Causa grave problema, si sono cancellati i vecchi contenuti. Vedrò il da farsi.
Chiedo scusa per il disagio.
Archivio per Aprile 2008Causa grave problema, si sono cancellati i vecchi contenuti. Vedrò il da farsi. Chiedo scusa per il disagio.
08
04
2008
Appunti per la stesura della relazioneScritto da: Andrea Asta in Allenamenti - Stampa
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Riparto dal precedente scritto per iniziare a buttare giù qualche idea. Alla fine mi sono deciso e lavorerò con un gruppo Under 18 maschile. E’ il mio campo di lavoro e posso avere un riscontro effettivo. Cerchiamo di buttare giù due idee creative:
Moduliamo il carico di lavoro per una seduta da Mercoledì/Giovedì (allenamento 2 di 3) da 120 minuti:
Il riscaldamento fisico non è parte che mi interessi al momento, sarà la conclusione del mio lavoro. Il riscaldamento tecnico sarà un circuito di lavoro per il bagher e per il servizio. Due giocatori in ricezione nelle Zone 5 e 1. Un lanciatore da Z1 fa un lancio in una delle due zone. Un giocatore alza preciso alto in Z4, recupera la palla al volo e corre in fila a lanciare. Un giocatore fuori dal campo dietro ai ricevitori sta in attesa ed entra al posto di chi ha ricevuto. Chi ha ricevuto va ad alzare. Chi ha lanciato va in attesa. Ultimi minuti con servizio. L’analitico e sintetico verterà sulla ricezione di diverse tipologie di palloni. La parte sintetica fungerà anche da riscaldamento tecnico per l’attacco La parte globale, infine, verterà su un lavoro specifico sui vari giri di ricezione, con particolare attenzione e correzione degli errori più frequenti in partita, specialmente nei giri sopra citati come deboli.
06
04
2008
Ancora sull’errore nelle giovaniliScritto da: Andrea Asta in Giovanili, Rubrica di Andrea Asta - Stampa
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Recenti vicende mi hanno portato a meditare nuovamente sull’errore nelle giovanili. Sto cercando di elaborare un pensiero, ma non è facile, questa volta. Mi è stato obiettato che tollero troppo l’errore, specialmente in attacco. Allora, non credendomi io il detentore della verità assoluta, mi sono posto il dubbio e ricomincio la meditazione. Le domande di riferimento per una possibile discussione, sono:
Io ho sempre pensato che, a costo di perdere qualche partita in più, i ragazzi debbano imparare fin da ragazzi a sentire il proprio colpo forte. I colpi lenti sono colpi che, a mio avviso, si devono imparare da piccolini, quando si lavora molto sulla tattica individuale, oppure d’estate, quando si gioca 2vs2 o 3vs3, magari sulla sabbia. C’è da aggiungere che i colpi lenti non sono difficili da imparare, è difficile capire come mascherarli fino all’ultimo. Il colpo d’attacco forte, invece, è molto difficile e richiede, a mio avviso, molto tempo per essere digerito. Ed è proprio per questo che, in ottica futura, io insisto molto di più sul colpo forte, piuttosto che sul colpo lento. La mia filosofia è: “Palla bella si tira, palla brutta non si sbaglia“. Sono stato un po’ sintetico ed impreciso, me ne rendo conto, ma vorrei che la discussione ripartisse dai commenti di altri allenatori.
03
04
2008
Quando forzare la battutaScritto da: Mattia Natale in Fase BP, Tattica - Stampa
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Uno dei tanti problemi tattici che entrano in gioco durante una partita è su come battere in determinate situazioni. Senza dilungare troppo con tanti esempi e supposizioni, prendiamo in considerazione un caso che mi è capitato spesso di vedere: siamo in battuta sul 23-24 o 24 pari, cosa facciamo? Forziamo la battuta o no? Ci sono tantissimi fattori che possono influenzare la nostra scelta:
Queste sono alcune delle domande che su due piedi vengono in mente. Come dobbiamo comportarci quindi? Possiamo stilare una specie di tabella comparativa? Quali di questi fattori sono i più determinanti? Sicuramente il primo errore che possiamo fare è sbagliare la battuta. Non ci da alcuna possibilità di rigiocata ed è punto diretto agli avversari. Ma se ho un battitore forte vale la pena di rischiare? Quando ne vale la pena? Ad esempio nel mezzo del set o a inizio set sicuramente cercherò di sfruttarlo in battuta se in questo fondamentale è molto efficiente. ma su un 24 pari? Passando a guardare l’aspetto della ricezione: di la ho la ricezione in crisi, stanno facendo acqua da tutte le parti. Ha senso rischiare una battuta quando basterebbe mettere la palla nell’altro campo dove già c’è una situazione di crisi? Lo stesso discorso si può fare per l’attacco: gli avversari hanno un giro di attacco debole, ha senso rischiare la battuta quando sappiamo che l’attacco nell’altro campo ha fatto pochi punti? Per il muro/difesa? Possiamo affidarci a questo binomio per contenere un attacco? Inoltre mi pongo quest’altro quesito: varia il concetto nell’ambito della pallavolo maschile e in quello della pallavolo femminile? Ad esempio se guardiamo l’efficienza in attacco delle bande/opposti c’è un enorme differenza fra maschile e femminile. Attendo opinioni. Mattia |