Archivio per Giugno 2008

Gli schemi di muro assumono una importanza notevole nella pallavolo odierna, dove il gioco è sempre più rapido ed imprevedibile. Bisogna ricordare il principio fondamentale:

Non esiste uno schema di muro senza corrispettiva correlazione con il sistema difensivo.

In questo articolo verranno illustrati gli schemi a muro maggiormente utilizzati e saranno citati, senza troppi approfondimenti, i rispettivi schemi difensivi. Anzitutto, è bene fare una premessa, così come è stata fatta per gli schemi d’attacco: le informazioni sono codificate con simboli noti a tutta la squadra, ma che possono però variare da team a team. Questo articolo, pertanto, si limita ad illustrare solo alcune delle possibilità che si possono ritrovare nella pallavolo giocata. Infine, una precisazione: gli scopi di questo articolo sono prevalentemente illustrativi, ossia si cercherà di mostrare una panoramica di tutti gli schemi più utilizzati. La vera utilizzazione e la vera strategia di gara, invece, non è discussa in maniera approfondita, anche se sono presenti alcune indicazioni ed alcune tendenze.

Gli schemi di muro riguardano essenzialmente quattro aspetti:

  • Sistemi collettivi di muro
  • Schemi dei laterali
  • Schemi del centrale
  • Eccezioni e adattamenti

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Mediante una semplice Scoutizzazione Meriti - Demeriti, unita ai dati forniti dalla LegaVolley, è stato possibile svolgere una semplice, ma interessante, analisi delle modalità di conquista e perdita dei punti, durante le finali nazionali Under 18 maschili, svoltesi a Bologna dal 12 al 15 giugno 2008.

Scopi dell’analisi

Gli scopi dell’analisi devono essere chiariti fin dall’inizio: l’intento è quello di capire in che modo vengono fatti e subiti i punti, al fine massimo di determinare un modello prestativo riguardante la categoria analizzata. Questo dovrebbe essere il valore a cui tendere, quando si lavorerà con una squadra giovanile U18 maschile.

Quindi, in linea di principio, non esistono dati particolarmente attesi: l’indagina ha anzitutto uno scopo conoscitivo e di pura analisi, non di verifica.

Tuttavia, si potrà cercare di capire quanto sia evoluto il livello di gioco in Under 18 maschile, quanto sia tendente all’alto livello.

Modalità di indagine

L’indagine è stata svolta con carta e penna, durante sei gare. In seguito, i dati sono stati riportati in appositi fogli di calcolo predisposti e sono state calcolate le informazioni ritenute necessarie.

Per svolgere la rilevazione, sono stati seguiti questi principi:

  • Vengono segnati solo gli eventi che generano il termine dell’azione.
  • Ogni ace è considerato punto per chi ha battuto, ogni palla effettivamente toccata dal ricettore, ma con esito negativo (tribuna) è considerato errore in ricezione.
  • Ogni mani-out è considerato punto dell’attaccante. Ogni errore su palla lenta è invece attribuito al muro.
  • Quando un’azione termina con un attacco dopo più rigiocate, si considera sempre contrattacco, come è logico che sia da un punto di vista tecnico. Quindi, l’analisi dei punti non indica quanti punti vengono fatti in fase cambio palla e quanti in fase break, quanto più il numero di punti per tipologia tecnica.
  • Sono considerati errori gravi tutti gli errori non tecnici e quelli assolutamente da azzerare: doppie, trattenute, invasioni a muro, aeree, d’attacco, in battuta.
  • I tocchi di seconda del palleggiatore sono considerati attacchi o contrattacchi a seconda della situazione, come già spiegato.

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Dopo una finale intensa, combattuta e veramente bella da vedere, la Sisley Treviso si è aggiudicata il titolo di Campione Italiano U18 Maschile. Un 3-1 che ben poco fa intendere, rispetto a quanto la partita sia stata in effetti combattuta punto su punto, azione dopo azione.

E dire che la Sisley non era partita poi così bene: terzo posto nel proprio girone, dietro a Brugherio (vera sorpresa del torneo) e Trento. Da lì in poi, solo vittorie, fino al meritatissimo ultimo punto nella finalissima, svoltasi a partire dalle 17.30 circa in quel del Palasavena, che già aveva ospitato, con successo, le Final Eight di Coppa Italia femminile, a marzo.

Non entrerò troppo nella cronaca, anche perché tutti i risultati sono disponibili e rimarranno tali sul sito ufficiale della Legavolley (link diretto ai risultati di uno dei gironi).

Vorrei invece sfruttare questo spazio per una riflessione sulla pallavolo giovanile maschile, su cui soffia aria di crisi (almeno dalle mie parti), ma che riesce ad esprimersi a livelli altissimi in giro per l’Italia. Ho fatto una analisi su 6 partite (le 4 finali, più 2 semifinali) in merito ai punti fatti e subiti: qualcuno, in effetti, mi guardava un po’ incuriosito, un semplice visitatore sugli spalti con carta e penna, ma fa lo stesso. I risultati saranno chiaramente pubblicati su questo spazio, nei prossimi giorni. L’analisi riguarda il modo di fare e subire punto delle varie squadre, in modo da verificare anche il conteggio degli errori.

Credo che, per chi desideri allenare nel giovanile, sia importante analizzare il proprio riferimento. Perché, senza girarci troppo attorno, la finale nazione è il riferimento per il lavoro con ogni gruppo di quell’età. Il livello a cui dobbiamo puntare. Sono stato un po’ sorpreso dello scarso interesse dei molti giovani allenatori della provincia: per lo più, ho visto solo “grandi nomi” tra gli allenatori dell’Emilia Romagna.

Avendo visto più di 10 partite nei vari giorni, posso buttare giù qualche idea che ho ritrovato sistematicamente, per iniziare la modellizzazione. Partiamo con gli aspetti tattici:

  • Sistema di gioco 5-1
  • A muro, ricostruzione spesso affidata al centrale od al libero (escludendo l’alzatore, si intende)
  • In cambio palla, gioco rapido sia esternamente (Super, anche se alcune squadre usavano una palla più morbida), primi tempi avanti e dietro al palleggiatore, tesa al centro.
  • In fase break, importanza dell’attacco di palla alta
  • Muro a due sistematico, spesso a tre in fase di ricostruzione
  • Chiamata degli schemi offensivi
  • Chiamata degli schemi a muro, utilizzo dei metodi di lettura ed opzione, tattica dell’opzione 4

Proseguiamo ora con gli aspetti tecnici:

  • Servizio in salto per quasi tutti i giocatori (sia Jump Floating che Jump, anche se non necessariamente molto forzati)
  • Capacità di direzionare i colpi dalla zona 4 verso tutte le zone
  • Capacità di direzionare i colpi dalla zona 3 verso tutte le zone
  • Pochi colpi in parallela da zona 2

Una delle prime osservazioni che mi è capitato di fare, ieri, è stata riguardo all’importanza dell’opposto. Non credo sia un caso il fatto che le prime 4 squadre classificate abbiano avuto in campo un opposto decisamente incisivo (22 punti a testa per Santin di Treviso e Rossi di Roma in finale, per non parlare dell’opposto di Milano, vero punto cardine della squadra).

Riguardo all’aspetto fisico, è innegabile come già in Under 18 la tendenza sia quella di avere giocatori sempre più alti.

L’aspetto tecnico più critico, chiaramente, la ricezione. La tendenza è sempre quella di utilizzare il più possibile il palleggio e, infatti, i bagher di ricezione sono spesso stati imprecisi o, addirittura, fallosi.

Per il momento è tutto, a breve pubblicherò i risultati della mia analisi.

Si stanno svolgendo da ieri, in provincia di Bologna, le finali nazionali di Under18 Maschili.

Fino a stasera assisteremo alla fase eliminatoria:

Girone M (Palasavena, San Lazzaro di Savena)

  • Sisley Treviso
  • Diavoli Rosa Brugherio
  • Dinamis Falconara
  • Itas Diatec Trentino

Girone N (Palasport di Ozzano dell’Emilia)

  • Tonno Callipo Vibo Valentia
  • S. Anna Pescatori Torino
  • Lube Banca Marche Macerata
  • Msc Crociere Napoli

Girone O (Palasport di Castenaso)

  • M. Roma Volley
  • Brebanca Lannutti Cuneo
  • Virtus Volley Fano
  • Stadium Mirandola

Domani inizieranno le fasi eliminatorie, per stabilire i primi verdetti e arrivare pronti a Domenica per le finali dall’ottavo al primo posto, che si svolgeranno tutte al Palasavena (proprio dove si è svolta la Final Eight di Coppa Italia Femminile). Il livello che ho visto fino ad oggi è stato veramente buono e mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di non perdersi i grandi match che ci attendono domenica pomeriggio.

Per tutti i dettagli ed i risultati in tempo reale, collegarsi a LegaVolley.

Ebbene, con grande stupore sono venuto a scoprire che sono in via d’arrivo, ufficiali per la Stagione 2009/2010, delle novità piuttosto consistenti per quanto riguarda l‘iter formativo degli allenatori di pallavolo. Vado, per prima cosa, a mostrare le tabelle comparative, per poi scendere in un commento.

Normativa Attuale (in vigore fino alla Stagione 2008/2009 compresa)

Qualifica Ruolo Giovanili Prima, Seconda, Terza Divisione Serie C-D Serie B2 Serie B1 Serie A2-A1
Allievo
(TEMPORANEO)
1° All
Allievo
(TEMPORANEO)
2° All
Primo Grado 1° All
Primo Grado 2° All
Secondo Grado 1° All
Secondo Grado 2° All
Terzo Grado 1° All
Terzo Grado 2° All

Normativa Nuova (in vigore dalla Stagione 2009/2010)

Qualifica Ruolo Giovanili Prima, Seconda, Terza Divisione Serie C-D Serie B2 Serie B1 Serie A2-A1
Allievo
(DEFINITIVO)
+
PRIMO LIVELLO
GIOVANILE
1° All Solo U14
di società con massimo la serie D
Solo
Terza e Seconda Divisione
Allievo
(DEFINITIVO)
+
PRIMO LIVELLO
GIOVANILE
2° All Solo U14
di società con massimo la serie D
Solo
Serie D
Primo Grado
+
PRIMO LIVELLO
GIOVANILE
1° All Solo
in società con massimo la serie B1
Primo Grado
+
PRIMO LIVELLO
GIOVANILE
2° All Solo
in società con massimo la serie B1
Secondo Grado
+
SECONDO LIVELLO
GIOVANILE
1° All
Secondo Grado
+
SECONDO LIVELLO
GIOVANILE
2° All
Terzo Grado 1° All
Terzo Grado 2° All

Come vedete, le modifiche sono piuttosto consistenti: viene anche specificata questa carica aggiuntiva, “Livello Giovanile“, di cui ho trovato, al momento, poche informazioni. So solo che verrà resa obbligatoria a tutti i corsi, e sarà data d’ufficio solo a chi ha già svolto corsi di specializzazione appositi.

Riguardo all’ordine temporale, queste sono le indicazioni:

  • Anno 1: Allievo Allenatore
  • Anno 2: Possibilità da subito di fare il Primo Grado
  • Anno 3: Aggiornamenti
  • Anno 4: Secondo Grado
  • Anno 5: Aggiornamenti
  • Anno 6: Terzo Grado

Iniziamo con le considerazioni sull’Allievo Allenatore. Ruolo che, finalmente, diventa definitivo. Questo vuol dire che non sarà necessario fare il corso di Primo Grado dopo due anni. Quindi, giustamente, la FIPAV elimina quella strana serie di vicende per cui alcuni erano indotti a pensare che l’Allievo Allenatore fosse solo un modo per guadagnare soldi. Rimango comunque della mia idea, già esposta in passato: dovrebbe esistere una forma di “legalizzazione” dei tanti assistenti aspiranti allenatori minorenni. Qualcosa che permetta di fare da secondo allenatore già da sedici anni. Troppo piccoli? Beh, però gli arbitri possono iniziare a quell’età (o almeno, fino a tre anni fa era sicuramente così, ora non saprei dire se sia cambiato). Aspetto curioso è il fatto che venga tolta la Prima Divisione: è davvero così necessario distinguere? In compenso, è possibile fare il secondo fino alla Serie D.

Passiamo ora al discorso sulla serie B1, che potrà essere allenata solo da Terzo Grado (e secondo allenatore di Secondo Grado). In effetti, la differenza di livello (sia di gioco, sia societaria) tra B2 e B1 si nota. Ma, se devo essere sincero, credo che il “togliere” la B2 ai secondi gradi abbia come principale intento quello di dare finalmente un senso al Terzo Grado, che, francamente, al momento mi pare piuttosto privo di utilità effettiva (ci sono meno di 60 società in Serie A tra maschile e femminile, e una trentina di nuovi Terzi Gradi ogni anno, destinati a non utilizzare appieno il proprio titolo). Però, si creerà ora quella strana vicenda che successe qualche anno fa, con il passaggio dai due livelli ai quattro: un allenatore di secondo grado, attualmente in B1, da un anno all’altro si ritroverà disabilitato. Un po’ come se il “signor FIPAV” dicesse: “Salve, lei ha allenato in B1 fino ad oggi, ma secondo noi ora non è più capace e ha bisogno di un nuovo corso“.

Ora la questione che più mi rammarica: la nuova modifica sulle giovanili. Con l’allievo solo fino agli Under14 delle squadre senza prime squadre “forti”, quasi a dire che se uno non ha una buona prima squadra, allora può essere allenato anche da chi allena da poco. Poi ancora distinzioni su distinzioni. Un po’ imbarazzante, direi. Siamo onesti: le società di serie A, sapranno pur decidere in piena autonomia a chi affidare il proprio settore giovanile, così prezioso per non soccombere alle ingenti spese dell’alto livello? E poi, volete forse dirmi che al corso di Secondo Grado verranno affrontati temi specifici in merito alle “giovanili delle squadre di serie A“? Bisogna essere coerenti, quando si fanno le cose: se stabiliamo distinzioni di questo tipo, bisognerà poi trovare un filo logico nel processo formativo. Ovvero, nell’allievo dovrà essere spiegato come gestire un Under14 “senza pretese”. Al primo grado come gestire giovanili fino al medio-alto livello. Al secondo grado anche le giovanili dorate. Ci riusciranno? Altra questione: dove si dovrebbero inserire il MiniVolley e l’Under 13, nel processo formativo?

Infine, un ultimo appunto, con cui chiudo. La questione delle deroghe. Non voglio criticare, perché io stesso ho fatto uso di deroghe l’anno scorso, mentre quest’anno mi è stata negata senza pietà (curioso come, invece, pare che siano state date deroghe piuttosto consistenti anche ad altissimo livello!!!). Ad ogni modo, con una così specifica divisione della formazione, sembra quasi che l’intento della FIPAV sia quello di mettere un grosso freno. Sarò sincero: credo che non ce la faranno mai. Ci sono troppe realtà piccole che hanno bisogno degli Allievi Allenatori. Ancora, per essere beffardo: ci sono anche realtà di alto livello che, evidentemente, ne hanno bisogno. Del resto, sempre meglio una deroga, piuttosto che un grado regalato, vero?

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