nazionale azzurra distratta, fallosa e che nulla ha potuto contro la crescenza costante della squadra cinese. Questo è il RPS, se non sei costante ad alto livello perdi.

Passando invece al beach volley, se devo essere sincero, credo che questa disciplina si stia mantenendo ancora un po’ troppo ibrida. Non seguo moltissimo questo ramo della pallavolo, però ci sono alcuni punti che non mi vedono del tutto d’accordo: ad esempio, l’assenza di cambi e, soprattutto, di allenatori in panchina. Non capisco perché debba essere praticamente l’unico sport senza allenatore a bordo campo. Persino nel sollevamento pesi c’è l’allenatore di fianco. Il beach volley deve essere tutelato, ma allo stesso tempo controllato: è da considerare, a mio avviso, il vero amo che possa poi portare i giovani (specialmente i maschi) nel mondo della pallavolo, anche indoor.

E’ di poche ore fa l’ufficializzazione, direttamente dal sito della LegaVolley: tre le 16 squadre della serie A2 maschile Tim, per la Stagione Agonistica 2008/2009, compare il nome della Wayel Bologna, meglio conosciuta come Zinella Volley. Avendo visto anche l’annuncio sul sito ufficiale, i dubbi non ci sono più: Bologna torna in serie A anche a pallavolo.

Sfrutto lo spazio a mia disposizione per qualche riflessione, qualche analisi, qualche speranza. Siamo tornati in A2, non so bene quali siano le nostre capacità economiche, ma mi auguro veramente che questo sogno che si realizza non sia semplicemente un’illusione passeggera. Riusciremo a mantenere la serie? Non parlo solo di classifica, parlo anche e soprattutto di denaro. Stiamo costruendo o stiamo arrancando? Stiamo facendo il passo giusto o un passo troppo lungo?

Io ci credo, nel sogno Zinella. Non è che ci creda per una particolare simpatia. Anzi, quando ero più piccolino giocavo nella società eterna rivale della Zinella e quindi la odiavo a morte. E, anzi, più passa il tempo, più mi rendo conto di come certe cose non siano poi così fatte bene, lì dentro. Eppure ci credo. Ci credo perché non ho mai visto la serie A nella mia città e credo che questo possa fare tanto, ma tanto bene alla nostra pallavolo, giovanile e non. Ma la Zinella non deve dimostrare solo di poter fare la serie A, non deve soddisfare i sogni di gloria di due anzianotti che vogliono rivivere i tempi d’oro. Quello che la serie A deve fare, assolutamente, è prendere in mano la città, riaccompagnarla dentro a questo mondo fantastico, il mondo della pallavolo. Deve costruire qualcosa di solido, deve riportare i giovani dentro le palestre e non solo per fare basket. Deve ridare aria ad un giovanile maschile soppresso, un giovanile che vive degli “scarti” del basket e del calcio. Dobbiamo poter ritornare a produrre giovani di qualità, dobbiamo far vedere che la pallavolo non è uno sport morto.

RegencyQuest’anno le difficoltà in B1 sono state tante. A partire dalle dimissioni dello staff tecnico (a cui comunque credo vadano la maggior parte dei meriti per i prestigiosi risultati ottenuti, indipendentemente dal fatto che io sia un grande stimatore di Fortunati), a partire dall’agonia dei playoff, dalla sconfitta, dalla lotta contro il tempo per i documenti del ripescaggio. Fino ad oggi. Il giorno che, per molti, è l’avverarsi di un sogno.

In 3 giorni conosceremo praticamente la squadra: si svolgono, infatti, a Bologna (e con questo sono almeno tre i grandi appuntamenti a cui abbiamo assistito quest’anno), le operazioni di Volley Mercato, presso l’Hotel Savoia Regency. Al momento, le operazioni di mercato si sono svolte per poche società. Ad ogni modo, c’è tempo fino a domani (ore 13.00 per le A1, 18.00 per le A2). Tornando a Bologna, dopo l’ufficialità della conferma di coach Alberti, del centrale Paoli (ne sono molto contento) e del libero Peli, sono arrivate anche le conferme degli arrivi di due giocatori da Piacenza (in prestito), di un palleggiatore da Oderzo ed un altro centrale da Treviso, mentre pare sicuro l’addio di Brogioni (che forse diventerà il secondo allenatore).

Per concludere con la cronaca (sebbene non sia il tema di questo blog), pubblico l’elenco delle squadre ufficialmente iscritte (si spera) ai campionati maschili A1 e A2 della Stagione 2008/2009.

Serie A1 TIM

  • BreBanca Lannutti Cuneo
  • Mare&Volley Forlì
  • Lube Banca Marche Macerata
  • Trenkwalder Modena
  • Acqua Paradiso Gabeca Montichiari (BS)
  • Antonveneta Padova
  • RPA-LuigiBacchi.it Perugia
  • Copra Nordmeccanica Piacenza
  • Pallavolo Pineto (TE)
  • Prisma Volley Martina Franca (TA)
  • Itas Diatec Trentino
  • Sisley Treviso
  • Marmi Lanza Verona
  • Tonno Callipo Vibo Valentia

Serie A2 TIM

  • Fiorese SpA Bassano (VI)
  • Wayel Bologna
  • Materdomini.it Castellana Grotte (BA)
  • Pallavolo Catania
  • Gherardi Cartoedit Tratos Città di Castello (PG)
  • La Nef Castelfidardo (AN)
  • Edilesse Cavriago (RE)
  • Corigliano Volley SpA (CS)
  • Pallavolo Reima Crema (CR)
  • Nava Gioia Volley (BA)
  • Olio Pignatelli Isernia
  • Andreoli Latina
  • Esse-Ti Carilo Loreto (AN)
  • Top Team Volley Mantova
  • M. Roma Volley
  • Codyeco S. Croce (PI)

Una preghiera, per i dirigenti della società: fate le cose con cura. Non pensate che la A2 significhi solo far vedere della bella pallavolo. Cercate di coinvolgerci, di coinvolgere. Organizzate eventi, promuovete l’attività nelle scuole, cercate di risollevare le sorti della pallavolo maschile di Bologna. Io è questo che mi aspetto, molto più che vedere dei giocatori di 2 metri saltare sopra ad un taraflex. Ed in questo confido.

Dopo una finale intensa, combattuta e veramente bella da vedere, la Sisley Treviso si è aggiudicata il titolo di Campione Italiano U18 Maschile. Un 3-1 che ben poco fa intendere, rispetto a quanto la partita sia stata in effetti combattuta punto su punto, azione dopo azione.

E dire che la Sisley non era partita poi così bene: terzo posto nel proprio girone, dietro a Brugherio (vera sorpresa del torneo) e Trento. Da lì in poi, solo vittorie, fino al meritatissimo ultimo punto nella finalissima, svoltasi a partire dalle 17.30 circa in quel del Palasavena, che già aveva ospitato, con successo, le Final Eight di Coppa Italia femminile, a marzo.

Non entrerò troppo nella cronaca, anche perché tutti i risultati sono disponibili e rimarranno tali sul sito ufficiale della Legavolley (link diretto ai risultati di uno dei gironi).

Vorrei invece sfruttare questo spazio per una riflessione sulla pallavolo giovanile maschile, su cui soffia aria di crisi (almeno dalle mie parti), ma che riesce ad esprimersi a livelli altissimi in giro per l’Italia. Ho fatto una analisi su 6 partite (le 4 finali, più 2 semifinali) in merito ai punti fatti e subiti: qualcuno, in effetti, mi guardava un po’ incuriosito, un semplice visitatore sugli spalti con carta e penna, ma fa lo stesso. I risultati saranno chiaramente pubblicati su questo spazio, nei prossimi giorni. L’analisi riguarda il modo di fare e subire punto delle varie squadre, in modo da verificare anche il conteggio degli errori.

Credo che, per chi desideri allenare nel giovanile, sia importante analizzare il proprio riferimento. Perché, senza girarci troppo attorno, la finale nazione è il riferimento per il lavoro con ogni gruppo di quell’età. Il livello a cui dobbiamo puntare. Sono stato un po’ sorpreso dello scarso interesse dei molti giovani allenatori della provincia: per lo più, ho visto solo “grandi nomi” tra gli allenatori dell’Emilia Romagna.

Avendo visto più di 10 partite nei vari giorni, posso buttare giù qualche idea che ho ritrovato sistematicamente, per iniziare la modellizzazione. Partiamo con gli aspetti tattici:

  • Sistema di gioco 5-1
  • A muro, ricostruzione spesso affidata al centrale od al libero (escludendo l’alzatore, si intende)
  • In cambio palla, gioco rapido sia esternamente (Super, anche se alcune squadre usavano una palla più morbida), primi tempi avanti e dietro al palleggiatore, tesa al centro.
  • In fase break, importanza dell’attacco di palla alta
  • Muro a due sistematico, spesso a tre in fase di ricostruzione
  • Chiamata degli schemi offensivi
  • Chiamata degli schemi a muro, utilizzo dei metodi di lettura ed opzione, tattica dell’opzione 4

Proseguiamo ora con gli aspetti tecnici:

  • Servizio in salto per quasi tutti i giocatori (sia Jump Floating che Jump, anche se non necessariamente molto forzati)
  • Capacità di direzionare i colpi dalla zona 4 verso tutte le zone
  • Capacità di direzionare i colpi dalla zona 3 verso tutte le zone
  • Pochi colpi in parallela da zona 2

Una delle prime osservazioni che mi è capitato di fare, ieri, è stata riguardo all’importanza dell’opposto. Non credo sia un caso il fatto che le prime 4 squadre classificate abbiano avuto in campo un opposto decisamente incisivo (22 punti a testa per Santin di Treviso e Rossi di Roma in finale, per non parlare dell’opposto di Milano, vero punto cardine della squadra).

Riguardo all’aspetto fisico, è innegabile come già in Under 18 la tendenza sia quella di avere giocatori sempre più alti.

L’aspetto tecnico più critico, chiaramente, la ricezione. La tendenza è sempre quella di utilizzare il più possibile il palleggio e, infatti, i bagher di ricezione sono spesso stati imprecisi o, addirittura, fallosi.

Per il momento è tutto, a breve pubblicherò i risultati della mia analisi.

Si stanno svolgendo da ieri, in provincia di Bologna, le finali nazionali di Under18 Maschili.

Fino a stasera assisteremo alla fase eliminatoria:

Girone M (Palasavena, San Lazzaro di Savena)

  • Sisley Treviso
  • Diavoli Rosa Brugherio
  • Dinamis Falconara
  • Itas Diatec Trentino

Girone N (Palasport di Ozzano dell’Emilia)

  • Tonno Callipo Vibo Valentia
  • S. Anna Pescatori Torino
  • Lube Banca Marche Macerata
  • Msc Crociere Napoli

Girone O (Palasport di Castenaso)

  • M. Roma Volley
  • Brebanca Lannutti Cuneo
  • Virtus Volley Fano
  • Stadium Mirandola

Domani inizieranno le fasi eliminatorie, per stabilire i primi verdetti e arrivare pronti a Domenica per le finali dall’ottavo al primo posto, che si svolgeranno tutte al Palasavena (proprio dove si è svolta la Final Eight di Coppa Italia Femminile). Il livello che ho visto fino ad oggi è stato veramente buono e mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di non perdersi i grandi match che ci attendono domenica pomeriggio.

Per tutti i dettagli ed i risultati in tempo reale, collegarsi a LegaVolley.

Il 31 maggio 2008, in occasione della fondazione dell’Associazione Preparatori Fisici del Volley, la maggioranza dei preparatori atletici della pallavolo italiana dei massimi livelli (A1, A2) sarà riunita a Bologna. L’attività è organizzata da un sito - www.preparazionefisica.it - che frequento e a cui collaboro (nei limiti di quanto possibile, non essendo io preparatore) da ormai molto tempo. L’invito di partecipazione è esteso a tutti i visitatori del sito ed a tutti gli interessati. L’unica cosa da fare è contattare i webmaster e segnalare la propria intenzione a prendere parte all’evento.

Io non mancherò.

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