Ancora auguri.
Andrea
Archivio per Dicembre 2007Porto a tutti i lettori del Blog un caloroso augurio di Buon Natale.Perdonate la sintesi, ma non sono molto bravo in queste cose.
Ancora auguri. Andrea
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2007
La gestione dell’errore nelle giovaniliScritto da: Andrea Asta in Giovanili, Rubrica di Andrea Asta - Stampa
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Prendo spunto da un post che ho letto sul forum di VivoVolley per far partire una piccola riflessione. Il motivo che ha spinto l’utente ad aprire la discussione è un’osservazione molto semplice: Dall’analisi statistica di squadre giovanili, si evince che, di norma, non vince chi fa più punti, ma chi ne regala di meno. Secondo una buona teoria dell’allenamento, quindi, dovremmo allenarci in direzione di una riduzione del numero di errori in ogni set. La mia risposta (un po’ beffarda e antipatica, in effetti) esordiva in questo modo: Per ridurre gli errori di una squadra giovanile è sufficiente creare giocatori mediocri. E’ chiaramente una provocazione, sia chiaro. Però c’è un fondo di verità, in tutto questo. Dobbiamo sempre tener presente che il nostro grande obiettivo è formare giocatori professionisti a lungo termine. Tutto il nostro lavoro deve essere sempre e comunque vincolato da questa grande legge. Non alleniamo per formare un buon giocatore U16, non per formare una buona giocatrice di Terza Divisione. Noi alleniamo e lavoriamo nella speranza di poter realizzare il sogno di tutti i ragazzini e di tutte le ragazzine, arrivare al top della prestazione. Non dobbiamo pensare che sia un eccesso. In fondo, come è logico che non tutti i ragazzi e ragazze che alleneremo arriveranno in serie A, è anche vero che, se abbiamo un potenziale fenomeno, dobbiamo allenarlo a dovere. O farlo allenare a dovere, dipende dalle situazioni. Come rientra la gestione dell’errore in tutto questo? Avete mai visto una squadra giovanile vincere una partita “perché sbagliava poco?“. Probabilmente sì. Magari questa squadra ha anche vinto il campionato provinciale, forse pure quello regionale! E’ forse una buona prestazione, vincere senza sbagliare? Forse. La mia piccola esperienza mi ha fatto però vedere quanto segue: sbagli poco, ma fai anche pochi punti. Attacchi piano, sempre in campo e mai a rete, ma piano. Batti facile, mai a rete o fuori, ma facile. Ricevi perfettamente. Alzi perfettamente. Non muri benissimo, ma i giocatori sono sempre nella giusta direzione. Peccato solo che ad alto livello non si vedano squadre vincere facendo palleggi o attacchi lenti. Specialmente nel maschile, è importante insegnare ai giocatori l’importanza della potenza d’attacco. Diceva Velasco, in un vecchio scritto, che è quasi impossibile trovare un giocatore giovane che schiacci forte in campo. Diceva: “Se schiaccia in campo, allora ha tirato piano”. Sebbene non credo sia possibile fare una generalizzazione, è anche vero che, in linea di massima, il discorso regge. Spesso perdiamo di vista il nostro target, e allora un attacco fuori dal campo ci sembra grave. Oppure, un attacco a rete ci sembra grave allo stesso modo di uno fuori. Per allenare bene i giovani, dobbiamo tener presente il grande obiettivo. La formazione di professionisti. Lasciamo che sbaglino, lasciamo che imitino i modelli che vedono in serie A, magari sbagliando. L’importante è che facciano tutto con coscienza e passione e che mostrino comunque miglioramenti. Un discorso a parte meritano, però, gli errori gravi e quelli futili. Un errore grave è, ad esempio, l’invasione a muro, oppure la battuta da terra sotto rete, oppure sbagliare la posizione di difesa. Un errore futile è, ad esempio, rallentare il braccio per paura di tirare fuori e poi schiacciare a rete, oppure murare sempre la parallela, invece che la diagonale. E’ questa la direzione corretta di lavoro: non solo ridurre, ma quasi azzerare, errori gravi ed errori futili. Non perché così si vinca di più, ma solo perché ad alto livello questi errori devono tendere a zero. Poi, certamente, anche il referto ne trarrà beneficio. Una volta corretti questi problemi, lasciamo che il nostro ragazzino tiri forte fuori, batta forte in salto fuori. Il tempo, la dedizione, l’allenamento e l’esperienza lo porteranno a sistemare la tecnica, senza dover re-imparare il gesto tecnico con la giusta velocità (considerate che tirare sempre piano può cambiare in modo significativo il tempo). Buona giovanile a tutti e buoni errori a tutti. |