Programmazione annuale U14 maschile

Quest’anno, per la prima volta, mi troverò ad essere allenatore di un gruppo U14 maschile. Proverò a proporre di seguito alcune parti della programmazione annuale che sto preparando, in modo da offrire spunti per discussioni varie e trarre pareri anche da chi dovesse avere più esperienza di me in questa fascia di età. 

[important]Per un documento completo di fine stagione sulla programmazione U14, si rimanda all’apposito articolo completo.[/important]

La mia programmazione annuale è formata da 3 componenti:

  • Programmazione dei contenuti: cosa voglio fare;
  • Programmazione delle precondizioni: quali sono le condizioni che devono essere soddisfatte prima di inserire nell’allenamento un contenuto nuovo;
  • Programmazione dei tempi: definizione dei macrocicli di lavoro e collocazione (indicativa) dei contenuti all’interno dei blocchi previsti, entro un limite da stabilire (non posso fare troppe cose all’interno di un singolo blocco).

Per prima cosa, credo sia importante stabilire un ordine cronologico da seguire nella stesura della programmazione annuale:

  1. Contesto di lavoro: squadra, numero ed età degli atleti, staff a disposizione;
  2. Volume di lavoro: numero e durata degli allenamenti, palestre e materiale a disposizione;
  3. Eventuali obiettivi tecnici forniti dal Direttore Tecnico: nel caso non fosse presente questa figura, è chiaro che si dovrà procedere autonomamente a fornirsi alcuni obiettivi di partenza;
  4. Analisi del livello di partenza: questa analisi, di tipo principalmente tecnico, deve essere fatta prima di poter effettuare una programmazione dettagliata dei contenuti, poiché ogni programmazione deve essere a misura per la squadra con la quale si lavorerà;
  5. Definizione degli obiettivi in successione: questa fase, forse la più importante, consiste nella stesura di una serie di obiettivi tecnici, tattici, fisici, psicologici da raggiungere con la propria squadra nel corso dell’annata (maggiori dettagli in seguito);
  6. Definizione dei modelli tecnici da adottare: sebbene ogni allenatore abbia bene a mente i modelli tecnici che intende adottare, io preferisco sempre segnarmi, per ogni fondamentale, una serie di punti chiave (possibilmente in successione di importanza) per i gesti tecnici.

Nel seguito proverò a spiegare meglio i punti 3, 4, 5 e 6.

Obiettivi forniti dal Direttore tecnico

In sostanza, si tratta di una serie di obiettivi più o meno generici, solitamente cablati su una ipotetica squadra di quella fascia di età. Il Direttore Tecnico si occupa di definire una serie di obiettivi per le varie fasce d’età, in modo da garantire continuità spaziale e temporale all’interno della società. Nel caso in cui il Direttore Tecnico non esista nella propria società, è possibile stilare alcuni obiettivi generali facendo riferimento a vario materiale bibliografico o indicazioni di altri allenatori più esperti (nell’idealità, linee guida provenienti dallo staff delle nazionali giovanili). Un esempio per l’U14 maschile:

  • Battuta: tecnica di battuta float, introduzione battuta salto float e analisi propedeuticità per battuta in salto;
  • Ricezione: cura della tecnica di ricezione di battuta float in bagher frontale, angolare e laterale, sempre con grossa attenzione agli spostamenti;
  • Attacco: tecnica di rincorsa e di attacco di secondo e terzo tempo; ricerca del direziona mento dei colpi;
  • Muro: tecnica di muro a 1 e introduzione del muro di coppia;
  • Difesa: difesa analitica e specifica diagonale e parallela;
  • Sistema di gioco: arrivare al sistema 2-1-3 per fase break point e al gioco 6-2 per fase cambio palla.

Chiaramente, questi sono obiettivi del tutto generali, che sono da considerare come linea guida per la stesura di una vera e propria programmazione. E’ chiaro che, partendo da questa programmazione, ci si potrà scostare per andare incontro alle esigenze dei singoli atleti della squadra, del loro livello di partenza, delle loro prospettive future, del tempo a disposizione per allenare, dello staff a disposizione e così via. Inoltre, non va dimenticato che, nell’ambito di un certo range, ogni allenatore può stabilire alcune proprie priorità e preferenze nella programmazione della stagione.

Analisi del livello di partenza

Durante i primi allenamenti della stagione è importante stilare una analisi, sia globale che individuale, del livello tecnico dei singoli atleti.
Alcune possibili analisi per il livello in esame:

  • Analisi fisica: verificare fin da subito la presenza di disturbi fisici cronici dei singoli atleti, nonché di eventuali altre pproblemi.
  • Analisi del tocco di palla in palleggio: un semplice esercizio a coppie (possibilmente con la rete in mezzo) può mostrare la qualità del tocco mano – palla nel gesto tecnico del palleggio; si analizzeranno, oltre alla pulizia e precisione del tocco, anche la capacità di gestire parabole differenti, la forza delle mani, la posizione del corpo prima, dopo e durante il gesto tecnico.
  • Analisi del tocco di palla in bagher: un semplice esercizio di appoggio (anche a coppie) può mostrare, seppur in maniera grezza, la qualità del tocco di palla in bagher; si analizzeranno, principalmente, la qualità del piano di rimbalzo, la dinamica delle spinte e la postura iniziale, nonché la sensibilità del piano di rimbalzo e la precisione del tocco.
  • Analisi dell’attacco: questa analisi è molto complessa e si può svolgere con un esercizio di attacco a rete, sia da terra che in salto (lancio dell’allenatore di primo o secondo tempo).
  • Analisi della tecnica di muro: solitamente quasi sconosciuta a questo livello.
  • Analisi del sistema di gioco: questo test è molto importante per definire una progressione nell’evoluzione del sistema di gioco, che punta ad arrivare, entro la fine dell’U14, al gioco 6-2, tipico dell’U16. Per svolgere questa analisi è sufficiente… chiedere ai ragazzi come giocavano l’anno precedente!

Terminata questa analisi è possibile procedere con la vera e propria programmazione annuale, cablata sulle vere capacità e possibilità della propria squadra.

Definizione degli obiettivi in successione

In questo caso esistono differenti approcci. Quest’anno, insieme ad un mio amico, nonché allenatore di Bologna di un gruppo U14 maschile, Federico Dalla Casa, ci siamo seduti ad un tavolo e abbiamo stilato alcuni grafici di progressioni di lavoro per i fondamentali principali per i nostri gruppi.
Quello che volevo ottenere, in sostanza, era un derivato di una tipologia di grafici chiamati PERT/CPM, utilizzati in alcuni contesti progettuali per definire una successione di operazioni per arrivare ad un determinato obiettivo. Un grafico di questo tipo, in parole povere, modella una catena di attività, ciascuna delle quali ha una propria durata prevista e una serie di altre attività considerate propedeutiche, nel senso che l’attività corrente non può iniziare se prima non sono terminate tutte le propedeutiche. L’obiettivo è determinare i tempi minimi e massimi di inizio e fine dell’intero progetto. Contestualizzando al nostro caso, cercheremo di utilizzare alcune caratteristiche visive dei grafici sopra descritti, che ci permettano di definire, per una serie di argomenti, una successione di obiettivi tecnici in progressione. Il parametro “durata di una attività”, nel caso di un allenamento, è difficilmente predicibile, pertanto vengono anche a decadere i concetti di durate minime e massime. In generale, diciamo che l’obiettivo sarebbe quello di completare tutta la programmazione annuale entro l’anno sportivo, anche se non è detto che questo possa essere effettivamente realizzato. Un’altra grossa differenza è che non può esistere il concetto di “completamento di una attività”, poiché sappiamo bene che sarà impossibile poter affermare che tutta la squadra sappia svolgere perfettamente un particolare gesto tecnico (fatta eccezione, eventualmente, per punti propedeutici molto semplici). Si tratterà sempre di proporre esercitazioni, valutare e monitorare costantemente i progressi ottenuti e stabilire, di volta in volta e secondo criteri del tutto soggettivi, quando buona parte della squadra è pronta per proseguire con l’obiettivo successivo.
E’ decisamente più semplice da fare che da spiegare, quindi ecco un primo grafico, relativo alla progressione per il bagher didattico e di appoggio.

Progressione bagher

I rettangoli arrotondati rappresentano un gesto tecnico (uno step nella progressione), i rettangoli rappresentano richiami ad altri grafici, le frecce continue rappresentano una precondizione. Una precondizione esprime un concetto molto semplice: prima di iniziare il lavoro sul blocco successivo è necessaria (e sufficiente) una certa padronanza (o un certo sviluppo, stabilito dall’allenatore di volta in volta) su tutti i blocchi precedenti. Sotto ogni blocco ho inserito una serie di pallini, per evidenziare il lavoro dei vari mesi (da Settembre a Giugno). Ritengo che, in questa fase, esistano veramente molte versioni differenti, anche se tutte abbastanza simili, poiché ciascun allenatore può stabilire il proprio ordine di insegnamento, le proprie priorità e le proprie precondizioni. Ad esempio, noi abbiamo scelto di introdurre il bagher laterale in una seconda fase, successiva all’utilizzo del bagher frontale e angolare e parallela all’introduzione della ricezione su battuta float. Sebbene dal grafico potrebbe non sembrare, va specificato che blocchi con le stesse precondizioni non devono necessariamente iniziare nello stesso periodo temporale: ad esempio, nel mio caso, il lavoro sul muro sarà svolto più avanti nella stagione, rispetto al lavoro sull’appoggio e sulla ricezione: questo perché ritengo di avere altre priorità. Purtroppo, non abbiamo trovato un modo efficace per rappresentare questo evento, ma ritengo che non sia un grosso problema, per un motivo molto semplice: grafici di questo tipo possono rimanere così abbastanza “universali”, nel senso che, se io non cambio le mie priorità, posso non cambiare i grafici e, di anno in anno, stabilire la programmazione temporale come meglio credo.

Progressione ricezione

In questo secondo grafico sulla ricezione, oltre ad alcuni appunti tecnici (ininfluenti ai fini del grafico, ma utili per ricordare che un singolo blocco potrebbe essere scomposto in tanti blocchi paralleli), compaiono alcune frecce tratteggiate, che sono una convenzione da noi introdotta per indicare che quelle sono precondizioni, ma… potrebbero anche non esserlo! In altre parole, potremmo dire che rappresentano precondizioni abbastanza deboli, molto dipendenti da considerazioni personali in funzione del gruppo su cui si lavora e da proprie personali decisioni nel momento della stagione in cui si andrà a programmare tale obiettivo.

Di seguito la progressione per il palleggio: in questo grafico si parte dal palleggio didattico, che chiaramente avrà una durata sperabilmente molto ridotta, fino ad arrivare ad alcuni aspetti abbastanza evoluti, che riguarderanno (e forse neanche ce la faremo) solo alcuni giocatori che saranno specializzati nel ruolo di alzatore.

Progressione palleggio

Il grafico sull’attacco, mostrato di seguito, è il più complesso, poiché è l’attacco il gesto tecnico più complesso da insegnare ed apprendere. Sostanzialmente, si sviluppano inizialmente due filoni distinti (dinamica del braccio, dinamica delle gambe), che poi vanno ad unirsi nella didattica della schiacciata vera e propria. Il primo obiettivo su cui lavorerò io personalmente è quello della gestione della dinamica del braccio, ossia gestire parabole a rotazione e possibilmente indirizzate verso una zona. Quello che, per tutta la carriera dei giocatori, sarà chiamata manualità. Sono convinto che questo grafico, se fatto da 10 allenatori diversi, sarebbe 10 volte diverso e io stesso, probabilmente, potrei rifarlo diverso nel corso degli anni o anche con il proseguo della stagione. Per il momento, questo ci è sembrata un buon compromesso. E’ logico credere che i primi punti della progressione richiederanno pochi allenamenti, mentre alcuni, considerati più cruciali, richiederanno moltissimo tempo (probabilmente anni), prima di essere assimilati completamente dai ragazzi. Senza dimenticare, nel caso specifico dell’attacco, che entrano in gioco fattori fisici (forza di salto e di slancio) non indifferenti e determinanti per lo sviluppo di questa tecnica. Nelle prime fasi della didattica, ci si concentrerà sull’attacco con coinvolgimento diretto dell’allenatore, questo per garantire massima precisione dell’alzata e quindi valutazioni ridotte (o quanto meno il più possibile standardizzate) da parte degli atleti. E’ logico credere, però, che questa situazione sia abbastanza ideale, perché, con l’avvento delle partite, sarà necessario provare, seppur non per tanto tempo, il gioco 6 contro 6, che richiederà quindi anche un po’ di lavoro di attacco con gli alzatori. Queste sono comunque considerazioni abbastanza tediose e prettamente metodologiche, quindi penso si possano tralasciare o approfondire come temi di discussione.

Progressione attacco

La progressione sulla battuta parte dalla tecnica di battuta dall’alto flottante (alcuni potrebbero voler inserire, in una prima fase, la battuta a rotazione da terra), in una prima fase contro al muro (per lavorare esclusivamente sul colpo sulla palla e facilitare il recupero della stessa), per passare  velocemente al colpo con la rete in mezzo (per la gestione delle giuste traiettorie).
Le tecniche specialistiche possono essere sviluppate secondo tre filoni differenti (da cui le frecce differenti dalle solite, con punta bianca), da scegliere in base al livello dei singoli giocatori, se ritenuto opportuno.

Progressione battuta

Le progressioni su muro e difesa sono ridotte e avranno una priorità inferiore rispetto ai punti visti in precedenza. Per lo stesso motivo, si limitano agli aspetti principali di queste tecniche.

Progressione muro

Progressione difesa

Come detto, questo è solo uno dei modi possibili di programmare i propri obiettivi durante la stagione agonistica. Un altro aspetto da analizzare è l’evoluzione prevista per il sistema di gioco e, più in generale, per le capacità tattiche dei giocatori. Ritengo che a questo livello il sistema di gioco debba essere sviluppato solo in secondo piano, mantenendo gli obiettivi tecnici in progressione come obiettivo principale e fondamentale della stagione. In una prima fase ci si può accontentare di un sistema di gioco con palleggiatore al centro e muro a 1 su fase break, evolvendo poi secondo le proprie preferenze. Quello che vorrei provare è passare in fretta al gioco con palleggiatore a turno da zona 1, evolvere poi nel sistema 6-3 (penetrazione da 1 e 6), per finire, si spera, nel 6-2 entro la fine della stagione. Rispetto all’evoluzione “classica”, preferisco saltare il gioco cosiddetto 4-2 (cambio d’ala con palleggiatore in prima linea), per il semplice fatto che non voglio vincolare il mio sistema di gioco fin da subito all’individuazione dei palleggiatori.

Competenze in ricezionePosizione di attesa

Posizioni difensive

In una prima fase, la penetrazione da 1 sarà inserita solo sul primo scambio di cambio palla: in fase di ricostruzione l’alzata sarà affidata al giocatore di posto 3, o ad un qualsiasi giocatore di seconda linea. In seguito il sistema di gioco evolverà così:

  1. Individuazione di 5-6 potenziali alzatori
  2. Passaggio al sistema di gioco 6-3
  3. Passaggio all’alzata dopo penetrazione anche in fase di ricostruzione
  4. Passaggio al sistema difensivo 2-1-3
  5. Passaggio al sistema di gioco 6-2

Infine, è anche importante procedere ad una programmazione fisica, che deve anzitutto tenere conto dell’età degli atleti e delle rispettive capacità motorie sensibili in questa fascia di età. In generale, il tempo da dedicare agli aspetti fisici deve essere non eccessivo. In questa fase, senza entrare troppo nello specifico, può valere la pena spendere del tempo nell’allenamento di alcune capacità coordinative e di rapidità. Il lavoro sulla forza, a carico prevalentemente naturale o con minimi sovraccarichi (elastici, bottigliette d’acqua riempite di sabbia e così via), deve avere come obiettivi principali la prevenzione e l’insegnamento della tecnica esecutiva dei principali esercizi di muscolazione. La prevenzione rivestirà un ruolo importante, con esercitazioni propriocettive e di forza, nonché con l’introduzione di alcuni esercizi compensativi.

Definizione dei modelli tecnici da adottare

Sebbene sia convinto del fatto che ogni allenatore abbia bene in mente i propri modelli tecnici da insegnare alla propria squadra, io preferisco comunque prepararmi uno scritto, che riassuma i punti principali dell’esecuzione tecnica dei principali gesti che andremo a sviluppare durante la stagione. In questo modo raggiungo un duplice obiettivo: per prima cosa ho un materiale da consultare durante l’anno, per farmi tornare in mente eventuali sfumature di cui magari mi stavo dimenticando in un dato periodo; inoltre, in questo modo, posso ragionare sui vari fondamentali e costruirmi una dispensa dettagliata, da evolvere nel tempo, anche grazie all’ausilio di altri materiali didattici, rispolverando così continuamente la teoria della tecnica.
Per essere semplice, ma non semplicistico, per i principali gesti tecnici di mio interesse, scrivo due parti: in primis, una cronologia esecutiva del gesto, con i punti chiave della tecnica di ogni fase; poi una serie di quattro-cinque punti chiave al massimo, che io considero le priorità, in ordine di importanza.
Per esempio, ecco il mio schema per il bagher d’appoggio frontale:

Successione degli eventi

  1. Posizione d’attesa
    • Posizione media pronti a partire
    • Mani libere in avanti o sulle ginocchia (per favorire lo sbilanciamento in avanti)
  2. Spostamento
    • Spostamento con “ombelico sempre alla stessa altezza
    • Passi piccoli e rapidi possibilmente senza incrociare
    • Braccia in avanti, distese ed extra – ruotate
  3. Postura
    • Un piede leggermente più avanti dell’altro (piedi sfalsati di mezzo piede)
    • Braccia unite direttamente sulla palla e non spostate unite
    • Piano di rimbalzo ampio, polsi extra – ruotati e verso il basso, spalle tirate in avanti (“scaldarsi le orecchie con le spalle“)
  4. Colpo
    • Microspinta di braccia e, se necessario, di gambe
    • Didattica con impugnatura mano forte che impugna debole o viceversa
  5. Terminazione
    • Mantenimento dell’impugnatura
    • Accompagnamento della palla con il corpo

Aspetti prioritari

  1. Creazione di un piano di rimbalzo efficiente
  2. Corretta creazione del piano di rimbalzo
  3. Corretta sequenzialità delle fasi
  4. Postura abbandonabile
  5. Spostamento efficiente

Altre programmazioni

Terminata la programmazione annuale, è possibile stabilire come suddividere l’anno in macrocicli, ognuno dei quali verrà programmato nei singoli contenuti.

6 commenti su “Programmazione annuale U14 maschile”

  1. Ciao Andrea, inanzitutto in bocca al lupo.
    Allenare queste fasce d’età è sempre un grande stimolo, perchè ritengo che la società ha enorme stima del tecnico, quando gli affida i giovanissimi.
    Comunque, mi sento di consigliarti in base alle mie esperienze con l’U14 di tenere sempre presente che questi gruppi sono aperti….cioè in qualsiasi momento della stagione arriva qualcuno che devi inserire, altra cosa io mi sono limitato a prendere spunto dai DVD di Ilario Bonandi “il gioco della schiacciata” e “pallavolo a scuola” ed. calzetti-mariucci per quanto riguarda la parte tecnica, ma una cosa importante è l’attività motoria…tantissimi esercizi per lo sviluppo della coordinazione!……poi l’aspetto psicologico….si devono divertire al massimo!
    Ciao!!!!!

  2. Ciao Andrea in bocca al lupo per la tua nuova avventura. Io sono “neo-patentata” e per caso ho trovato il sito, lo trovo molto interessante e ricco di spunti anche per la mia formazione. Non credo di poter dare consigli, però posso dire che questa programmazione è esauriente e dettagliata. Sicuramente un ottimo punto di partenza!

  3. ciao, complimenti per il piano!

    Mi piacerebbe poter dire che servirà anche a me ma la mia squadretta U13 ha molti più problemi base per cui un piano così mi riuscirebbe in 3 anni

  4. ottima programmazione…con i maschi ho davvero avuto poco a che fare ma sto seguendo gruppi di bambine della stassa età,l’unico consiglio che mi sento di darti è che facilmente i bimbi perdono l’attenzione(molto più dei ragazzi di under16 e under18)quindi per quanto tu possa avere tanti obiettivi illustra loro solo i piu’ importanti pochi per volta ripetendo i gesti tecnici o le posizioi a cui loro devono fare attenzione.gli errori più difficili da togliere sono quelli assumono nell’adattare un gesto per riuscire megli(per mancanza di forza,coordinazione)e non è facile per loro( ma è allenabile) autocorreggersi dopo ogni esecuzione!

  5. Ciao Andrea, complimenti per il sito. Ti volevo chiedere, se esiste, come si compone un progetto biennale da mostrare alla società? Riguardo obiettivi da raggiungere, stime future fino alla fine del progetto, etc..?
    Grazie

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