Si considera spesso il metodo globale la pancea di tutti i mali. Normalmente, si schematizzano gli effetti dei diversi tipi di allenamento in questo modo:

  • ANALITICO: Correttezza tecnica in situazione standardizzata
  • SINTETICO: Correttezza tecnica in situazioni di media variabilità
  • GLOBALE: Applicazione delle tecniche apprese in gioco

A questi si affiancano direttamente alcuni esempi:

  • Una squadra che salta l’analitico, giochicchia a casaccio e può vincere solo contro squadre tecnicamente mediocri come lei
  • Una squadra che salta il sintetico, fa bene i gesti tecnici a secco, giochicchia, ma in gioco non riesce ad applicare le tecniche apprese con l’analitico
  • Una squadra che salta il globale, ha ottimi giocatori da laboratorio, ma che non riescono ad applicare le tecniche apprese alle miriadi di situazioni differenti che si presentano in gioco
Tipologie Allenamento

Sussiste, a mio avviso, un secondo problema, da non sottovalutare: il problema della continuità. Mentre tutti parlano e riparlano del problema delle ripetizioni, che è il vero motivo d’essere dell’esercitazione sintetica, nessuno pone mai l’accento su questo aspetto.

Globale Efficace

Con il termine continuità si intende la caratteristica per cui la palla è in gioco per una quantità di tempo “sufficiente”, compatibile con il livello da allenare, ed è condizione necessaria affinché sia possibile garantire un allenamento tecnico insito all’allenamento globale.

Ora, prendiamo una squadra U14, maschile o femminile, con poca esperienza alle spalle. Diamo loro una palla e diciamo di giocare. Prima battuta a rete. Seconda battuta, ace. Terza battuta, ace. Finalmente si riceve, l’alzatore alza impreciso, attacco a rete. E’ chiaro a tutti, spero, che questo è profondamente disallenante. Badate che non ho detto “non allenante”, ho proprio utilizzato il termine disallenante. Perché allenarsi male non porta solo ad un mancato miglioramento, quanto addirittura ad un peggioramento.

Ritengo sia importante modulare le tipologie di esercitazioni anche e soprattutto in base al livello a cui si lavora. Ma non solo. E’ necessario che il globale non sia visto come “gioco libero”, ma come “esercitazione 6 contro 6“: invece di fare azioni complete, si può pensare di far partire il gioco da un appoggio su battuta facile da sotto dell’allenatore, oppure partire con un attacco su lancio dell’allenatore, da un’alzata e così via. E’ necessario creare i presupposti per creare delle azioni che siano veramente allenanti per il nostro gruppo.

Ecco, di seguito, solo alcuni esempi di esercitazioni, legate all’allenamento di un fondamentale, per squadre di livello medio-basso, quindi non in grado di allenarsi specificatamente su un determinato fondamentale, partendo da un’azione completa:

  • Allenamento della ricezione: la battuta sbagliata non comporta punto a chi riceve, ma la possibilità di giocare una free ball dell’allenatore.
  • Allenamento dell’attacco: la palla è lanciata precisa dall’allenatore direttamente all’alzatore.
  • Allenamento della difesa: la palla è attaccata dall’allenatore sulla difesa, oppure lanciata ad un attaccante.
  • Allenamento della ricostruzione: free ball alla squadra avversaria, che ha solo 2 tocchi per giocarla (distinzione tra effettiva free ball e palla difficile).

Se il livello è medio, si può pensare di giocare le partite “a conferma“: si gioca un’azione normale, che determina solo il servizio successivo, mentre il punto va guadagnato con una seconda palla vincente, diversa a seconda del tipo di allenamento (vedere sopra). Ad ogni modo, non è affatto detto (anzi, quasi mai è vero) che il puro e semplice gioco libero sia allenante.

Punto cruciale per il successo di un’esercitazione globale è la definizione del sistema di punteggio, che deve essere:

  • Realistico
  • Centrato sull’obiettivo tecnico dell’allenamento
  • Equilibrato

Il termine equilibrato merita una maggiore spiegazione: infatti, normalmente, il globale viene svolto titolari contro riserve. Questo è motivato dal fatto di poter creare dei meccanismi e degli automatismi all’interno della squadra titolare, per non dover improvvisare nulla il giorno della gara. Per poter giocare in modo efficace, tuttavia, è necessario che per le riserve non si tratti di una “missione impossibile”, ma che la gara si mantenga equilibrata sempre. Per nostra sfortuna, è impossibile delineare delle regole per la definizione del punteggio, poiché esse dipendono interamente dal livello della propria squadra e dallo scostamento tra titolari e riserve.Altra considerazione interessante è il lavoro a rotazioni bloccate. Più che fare un set 25 punti, con rotazione normale, è invece più utile lavorare con le squadre ferme in una determinata rotazione, con la disputa di un set più breve, ad esempio dal 20-20 al 25. In questo modo si ripetono costantemente situazioni di gioco simili.

Altro stratagemma che ho sperimentato con buoni risultati è la ripetizione dell’errore tecnico. Con questo intendo che, quando un’azione nasce e si conclude malamente, possiamo far ripetere un gesto tecnico al giocatore che l’ha errato, per fargli correggere immediatamente l’errore. Un punto delicato: dobbiamo far ripetere solo le azioni sbagliate per errore tecnico e non per limite tecnico! Per chiarire, due esempi:

  • Difesa del palleggiatore, il centrale scende tardi da muro e non riesce ad alzare
  • Sempre nella stessa situazione, il centrale alza in ritardo e commette fallo di doppia
  • Un attaccante vuole provare un colpo sulla parallela e lo sbaglia

Nei primi due casi, siamo nella sfera dell’errore tecnico. Ricreare situazioni analoghe è molto semplice: l’allenatore si mette in Zona 1 con il carrello, il centrale a muro, l’allenatore batte sulla palla e lancia alto, per l’alzata. Se il problema è il fallo di doppia, l’allenatore può addirittura porsi in Zona 4 e lanciare sparso per il campo al centrale. In questo caso l’errore si corregge immediatamente, con 4-5 ripetizioni (massimo 10, solitamente) si riescono ad ottenere almeno due ripetizioni corrette.

Il terzo caso, invece, è più delicato: se il giocatore non possiede il colpo il parallela (nel senso che ancora non fa parte del suo bagaglio tecnico) è inutile fargli provare 10 palloni durante la fase globale, facendo perdere tempo a tutti. Per incrementare il bagaglio tecnico, dobbiamo concentrarci sul lavoro analitico e sintetico, non su quello globale!

Oltretutto, nella fase globale è necessario tenere alto sia il morale che la concentrazione. Far lavorare un giocatore su un colpo che “non possiede”, per tante ripetizioni, può causare tanti errori consecutivi, che generano problemi psicologici non indifferenti. Pensate infatti a come reagireste nel caso in cui, pur continuando a provare, il giocatore non riesca a tirare questo particolare colpo sulla parallela: potreste lasciar perdere, facendo sentire l’atleta un incapace, potreste fare in modo che il lancio sia così perfetto che sia molto più facile tirare il colpo, potreste anche accontentarvi di un risultato mediocre. Ad ogni modo, avreste ottenuto il risultato di abbattere moralmente il giocatore, ponendolo negativamente al centro dell’attenzione. E’ importante ragionare su questi aspetti, quando si lavora sul globale.

Per finire, due parole sulla modulazione tempistica delle diverse tipologie di allenamento. Ritengo che, a livello giovanile, la parte analitica e sintetica debba occupare almeno il 60%-70% del lavoro tecnico, lasciando al globale un 30%-40% del tempo. Questo perché, a mio avviso, per poter giocare è necessario prima imparare a farlo. Per imparare a costruire i palazzi, prima si fanno studi di architettura, poi con l’esperienza si diventerà dei veri maestri. Però non possiamo prescindere dalla fase di apprendimento. Il globale ci aiuta ad affinare ed applicare le capacità tecniche, apprese però con esercitazioni mirate e specifiche. Bisogna sempre tener presente, infatti, che il metodo globale raramente consente di avere alte ripetizioni di gesti tecnici standardizzati, per tutti i giocatori.

Tempistica

Al crescere del livello, invece, quando la tecnica è ormai affiinata, è logico che la tempistica sarà molto più sbilanciata verso il globale. Ma questo non è oggetto del mio scritto odierno.

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