Archivio per Febbraio 2009

L’obiettivo di questa (breve) serie di articoli è l’illustrazione di alcuni elementi strategici e di organizzazione del gioco pallavolistico. Si tratta di esempi che guardano verso l’alto livello, pur non essendo dei modelli fedeli delle massime serie nazionali ed internazionali. Si tratta, più che altro, di alcune chiavi di lettura per comprendere meglio alcuni schemi e situazioni di gioco. Dopo questo articolo introduttivo, seguiranno un articolo dedicato alla fase cambio palla ed uno sulla fase break point. In questo articolo si presentano le convenzioni utilizzate nei prossimi articoli e viene illustrata una teoria, quella delle eccezioni, cui si farà molto riferimento in seguito. Si presentano inoltre due eccezioni tipiche e generali dell’azione pallavolistica.

La pallavolo, ma gli sport di situazione in generale, sono caratterizzati da aspetti puramente tecnici (sapere come giocare) e da aspetti strategico-tattici (sapere cosa fare). L’obiettivo conclusivo è mescolare in modo sensato queste due capacità per arrivare ad una prestazione il più possibile vincente (dove con “vincente” non si deve intendere eslcusivamente il risultato della partita).

L’obiettivo che ci poniamo (ma che, come vedremo, non è fisicamente raggiungibile) è quello di schematizzare e discretizzare il gioco, al fine di codificare tutte le situazioni possibili e proporre strategie valide per contrastare l’avversario. In altre parole, cercheremo di capire come funziona il gioco pallavolistico moderno. Chiaramente, questo compito è impossibile, per il semplice fatto che le situazioni che possono capitare durante un’azione sono teoricamente infinite ed è quindi impensabile, per noi, classificarle e codificarle tutte.

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RicercaIn questo articolo verranno presentate alcune nozioni elementari relative allo studio dell’avversario. L’obiettivo è decisamente più “giornalistico” che tecnico, nel senso che verranno presentati esempi concreti e concetti del tutto generali.

Lo studio dell’avversario riveste importanza crescente in misura direttamente proporzionale al crescere del livello. In linea generale, possiamo considerare che ciascun giocatore di livello medio-alto abbia determinate caratteristiche proprie (determinate dalla propria storia, dalla propria esperienza, dalla propria tattica individuale) e differenti, almeno in parte, da quelle degli altri. A basso livello è solitamente sufficiente adottare una strategia di gara “generale”, valida per qualsiasi avversario ci si contrapponga (salvo poi effettuare eventuali aggiustamenti tattici durante la partita), mentre a livelli più alti è necessario lavorare anche a priori su una gara e sui singoli giocatori che andremo a fronteggiare.

Lo studio dell’avversario viene generalmente effettuato a priori, attraverso la visione di differenti video di partite dell’avversario. Dopo il processo di studio, effettuato dallo staff tecnico, si deve arrivare alla costruzione dei cosiddetti fogli-gara, il mezzo attualmente più utilizzato per trasmettere i risultati delle proprie analisi ai propri giocatori.

Chiaramente, il processo che va dall’acquisizione dei video alla stesura dei fogli gara non è atomico, bensì suddivisibile in alcune fasi principali: l’obiettivo iniziale è quello di trovare delle costanti nel modo di giocare degli avversari. Il passaggio successivo, per ogni allenatore, è quello di prendere decisioni in merito alla strategia di partenza da adottare. L’ultimo punto, da non trascurare assolutamente, è quello di decidere come comunicare i propri risultati ai propri giocatori.

Fasi dello studio avversario

L’aspetto comunicativo è considerato molto importante anche ad altissimo livello (ne ha parlato anche Massimo Barbolini nel corso di Aggiornamento Nazionale 2009); ciò che dobbiamo tenere presente è, essenzialmente, il fatto che non è assolutamente possibile illudersi che i giocatori ricordino tutte le informazioni viste o sentite per pochi minuti dai propri allenatori. Specialmente nei momenti più importanti della gara, dove la tensione è alta, è molto facile che le informazioni non assimilate vengano dimenticate. Questo ha due dirette conseguenze:

  • E’ necessario fornire solo le informazioni veramente importanti;
  • E’ necessario ricordare durante la gara ai propri giocatori ciò che è necessario.

Le fasi di studio e scelta devono essere fatte in base a due aspetti:

  1. Quali sono le caratteristiche degli avversari?
  2. Quali saranno le probabili scelte strategiche che adotteranno per giocare contro di noi?

In particolare, il secondo aspetto intende focalizzare l’attenzione sul fatto che, così come noi studiamo l’avversario, lo stesso farà un’analisi del nostro sistema di gioco. Alcune considerazioni consequenziali:

  • Dobbiamo conoscere perfettamente la nostra squadra e i nostri punti deboli;
  • Dobbiamo provare ad intersecare i nostri punti deboli con i loro punti di forza e preparare eventuali aggiustamenti tattici.

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Volleyland 2009Quando un evento è veramente un evento memorabile, penso sia giusto parlarne. E Volleyland è decisamente stato un evento da ricordare. Non ho avuto modo di assistere completamente alla due giorni di Forlì, ma solo al pomeriggio del secondo. Uno spettacolo entusiasmante: tantissime persone, tantissimi bambini, gli stand delle società, i grandi campioni in giro tra gli altri, tanti campi per i più piccoli, dove giocare, divertirsi e passare del tempo insieme.

E poi non posso non parlare della meravigliosa coreografia delle due finali di Tim Cup A1 e A2 maschili. Quando entri nel Palafiera e raggiungi gli spalti, fai due passi e ti trovi improvvisamente davanti il taraflex tricolore, è veramente uno spettacolo da lasciare senza fiato per un istante. Palazzetto in piedi, squadre schierata e metà campo e inno nazionale a tutto volume: altro spasmo. Assistere poi a due belle partite (quella di A2 non tanto, a dire il vero, ma quella di A1 senza dubbio) in un palazzetto stracolmo di persone, due tifoserie fantastiche e leali, due squadre che combattono punto a punto per un obiettivo, credo possa ripagare abbondantemente i soldi (10€, cifra decisamente abbordabile, se si pensa che un evento del genere in sport più “blasonati” potrebbe costare decisamente di più) e la lunga coda per uscire dal palazzetto. Voglio citare, per completezza, le simpatiche iniziative di time out e intervalli tra set: una banda che suonava, il lancio di oggetti e regali per tutto il palazzetto (attraverso una specie di “cannone”), le ragazze della Kinder con merendine in omaggio per tutti gli spettatori. E bisogna poi parlare della grande mole di bambini, felici e giocosi in giro per il palazzetto, a giocare con le tante miniBall che erano in vendita nei vari stand, che contribuiva in maniera decisamente significativa ad animare positivamente le giornate.

Macerata ha vinto la finale di Coppa Italia di serie A1. Una bella partita, con un Vermiglio in forma stratosferica (credo che anche chi sia a digiuno di pallavolo possa aver apprezzato alcuni gesti tecnici notevoli, come un paio di alzate dietro ad una mano decisamente spettacolari) e una squadra in grado di interpretare al meglio una partita certamente molto difficile. Per una volta non ho voluto fare alcun tipo di analisi, ma semplicemente godermi lo spettacolo, per poterlo poi raccontare a chi non ha avuto la fortuna di essere presente.

Ma Volleyland non è stata solo pallavolo giocata: si è infatti tenuto il consueto Aggiornamento Nazionale per allenatori di Serie B, cui hanno partecipato alcuni colleghi che conosco. Come sempre, credo che gli aggiornamenti debbano essere visti come un’opportunità per crescere insieme, per imparare ogni anno qualcosa di nuovo. Per esempio, mi è stato raccontato di come Bracci abbia parlato della rincorsa dell’opposto (tema già discusso in questo blog), spiegando come per lui, su palla alta, questa debba essere dall’interno verso l’esterno del campo: il colpo forte è sulle mani esterne del muro, i colpi interni devono essere realizzati in intrarotazione. Un’ipotesi di cui nel mio articolo e nei relativi commenti non si era parlato molto.

Questo, e molto altro, è stato VolleyLand 2009. Un consiglio, per gli anni prossimi: se ne avrete l’occasione, fatevi questo viaggio, ne vale davvero la pena.

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