Schemi d’Attacco

Penso che il discorso sugli schemi d’attacco sia uno degli aspetti che più interessano gli amanti del volley. In particolar modo, tutti quanti sono terribilmente interessati a quei “numerini” che fanno alcuni giocatori con le dita, prima che la palla sia battuta.
Ci sono due premesse da fare: la prima è che il “numerino” è un codice. Questo significa, banalmente, che ad un numero è associata un’informazione, che tutti i giocatori della squadra devono conoscere senza ambiguità. Ciò implica anche, però, che ogni squadra può utilizzare un’associazione numero-azione completamente differente dalle altre. L’importante è che i propri giocatori la conoscano.
La seconda premessa da fare è che il codice in questione non è di tipo assoluto, ma relativo alla situazione. Vedere un indice alzato in una mano non significa sempre la stessa cosa. Normalmente, ci sono due situazioni “degne” di essere codificate:
  • Marcatura a muro
  • Schema d’attacco

I giocatori sanno riconoscere questa situazione. Per il pubblico l’osservazione da fare è molto semplice: se la squadra sta ricevendo, sta chiamando uno schema d’attacco. Se sta battendo, sta chiamando una marcatura a muro. Scopo di questo articolo è illustrato i punti principali degli schemi d’attacco.

Ultima premessa, questa volta di tipo metodologico: in questo articolo non parlerò di tattica, tecnica, utilizzi pratici. Scopo dello scritto è mostrare al pubblico, anche al più inesperto, cosa deve aspettarsi dai numeri che vede durante una partita. Dai numeri in fase ricezione, per la precisione.

I principali tipi di Attacco

Come detto, i numeri sono la codifica di un tipo di un’informazione. Nel caso che andiamo a trattare, essi indicano un tipo di palla d’attacco. Una palla d’attacco è caratterizzata da:

  • Altezza
  • Traiettoria
  • Distanza dal palleggiatore

Prima di parlare della codifica, quindi, è necessario illustrare, seppur brevemente, le principali forme d’attacco pallavolistiche.

Uno Veloce Avanti La veloce avanti è la palla classica dei centrali. Si tratta di una palla con traiettoria bassa (un metro o meno sopra la rete) e corta (meno di 50cm tra alzatore e schiacciatore), che ha lo scopo di sorprendere la difesa avversaria. Probabilmente la palla più conosciuta della pallavolo moderna.
Due Veloce dietro Variante della veloce avanti. Le caratteristiche sono le stesse, solo che il colpo è appena dietro l’alzatore.
Mezza al centro Avanti e Dietro Sono varianti più “lente” delle veloci. Le traiettorie sono uguli in distanza, ma aumenta l’altezza (fino a 3 metri). Sono utilizzate spesso nelle giovanili o come combinazioni d’attacco (di cui si parlerà in seguito).
VelociMezze
C Veloce C E’ come la veloce avanti, solo che la traiettoria si allunga.
B Veloce B E’ come la veloce dietro, solo che la traiettoria si allunga fino a 50-60 cm dal palleggiatore.
Tesa Palla distante circa 2 metri dal palleggiatore, con traiettoria molto tesa (orizzontale alla rete).
Tesa Traiettoria Tesa
Mezza di mano Mezza di mano Palla esterna di secondo tempo per lo schiacciatore di prima linea. La traiettoria è lunga e “morbida”.
Mezza fuori mano Mezza fuori mano Palla esterna di secondo tempo per l’opposto in prima linea. La traiettoria è lunga e “morbida”.
Super La Super è come le palle mezze esterne, solo che ha una traiettoria molto tesa e rapida. Si usa essenzialmente per anticipare il muro avverso.
Traiettorie Super e Mezze
Mezza in seconda linea Mezza in seconda linea Palla esterna di secondo tempo per l’opposto in seconda linea. La traiettoria è lunga e “morbida”.
Pipe Pipe Palla rapida in seconda linea per lo schiacciatore.

Le combinazioni

Quello che abbiamo appena mostrato è solo l’inizio di quello che è il sistema offensivo di una squadra. Normalmente, infatti, ciascun giocatore in attacco ha un proprio schema, e sarà poi l’alzatore (che normalmente è colui che decide tutti gli schemi offensivi) a stabilire quale pallone servire.

Esistono un’infinita di possibili combinazioni: quella più classica prevede un primo tempo avanti al centrale, una palla mezza o Super allo schiacciatore e la palla dietro per l’opposto, con eventualmente la Pipe per lo schiacciatore di seconda linea.

Schemi più complessi possono prevedere i cosiddetti incroci: si parla di incrocio quando le traiettorie di due rincorse d’attacco si intersecano. Ad esempio, un incrocio che si vede spesso fare è tra l’opposto e il centrale: il centrale fa la veloce dietro, l’opposto la mezza al centro avanti. Tutti questi schemi hanno lo scopo di confondere il muro e la difesa avversaria.

La codifica

Rimane a questo punto da definire in che modo vengano chiamati gli schemi. Abbiamo parlato di “numerini”, all’inizio dell’articolo. In realtà la simbologia è un po’ più complessa.

Come già spiegato, ogni squadra codifica come preferisce. Esistono delle linee generali che sono seguite nella maggior parte dei casi:

  1. I numeri pari indicano palloni dietro all’alzatore
  2. I numeri dispari indicano palloni davanti all’alzatore
  3. I numeri indicati senza il pollice sono quelli da 1 a 4 (il 3 si indica quindi con indice, medio e anulare)
  4. I numeri con il pollice sono quelli da 5 a 9 (il 6 si indica con il solo pollice, il 5 con tutte le dita aperte)
Zero Uno Due Cinque Sei
Zero Uno Due Cinque Sei

L’alzatore, normalmente, chiama a ciascun giocatore lo schema personale e la combinazione viene quindi naturale. In altri casi, invece, si riservano alcuni numeri alle combinazioni d’attacco.

Esistono alcuni simboli “speciali” comunemente usati:

  • Indice ricurvo: palla C
  • Indica e medio ricurvi: palla B
  • Pollice e mignolo (simbolo del telefono): Super

Ci sono anche alcuni numeri molto diffusi e comunemente accettati:

  • 1: Veloce avanti
  • 2: Veloce dietro
  • 3 e 4: Mezze al centro avanti e dietro
  • 5 o 9: Mezza di mano per lo schiacciatore
  • 6 o 4: Mezza fuori mano per l’opposto
  • 6 o 8: Mezza in seconda linea
  • 7 o 5: Tesa al centro
  • 0 (pugno chiuso o indice e pollice a contatto): Pipe
  • Simbolo del telefono oppure solo mignolo rivolto in alto o in basso: Super avanti o dietro

Riguardo alla palla di seconda linea, alcuni alzatori distinguono la palla dietro in prima da quella in seconda linea. Considerando che però l’opposto può essere solo in prima od in seconda linea, senza sovrapposizioni, l’utilizzo di due simbologie diverse è spesso considerata superflua.

Per la fast, si usano a volte i simboli della Super per la fast classica, oppure lo stesso simbolo con il pollice attaccato alla mano per una fast più corta. Rimando ai lavori di Ubbiali e di Meoni per alcuni esempi di schemi.

35 commenti su “Schemi d’Attacco”

  1. grazie per questi schemi ma ne vorrei degli altri sulla rotazione da alzatore unico e tutti i tipi quindi come far confondere un attacco in pallonetto….grazie 1000….

  2. Grazie mille x queste informazioni. Era da tempo che cercavo chiarimenti riguardo a questi argomenti, ma nn trovavo nulla. Questa pagina è molto ben fatta.

  3. salve sono un neofita nel settore della pallavolo, lo faccio perche la societa e a cortdi allenatori solo che mi sto appassionando però ho un problema con gli schemi.mi potete aiutare con degli schemi adatti a under14 femminile? se vi è possibile mi fate vedere le varie secuenze delle rotazioni in fase di attacco e di ricezione? comuncueavete un bel sito e uno dei pochi ben fatto vi ringrazio

  4. Ciao, nella sezione Tattica > Fase CP trovi gli schemi di ricezione. Gli schemi d’attacco credo non ti servano a quel livello, a meno che tu non abbia proprio uno squadrone che gioca già la Uno in U14…

  5. Salve sono un ragazzo di età 16 mi piace la palla volo anche se non so giocare bene ,mi diletto più nelle battute che nella ricessione . visto sto un po impacciato nell’individuare il luogo “esatto” dove dovrebbe cadere la palla e a che dovrebbe andare a ricevere ,vorrei sapere se ci sono dei modi per migliorare sia in battuta ( così da imparare nuovi tipi di battute dall’alto e dal basso ) ,sia in ricessione che diciamo sono una schiappa secondo voi potrei migliorare o faccio veramente pena datemi perfavore un vostro consiglio se sono idoneo a giocare in una piccola squadra scolastica ,vorrei un parere di quello che pensate veramente , grazie di tutto aspettero la vostra risposta ,inoltre ho un altro contatto SMN da darvi che è [ reytiger@live.it ] .
    Saluti da Manuel

  6. salve sono una ragazza di 15 anni quasi che fa pallavolo da 3 vorrei chiederle:
    – quanto conta la forza nella pallavolo;
    – chi comincia tardi ha minor possibilità di chi ha cominciato dal mini-volley.
    La ringrazio per le informazioni del blog: sono certa saranno utilissime! 🙂

  7. Ciao,
    credo che la tecnica conti più della forza e credo che l’aver iniziato prima sia un vantaggio, ma non poi così incolmabile alla lunga. L’importante è divertirsi e allenarsi. Buona pallavolo!

  8. Marianna:
    Purtroppo la forza, nella pallavolo attuale, conta tantissimo ed in molti casi più della tecnica.
    Bisogna però fare attenzione al concetto di “forza” che dev’essere supportata dalla giusta “struttura corporea” (muscoli e struttura ossea/legamentosa).
    In sintesi si deve ricercare la forza senza incrementare eccessivamente la massa muscolare, quindi l’allenamento della stessa non dev’essere generico e generalizzato.

  9. A basso livello, sia maschile che femminile, la differenza è ancora più evidente; ed è ovvio che sia così dato che ad alto livello tutto è abbastanza uniforme.
    Da non dimenticare che la forza ha un impatto positivamente importante sull’esecuzione tecnica e sull’efficacia del gioco … ci sono già segnali evidenti di questo fatto; il problema è che nessuno sà come si debba allenare la forza nella pallavolo (ignoranza/incompetenza).

  10. Di solito si lavora poco sulla forza, troppo poco tempo, e cè anche da aggiungere che l’allenamento della forza non può essere occasionale ma deve essere programmato e organizzato, fare test sugli atleti, stilare le tabellee poi seguirle è un gran lavoro, anche le conoscenze degli allenatori come diceva leopally sono troppo basse, l’ideale sarebbe una seduta extra per lavorare sulla forza… ma nelle categorie provinciali quanti possono fare lavori del genere?

  11. Una seduta a settimana per lavorare sulla forza è sufficiente? Si parla di una seduta a settimana più eventuali richiami duranti gli allenamenti o la seduta isolata?

  12. La programmazione dell’allenamento della forza dev’essere fatta a dovere … una seduta a settimana serve solamente a rompere i “…..”.

    Perchè bisogna fare la forza solo in sala pesi? si possono fare dei lavori di forza anche in palestra utilizzando i fondamentali … senza problemi.
    In sala pesi si và quando si devono fare dei lavori specifici e speciali; quando i tuoi atleti devono fare uno squat con 1,5 BW ed oltre (in serie A maschile arrivano anche a 3BW!!!).
    Certo, ci sono delle società strutturate dove si maneggiano carichi importanti già intorno ai 16 anni … ma queste società hanno mezzi e persone adatte allo scopo.

    Bisogna lavorare su come far fare i fondamentali … prima di tutto!

    P.s. Andrea, non riesco a recuperare la Password con il protocollo apposito; che devo fare?

  13. Per fare certi lavori non basta usare i fondamentali (secondo me), certo che possiamo lavorare su quello però se il tempo è poco e non abbiamo altre possibilità, per quello parlavo di qualcosa di extra, in categoria provinciale aumentare il numero di allenamenti con uno extra (sia palestra spiaggia o campo di pallavolo) potrebbe permettere di lavorare sulla forza con maggiore tranquillità senza prendere troppo tempo all’allenamento tecnico che comq nelle categorie provinciali è fondamentale. Aggiungiamo anche un altra cosa, c’è bisogno per lavorare bene di un preparatore che segua la squadra e che collabori con i tecnici se si vogliono fare le cose in un certo modo.

  14. La progressione per il muro (esempio); puoi lavorare la tripla estensione in maniera egregia …. anche variando l’angolo al ginocchio, si lavora sul trapezio e sul cingolo scapolare … inserendo anche una estensione posteriore in posizione di flessione si allena anche pettorali ed addominali.
    La progressione per la ricezione (esempio) dove puoi lavorare con angoli diversi al ginocchio e lavoro sui dorsali.

    La federazione stà organizzando in tutta italia una serie di incontri che trattano in maniera egregia le progressioni; di solito è Gigi Schiavon che li tratta (in modo molto comunicativo, molto bravo) … andateci!

  15. c’è qualcuno che può darmi qualche informazione utile sull’attacco fuori mano? vi prego aiutatemi…è importante!!! ringrazio chiunque decida di aiutarmi…

  16. ciao a tutti
    vi spiego brevemente la situazione, per la mia prima volta alleno una squadra maschile di 1divisione, ma non sono molto competente, quindi avrei bisogno che qualcuno di voimi illustrasse degli schemi con le rispettive rotazioni dei giocatori, pertornare al loro posto di ruolo, aiutatemi è importante

  17. Non sono molto soddisfatta di queste spiegazioni sugli schemi della pallavolo. La prima volta che ho giocato non sapevo dove andare ed il mister non mi diceva niente. Comunque spero di imparare al + presto questi cavolo di schemi e pertanto consiglio di migliorare queste spiegazioni. Grazie… kikka……

  18. Ho 14 anni e gioco nella rebecchi piacenza e me la cavo abbastanza ma una cosa che proprio non riesco ha fare è direzionare la palla in attacco qualche consiglio?

  19. Ciao sono un palleggiatore e ho 15 anni, ormai è da 4 anni che gioco nelle giovanili maschili del Giaveno.
    Volevo chiederti come faccio a spiegare al centrale quando partire per la rincorsa dal centro per la fast dato che il nostro allenatore ci sottovaluta e crede che non ne siamo ancora capaci.
    Io ho fatto dei tentativi ma in ogni caso il centrale arriva sempre in ritardo e o fa un pallonetto oppure tira in rete!

  20. Emanuele, trovo strano che in una maschile si usi la fast, colpo per lo più utilizzato dalle squadre femminili. Ciò non toglie che nessuna regola lo vieta, per cui la prima cosa da fare e far assimilirare la tempistica dei passi al centrale con esercizi specifici che ancora non coinvolgono il palleggiatore.
    Solo quando la padronanza del gesto tecnico è buona si può passare al lavoro con il palleggiatore. E’ un colpo piuttosto complicato, perchè richiede la quasi perfezione di ogni sua fase.
    Dall’appoggio per il palleggiatore, dal tipo di profondità dell’alzata che si vuole dare, dalla perfetta sequenza di passi dell’attacante. Il linea di masima io cerco sempre di far capire che l’unico colpo dove la palla “insegue” l’attaccante e non il contrario. Del resto, dalla tua domanda si intuisce che il vostro allenatore non ve la stia insegnando, per cui non si può improvvisare. Sicuramente la voglia per provare ed impare l’avete, ma dovete chiedere ed aspettare che sia il vostro coach ad insegnarvi questo tipo di attacco.

    saluti

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