Analisi statistica Serie D Maschile

Come conclusione della scorsa stagione come allenatore di un gruppo U19/Serie D maschile, ecco i risultati dell’unione degli scout del campionato di Serie D regionale (Emilia-Romagna), utili al fine di costruire un modello prestativo e trarre alcuni interessanti spunti sull’allenamento.

Scenario di riferimento:

  • Campionato Regionale Serie D Maschile, stagione 2012/2013;
  • Squadra praticamente giovanile (tutti U19, tranne due U20 e un U23);
  • 22 giornate di campionato + 5 gare di playoff;
  • Squadra classificata quarta (pari punti con la terza) e vincitrice dei playoff promozione.

Tutti gli scout della stagione sono stati uniti e analizzati escludendo i “quinti set” che, essendo più corti, avrebbero inficiato le statistiche medie di un set.

Di seguito la lista delle analisi disponibili:

Una piccola guida alla lettura dei dati:

  • #, +, !, /, -, = si riferiscono ai simboli standard della scoutizzazione (alcune spiegazioni, anche se un po’ datate, sono disponibili qui);
  • T si riferisce al numero totale di colpi;
  • Ogni simbolo seguito da % indica un valore percentuale rispetto ad un totale;
  • Ogni simbolo seguito da S indica un valore medio a set;
  • SV indica i set vinti, SP i set persi;
  • AV indica le azioni vinte, AP le azioni perse;
  • BP indica la fase battuta-punto, CP la fase ricezione-punto.

Analisi del servizio

Tipologia di servizio

Il servizio è prevalentemente di tipo float e salto float.

Servizio propria squadra

Servizio squadra avversaria

Alcune considerazioni in merito a questi dati:

  • In media, si ha un servizio salto spin ogni 5-8: questo valore è calcolato sul numero di servizi e non sul numero di battitori. Pertanto, non si hanno informazioni dirette sul numero di battitori in salto spin per sestetto, quanto più una sintesi che racchiude numero di battitori ed efficacia della fase break con i vari tipi di servizio.
  • La differenza tra la propria squadra e quella avversaria è interessante per valutare eventuali scelte tattiche o di crescita degli atleti (in questo caso, il numero leggermente sopra media di battitori in salto è tipico di una squadra giovane).

Scoutizzazione del servizio

Di seguito i risultati della scoutizzazione:

Servizio (Set 1234) T T% TS #% /% +% !% -% =%
Float 1403 79% 17,1 5% 6% 27% 15% 38% 9%
Spin 378 21% 4,6 11% 10% 20% 12% 20% 26%
Totale 1782 / 21,7 6% 7% 26% 14% 34% 12%

Come si evince dai dati sopra illustrati, il servizio salto spin porta maggiori risultati in termini di punti e mezzi punti diretti (21% contro 11%), ma il risultato si riequilibria in fretta se si sommano anche i servizi positivi (41% contro 38%). Dal punto di vista degli errori, il servizio salto spin è risultato molto falloso (ma il dato è abbastanza normale/prevedibile/gestibile per squadre giovani).

Nel complesso, quindi, sembrerebbe che a questo livello il servizio salto spin non porti così tanti benefici come ci si aspetterebbe.

Un altro dato che vale la pena osservare è il numero di servizi complessivi per set: sono 21.7 di media, che equivalgono a meno di 4 colpi a giocatore in ogni frazione di gioco.

Legame qualità del servizio con vittoria dell’azione

Questo tipo di analisi mira a costruire un legame sulla qualità del servizio di squadra e l’esito delle azioni (AV = Azioni vinte, AP = Azioni perse).

Azioni AV AP
S# 100% 0%
S#+/ 58% 42%
S#+/! 57% 43%
S= 0% 100%
S=- 29% 71%

Il dato più interessante di questa analisi è la scarsa differenza tra gli esiti con servizio positivo (#+/) e positivo/neutro (#+/!): la differenza è davvero minima e questo può essere tradotto nel fatto che a questo livello può essere sufficiente portare la ricezione avversaria a cavallo dei 3 metri per aumentare di molto le possibilità di vincere l’azione. Naturalmente questo dato è fortemente influenzato dalle caratteristiche fisiche degli atleti e dalle abilità di squadra contro attacco scontato (solidità del muro, capacità difensive e così via).

Legame qualità del servizio con vittoria del set

Questa analisi mira a costruire un legame sulla qualità del servizio di squadra e l’esito dei set (SV = Set vinti, SP = Set persi).

Set SV SP
S#% 8% 2%
S#% + S/% + S+% 41% 34%
S#% + S/% + S+% + S!% 56% 48%
S=% 12% 14%
S=% + S-% 44% 52%

Naturalmente, nei set vinti la scoutizzazione del servizio è complessivamente migliore (miglior qualità, meno errori): il solco maggiore è dato dalla presenza di un maggior numero di servizi positivi (#+/). L’aspetto interessante, quindi, è che se per vincere una singola azione può essere sufficiente allontanare la ricezione da rete, nella vittoria di un intero set anche la presenza di servizi positivi (compresi ace) può risultare determinante.

Va comunque precisato che le differenze non sono particolarmente significative.

Analisi della ricezione

Scoutizzazione della ricezione

La scoutizzazione della ricezione è probabilmente la più complessa. L’obiettivo principale di questa prima analisi è valutare le percentuali di positività a seconda del tipo di servizio.

Ricezione (Set 1234) T T% #% #+% !% /=%
Float 1272 89% 36% 60% 15% 11%
Spin 160 11% 26% 42% 16% 26%
Totale 1432 35% 58% 15% 13%

Alcune osservazioni:

  • Complessivamente, la squadra ha ricevuto con una percentuale di positività intorno al 60%: che questa sia ritenuta soddisfacente o meno, è un dato oggettivo calcolato su una intera stagione di scoutizzazione e di questo bisogna tenere conto nell’organizzazione del sistema offensivo. Mediamente, solo in 6 ricezioni su 10 riusciamo a costruira una manovra d’attacco con primo tempo credibile.
  • La ricezione di servizio salto spin è risultata molto più deficitaria rispetto a quella salto float (anche aggiungendo i colpi !, la ricezione salto spin non raggiunge la positività di quella float) e il motivo può essere indagato in varie modalità: la scarsa esperienza degli atleti rispetto a questo tipo di servizio (anzianità sportiva), la divisione dei battitori salto spin in squadra (ad esempio in questa squadra il servizio salto spin era eseguito principalmente dagli schiacciatori ricevitori e non da giocatori di altri ruoli e questo può aver avuto influenza nell’allenamento complessivo), l’organizzazione del sistema di ricezione sui tipi di servizio (ad esempio, su battuta flottante un buon Libero può coprire molto campo, migliorando il rendimento di tutta la squadra) e così via.

Un altro dato interessante si può ottenere osservando il numero di colpi fallosi per ogni set:

Ricezione (Set 1234) /=S
Float 1,7
Spin 0,5
Totale 2,3

Per quanto questo dato possa sembrare strano nella nostra memoria di gioco, dobbiamo ritenere “normale” il fatto che, in media, in ogni set 2 palloni di cambio palla non portino neppure al primo attacco. La perfezione non esiste!

Legame qualità della ricezione ed esito del primo attacco

Un’analisi molto interessante è quella che lega l’esito della ricezione a quello del primo attacco della fase cambio palla.

Primo attacco #% /% ‘=% E%
Dopo R# 44% 9% 8% 27%
Dopo R+ 43% 8% 11% 24%
Dopo R#+ 44% 9% 9% 26%
Dopo R! 35% 7% 12% 15%
Dopo R#+! 42% 8% 10% 23%
Dopo R- 24% 6% 15% 3%
Generale 39% 8% 11% 20%

La prima osservazione da fare è che, nel complesso, il primo attacco di squadra è vincente meno del 40% delle volte: per ottenere un livello soddisfacente del cambio palla, quindi, è molto importante anche la gestione del restante 60% dei palloni: tattica del colpo d’attacco, muro, difesa e contrattacco di conseguenza.

Come si evince dai dati, inoltre, non c’è stata molta differenza tra R# e R+ riguardo alla scoutizzazione del primo attacco e questo, come si vedrà, è in parte legato al poco primo tempo utilizzato durante la stagione da parte della squadra oggetto di analisi. Qualche problema c’è stato, invece, nella gestione dell’attacco dopo ricezione negativa, sia come positività che, soprattutto, come efficienza.

Legame qualità della ricezione e utilizzo del primo tempo

Questa analisi mira a scoprire quanto il primo tempo viene utilizzato dopo i vari tipi di ricezione.

Primo tempo 1T
Dopo R# 37%
Dopo R+ 6%
Dopo R#+ 25%
Dopo R! 0%
Dopo R#+! 20%
Dopo R- 1%
Generale 17%

La gestione del primo tempo, in una squadra, dipende da moltissimi fattori:

  • Qualità degli attaccanti centrali e laterali;
  • Estrosità, livello tecnico e preferenze dell’alzatore;
  • Qualità della ricezione.

In generale, la squadra analizzata ha utilizzato molto poco il primo tempo su cambio palla, e quasi sempre con ricezione perfetta. Questo modello di gioco è chiaramente un modello abbastanza di base e che deve ancora evolvere molto per la crescita degli atelti e per affrontare campionati più difficili.

Legame qualità della ricezione e vittoria dell’azione

Questa analisi è abbastanza simile a quella legata al primo attacco dopo ricezione, ma prende in considerazione la fase cambio palla nella sua interezza.

Azione AV AP
Dopo R# 67% 33%
Dopo R+ 61% 39%
Dopo R#+ 65% 35%
Dopo R! 59% 41%
Dopo R#+! 64% 36%
Dopo R- 46% 54%
Generale 56% 44%

La prima osservazione interessante, rispetto allo studio del primo attacco, è che nella vittoria complessiva dell’azione, la ricezione cosiddetta neutra (R!) ha una influenza molto bassa rispetto alla vittoria dell’azione, mentre ha influenza maggiore nell’esito del primo attacco: in generale, quindi, si potrebbe affermare che nella vittoria di una singola azione anche la ricezione ! possa ritenersi comunque più vantaggiosa per la propria squadra che per gli avversari. In generale, fino alla R! deve essere possibile giocare traiettorie “abbastanza rapide” sulle bande, per rendere più complesso il compito di costruzione del muro a 2 compatto all’avversario.

Su ricezione negativa, invece, l’efficienza della fase è risultata più deficitaria.

Legame qualità della ricezione e vittoria del set

Questa analisi ha l’obiettivo di provare a rispondere ad uno dei più classici interrogativi della pallavolo: “è vero che se riceviamo male non possiamo vincere?“.

Ricezione – set SV SP
R#% 39% 29%
R#% + R+% 60% 55%
R#% + R+% + R!% 76% 70%
R=% + R/% 12% 14%

Ciò che si scopre è che esiste una differenza di rendimento della ricezione tra set vinti e set persi, anche se questa sembra più legata alle ricezioni perfette che al resto. Riguardo alla positività e alla fallosità, le differenze non sono poi così marcate.

Analisi dell’attacco

Numero di attacchi

La scoutizzazione dell’attacco deve prima di tutto essere suddivisa in base alle situazioni di attacco dopo ricezione (primo scambio di attacco di cambio palla) e contrattacco.

Attacco T TS #% #S /% /S =% %S E%
Attacco dopo ricezione 1173 14,3 40% 5,7 8% 1,1 11% 1,6 21%
Contrattacco 1182 14,4 41% 6,0 7% 1,0 13% 1,9 21%

E’ molto interessante notare un sostanziale equilibrio tra le fasi: il numero di attacchi dopo ricezione coincide in maniera quasi perfetta con quello di contrattacchi e anche l’efficienza è praticamente identica. Tipicamente, al crescere del livello di gioco ci si potrebbe aspettare una presenza maggiore di attacchi dopo ricezione e una difficoltà quindi sempre crescente nell’organizzare manovre di contrattacco.

La similitudine tra i due dati di efficienza trova invece difficilmente commenti e opinioni, poiché racchiude insieme azioni di gioco rapido (R#+ e contrattacco dopo free ball) e scontato (R- e contrattacco dopo difesa).

Uno studio più approfondito, qui omesso per maggiore sintesi, consente di studiare l’efficacia ed efficienza dell’attacco e contrattacco per ogni tipo di schema giocato: eventuali differenze vanno così ricercate – eventualmente a video – nelle fasi di preparazione della rincorsa e nell’organizzazione della copertura.

Distribuzione del tipo di palla

Questa analisi è molto interessante e consente di evidenziare quali tipi di palla vengono giocati più spesso. Per questo articolo, i dati sono stati raggruppati in tre grandi categorie:

  • Palle alte in banda (prima e seconda linea);
  • Palla rapide in banda (prima e seconda linea, compresi giochi in combinazione);
  • Primi tempi.
Numero attacchi ADR ADR% CTK CTK% TOT TOT%
Palle alte in banda 4,8 35% 7,3 55% 12,1 45%
Palle rapide in banda 6,4 46% 4,9 37% 11,3 42%
Primi tempi 2,6 19% 1,0 8% 3,6 13%

Questa analisi evidenzia quindi l’assoluta predominanza e importanza del gioco su palla alta in questo modello prestativo: se in fase cambio palla le azioni si sviluppano ancora con una leggera prevalenza di alzate spinte, in contrattacco si ha una netta dominanza della palla alta. Questo dato (oggettivo) deve essere tenuto sempre bene a mente nella strutturazione degli allenamenti.

Att1

Att2

Att3

Anche unendo i dati di contrattacco e attacco dopo ricezione si evidenzia una leggera predominanza della palla alta.

Numero medio di attacchi per ruolo

Dividendo il numero di attacchi per tipologia per il numero di giocatori, si ottiene una media del numero di attacchi effettuati da ogni giocatore all’interno di un set.

Numero attacchi ADR ADR% CTK CTK% TOT TOT%
Attacchi di un martello 3,7 26% 4,1 28% 7,8 27%
Attacchi di un centrale 1,3 9% 0,5 4% 1,8 6%

Questa statistica è chiaramente estremamente influenzata dal tipo di squadra: rimane il fatto, comunque, che laddove la palla alta abbia una forte presenza all’interno della distribuzione, si avrà sempre un maggior numero di attacchi da parte dei laterali che da parte dei centrali. Si tenga presente che questo dato non può essere preso come riferimento per una stima del numero di salti a set, poiché non include tutte le fiinte dei centrali né i salti a muro o in battuta.

Legame qualità dell’attacco e vittoria dell’azione

Questa analisi evidenzia alcuni legami tra la presenza di attacchi non vincenti all’interno di una azione e l’esito finale della stessa.

Azione  AV AP
Dopo A+ 62% 38%
Dopo A- 47% 53%
Dopo AdR+ 64% 36%
Dopo AdR- 47% 53%
Dopo Ctk+ 60% 40%
Dopo Ctk- 49% 51%

I dati presenti in questa analisi vanno interpretati e utilizzati con cautela, poiché il filtro scatta alla presenza di anche un solo attacco del tipo desiderato, ma in una azione ci possono essere molti più simboli offensivi. In generale, comunque, è interessante evidenziare come la presenza di un attacco positivo (ossia che genera un nuovo attacco per la propria squadra), porti comunque ad un’alta percentuale di azioni vinte (credo che questo possa avere interessanti risvolti pratici nell’impostazione della tattica su alzata non perfetta).

Legame numero di contrattacchi e vittoria del set

Questa analisi cerca di scovare eventuali differenze nel numero di contrattacchi effettuati in media in un set vinto o in un set perso.

Contrattacchi SV SP Diff
Numero Ctk a set 14,5 13,4 1,0
Numero Ctk # a set 6,2 5,2 1,0
Numero Ctk / a set 1,0 1,1 -0,1
Numero Ctk = a set 2,0 1,6 0,3

La differenza è abbastanza minima (1 solo contrattacco vinto in più).

Legame qualità dell’attacco e vittoria del set

Questa analisi evidenzia le differenze di rendimento dell’attacco nei set vinti e persi.

Totale SV SP
A#% 43% 36%
A#% + A+% 58% 52%
A=% 12% 13%
A/% 6% 9%
E% 25% 14%

La differenza più evidente è nell’efficienza complessiva dell’attacco, superiore al 10%. Ma il dato diventa ancora più marcato se si divide l’analisi tra primo attacco dopo ricezione e contrattacco.

Attacco dopo ricezione SV SP Contrattacco SV SP
A#% 44% 34% A#% 43% 39%
A#% + A+% 56% 49% A#% + A+% 59% 55%
A=% 9% 13% A=% 14% 12%
A/% 6% 10% A/% 6% 8%
E% 28% 10% E% 23% 19%

Mentre i dati di contrattacco, seppur differenti, risultano abbastanza paragonabili, lo stesso non può dirsi per l’attacco dopo ricezione: la differenza di positività è del 10% (44% contro 34%), e di efficienza arriva addirittura al 18%! Sembrerebbe quindi che una delle cause principali della sconfitta in un set sia la gestione poco efficace e molto fallosa del primo attacco dopo ricezione.

Analisi del muro

Scoutizzazione del muro

Di seguito i risultati della scoutizzazione del muro: ricordiamo che un muro viene scoutizzato ed entra quindi nelle statistiche solo quando il pallone viene toccato in maniera effettiva e consistente (la deviazione di traiettoria deve essere chiaramente percepita). Tutte le percentuali fanno quindi riferimento al totale dei palloni toccati (e non, ad esempio, al numero di attacchi dell’avversario).

Muro (set 1234) T TS #% #S +% +S -% -S =% =S /% /S
Totale 701 8,25 26% 2,09 28% 2,33 9% 0,75 31% 2,60 6% 0,54

Alcune osservazioni interessanti:

  • In media, il muro ha una efficienza sempre negativa (#% – =% – /= è inferiore a zero): questo ci deve portare immediatamente alla conclusione che il grande compito del muro deve essere quello di semplificare le rigiocate, piuttosto che di cercare il punto diretto.
  • Sempre a causa dell’efficienza tendenzialmente negativa, il primo obiettivo da ricercare è quello di ridurre la fallosità del muro: il primo obiettivo del muro deve essere quello di non fare danni. Infatti, per migliorare il rendimento del fondamentale, è tipicamente più semplice lavorare sulla riduzione del numero di falli e block-out (che dipende dall’abilità dell’attaccante e anche da proprie imprecisioni tecniche) che sull’innalzamento del numero di muri vincenti (molto difficile e poco controllabile!).

Legame rendimento del muro e vittoria del set

Questa analisi ha l’obiettivo di evidenziare differenze di rendimento nel fondamentale di muro tra set vinti e set persi.

Palloni per set (Set 1234) SVS %SV SPS %SP
B# 2,51 30% 1,61 19%
B# + B+ 4,88 58% 3,90 45%
B# + B+ + B- 5,55 66% 4,87 56%
B/ + B= 2,90 34% 3,81 44%
Toccati 8,47 8,68

Come è facile vedere dai dati, nei set persi esiste una differenza di circa il 10% di muri che, da vincenti, diventano fallosi (block-out o invasioni). L’inserimento dei muri positivi e negativi nella statistica non aggiunge ulteriore offset significativo: sembrerebbe che tra un set vinto e uno perso ci sia differenza di un muro, in un caso vincente per la propria squadra, nell’altro che concede punto diretto all’avversario. Nella strutturazione dell’allenamento questo deve essere considerato cercando il miglioramento di uno dei due parametri.

Analisi complessive

Analisi degli indici di fase

Lo studio degli indici di fase riassume il rendimento complessivo della squadra nelle due fasi di gioco, inteso come numero di azioni vinte rispetto a tutte quelle possibili.

Gli indici calcolati, rotazione per rotazione, sono tre:

  • Indice di fase break: si ottiene dividendo il numero di azioni vinte in fase battuta-punto per il numero di servizi effettuati dalla propria squadra. Misura la probabilità teorica (frequenza relativa) di vincere una azione quando ci si trova in fase break.
  • Indice di cambio palla “pulito”: si ottiene dividendo il numero di azioni vinte in fase ricezione-punto senza errori al servizio avversari per il numero di ricezioni effettuate dalla propria squadra. Misura la probabilità teorica (frequenza relativa) di vincere una azione di cambio palla quando l’avversario non sbaglia la battuta.
  • Indica di cambio palla “totale”: come il precedente, ma include gli errori dell’avversario al servizio.

Indici TOT P1 P6 P5 P4 P3 P2
iBP = #VBP / #BAT 44% 45% 43% 40% 47% 48% 42%
iCP1 = #VCP / #RIC 55% 53% 53% 59% 57% 60% 51%
iCP2 = #VCPTOT / #ABAT 61% 58% 59% 63% 63% 65% 58%

Come si nota, in fase break point si riesce a vincere uno scambio in media ogni 2.27 palloni (1/0.44), mentre in fase cambio palla ogni 1.64 palloni. Questo dato può essere molto utile nella costruzione di esercitazioni di gioco globale ad obiettivo.

Nel calibrare i punteggi, tuttavia, è bene porre attenzione al fatto che piccole variazioni della percentuale di riferimento possono risultare molto molto difficili da raggiungere: in questo caso, il gioco deve essere alterato con alcuni bonus o malus a seconda delle situazioni. Solo un semplice esempio per la fase break point:

  • La percentuale di riferimento per la P1 è 45%;
  • Un gioco a punteggio che preveda di vincere 2 azioni su 5 sarebbe sotto la soglia del miglioramento (40%);
  • Un gioco a punteggio che preveda di vincere 3 azioni su 5 sarebbe decisamente troppo superiore alla soglia di frustrazione (60%);
  • Per ovviare a questa situazione, è possibile aggiungere azioni (ad esempio 5/9 = 56%, ancora molto alto), oppure fornire delle facilitazioni alla squadra in fase break, come uno o due bonus al servizio.

Modello dei punti

Il modello dei punti ha l’obiettivo di determinare in che modo si fanno i punti all’interno di un set.

Punti fatti N NS NORM 25
Servizio 111 1,3 1,5
Attacco dopo ricezione 465 5,5 6,2
Contrattacco 490 5,8 6,5
Muro 178 2,1 2,4
Errori avversari 645 7,6 8,5
Totale 1889 22,2 25,0

Come è possibile notare, la maggior parte dei punti arriva dalla combinazione attacco dopo ricezione e contrattacco. Servizio e muro sono due fondamentali che portano pochi punti diretti, in media, e devono quindi essere visti sempre di più nell’ottica di facilitare la possibilità di raggiungere il contrattacco.

pf

Modello degli errori

Il modello degli errori ha l’obiettivo di verificare quali sono i fondamentali che regalano il maggior numero di punti agli avversari durante il set.

Errori fatti N NS NORM 25
Servizio 222 2,6 3,1
Attacco dopo ricezione 129 1,5 1,8
Contrattacco 155 1,8 2,2
Muro 46 0,5 0,7
Alzata 75 0,9 1,1
Conquistati avversario 1137 13,4 16,1
Totale 1764 20,8 25,0

Come è possibile notare, l’attacco nel complesso è la fonte di errore più frequente, ma il dato più elevato preso singolarmente è quello riguardante il servizio, soprattutto quando paragonato al numero di punti che porta. Resta sempre, quindi, da costruire una tattica di squadra che da un lato faciliti il contrattacco, dall’altro non aumenti in maniera esagerata gli errori. Questo è tanto più vero quanto più il livello di gioco scende.

ps

Conclusioni

Analizzare i dati di una stagione può portare a costruire analisi interessanti non solo dal punto di vista “puramente giornalistico”, ma anche per la costruzione di modelli di partenza per i campionati appena inferiori e superiori. I modelli prestativi aiutano anche a capire che certi errori sono assolutamente normali al proprio livello di gioco e come tali vanno gestiti.

Va comunque precisato che, a qualsiasi livello, il modello prestativo può limitarsi esclusivamente ad essere una base, un punto di inizio per costruire un percorso di allenamento: esso non può però essere preso come dato assoluto e insindacabile. Ogni squadra è diversa dalle altre, ha le proprie debolezze e soprattutto i propri punti di forza, che devono essere sempre di più migliorati ed esaltati per raggiungere il massimo livello prestativo possibile. Il “vero” modello prestativo è praticamente impossibile da costruire, poiché dovrebbe essere calibrato sulla singola squadra: per fare questo, tuttavia, sarebbe necessario possedere una grande quantità di dati…risultato possibile tipicamente solo alla fine della stagione!

Come utilizzare, quindi, i dati di un modello prestativo? Possedendo i dati di riferimento, è possibile costruire un mini resoconto sulla propria squadra (ad esempio, dopo alcuni allenamenti scoutizzati, amichevoli, coppa di inizio stagione e così via), andando così a verificare i dati in linea con il modello, quelli sopra media e quelli sotto media: dove un dato sia sotto media, è auspicabile trovarne un altro sopra la media, per poter in qualche modo “compensare” il dislivello. Questo procedimento non è affatto semplice, non automatizzabile e dipende moltissimo dalle analisi che solo un allenatore può fare sulla propria squadra.

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4 commenti su “Analisi statistica Serie D Maschile”

  1. Apprezzo molto questo lavoro (da allenatore e da statistico)

    Alcune domande:
    * Le tabelle a doppia entrata le hai testate contro l’ipotesi nulla (mediante test non paramentrici) o hai semplicemente fatto un analisi descrittiva?
    * Hai per caso modellizzato (magari con Logit o Probit) una variabile dummy (es Set o Punto) e se sì quali variabili esplicative hai trovato buone per il modello?
    * Con quale software hai svolto la rilevazione dati/scouting?

    Sperando prima o poi anche di conoscerti (sarebbe un onore per me), salutissime

    1. Ecco con un po’ di pazienza. Le analisi sono tutte puramente descrittive, riportano frequenze relative risultate da uno o più filtraggi di tutti i dati disponibili.
      Per tutte le altre cose ci aggiorniamo nuovamente in privato.
      Buon lavoro.

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