La gestione del Time Out mi interessa molto. Se pensiamo all’alto livello, di norma pensiamo ad un utilizzo altamente specializzato, ovvero:

  • Richiamo su punti fondamentali della strategia di gara
  • Cambiamenti tattici di gara
  • Consigli tattici (del tipo, il giocatore X sta giocando male, battiamogli contro)

L’aspetto più interessante è invece sul basso livello, in particolare sul giovanile, dove:

  • Di norma, fornire indicazioni tattiche troppo specifiche (es. tirare sulla parallela) non è così attuabile (la ricezione non è costante, la stessa alzata non è costante, e anche l’attacco non è sempre preciso)
  • Di norma, apportare correzioni tattiche in gara porta più guai che veri vantaggi
  • Anche per gli avversari, la tattica di squadra è adottata in modo piuttosto grossolano e, quindi, è aggiunto un effetto “imprevedibilità” non facilmente gestibile

Ad esempio, in una partita giovanile (cerchiamo di specificare, ci riferiamo a livelli medi di U16) non è semplice dire: “Mura la parallela, perché tirano lì”. Infatti:

  • Non è assolutamente detto che, anche se la nostra previsione tattica fosse corretta, l’avversario abbia le capacità di attuare veramente questo colpo con incisività
  • Non è dato per scontato che il muro non rispetti l’indicazione (anche se, questo, è più vero quando si chiede di murare la diagonale)

Resta quindi da capire quale sia la vera utilità dei time out in una squadra giovanile. Sicuramente, uno dei motivi più in voga è quello di limitare un break negativo che si sta subendo in ricezione. Infatti, anche se il giocatore avversario fosse molto costante, sicuramente dopo il time out tenderebbe a non forzare la prima battuta, dandoci la possibilità di costruire il gioco in maniera più agevole.

Un utilizzo molto diffuso, che francamente non condivido e cerco di limitare, è quello del chiamare time out per caricare i giocatori, che magari stanno prendendo molti punti senza sorreggersi a vicenda, senza esultare quando fanno punto e così via. Non solo perché non è necessario, ma forse perché è anche dannoso. I ragazzi devono imparare che lo sport di squadra ha dei meccanismi per cui aiutarsi a vicenda non solo è importante, quanto fondamentale.

Allora un buon time-out può servire per riprendere fiato, per organizzare meglio uno schema difensivo, magari apportando un cambio di posizione, magari escludendo qualcuno dalla ricezione, magari suggerendo un pallonetto in una specifica zona del campo.

In linea generale, gli aspetti che ritengo importanti nella gestione di un time-out giovanile sono questi:

  • Sfruttare il time-out solo per aggiustamenti tattici o per piccoli richiami tecnici
  • Se ritenuto necessario, non esitare a chiamare il time-out (dopo potrebbe essere tardi)
  • Non chiamare time-out se non si ha nulla da dire o da ottenere
  • Chiamare time-out per spezzare un break positivo avversario in battuta
  • Non chiamare time-out se si ritiene che il break negativo dipenda solo dalla propria squadra e non da meriti avversari

L’ultimo piccolo appunto che vorrei fare, più generale sulla gestione della gara che del time-out, riguarda le correzioni tecniche. Ritengo totalmente sbagliato stare a perdere tempo su correzioni tecniche troppo elevate, durante una gara. Questo è valido a tutti i livelli, per il semplice fatto che, pur essendo la gara pallavolistica uno stimolo allenante, non è semplice, dal punto di vista mentale, concentrarsi sul gioco se si deve pensare al proprio corpo. In altre parole, durante la gara il focus dei giocatori è, e deve restare, sulla palla, non sulle proprie posture e sui propri movimenti. Certo, questo non vuol dire annotare tutto, segnalare e poi lavorare in allenamento. Vuol dire semplicemente di non cercare aggiustamenti tecnici non già provati ad allenamento, perché tanto non porterebbero ad alcun beneficio.

3 Risposte a “La gestione del Time Out nelle giovanili”

  1. Luca scrive:

    C’è anche da dire che ad alto livello ci sono anche i time-out tecnici agli 8 e ai 16… Nelle giovanili no, ma è giusto così. Si spezzerebbe troppo la partita… sul resto sono perfettamente d’accordo con te

  2. giuseppe scrive:

    CIAO, FORSE ho specificato bene , che vantaggi e svataggi ò ricevendo con palleggiatore, ala, centro e palleggiatore, centro, ala,
    in fase di attacco

  3. Mauredo scrive:

    Con il PAC (partendo da dx) hai la possibilità del gioco stretto al centro. Con il PCA puoi fare il gioca largo alle bande, piu’ facile.

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