Archivio per 21 Novembre 2007

Vi prego di leggere questo articoletto e di commentarlo. Ve lo chiedo come favore personale. Leggerlo e commentarlo. Prometto di essere sintetico e conciso.

Svolgo due dei miei tre allenamenti settimanali in una palestra indecente. Tralasciando il fatto che il soffito sia basso (molto basso) , che i montanti della rete sono difettosi e che la rete stessa abbia parecchi rattoppi, si è venuto a creare un problema molto serio. La palestra è mal riscaldata. Venerdì scorso abbiamo misurato la temperatura alle 19.30 e c’erano 14°C. In altre giornate penso la temperatura sia stata anche inferiore, specialmente verso la fine degli allenamenti, alle 21.40. Un freddo bestiale. Gli aerotermi sono accesi dalla mattina, ma sono insufficienti. Funzionano bene, a detta dei tecnici. Sono semplicemente sottodimensionati, rispetto alle dimensioni dell’ambiente da riscaldare. Abbiamo chiesto adeguamenti al Comune di Bologna, ma pare che il nostro appello continui a passare inosservato da circa 3 anni (sono 3 anni che frequento la palestra e sono 3 anni che faccio presente questo problema, insieme con i dirigenti della Società).

Per colpa del freddo, mi è già capitato due volte di avere atleti bloccati per problemi muscolari, in cui buona parte della colpa penso vada attribuita alle rigide temperature dove siamo costretti a lavorare. Parliamo di allenamenti in cui ci impegnamo molto durante il riscaldamento, ci stiamo attenti. Impieghiamo anche più di mezz’ora, con felpe e felpone, corse, corsette, stretching, mobilità, lanci, palleggi, bagher e chi più ne ha più ne metta. Ma non basta. Le rigide temperature creano problemi a chiunque debba fare anche un semplice palleggio, a chi debba fare una difesa, un attacco! Avete mai provato a fare un palleggio con le dita completamente congelate? O ad attaccare con la mano fredda? A fare movimenti rapidi ed esplosivi, come il nostro sport richiede?
E’ normale far allenare dei ragazzini di 14-15-16 anni in condizioni simili? Non chiedo né comprensione, né chissà quale aiuto. Semplicemente, vorrei che si scrivesse un commento tecnico riguardo all’allenamento in simili condizioni. Cosa rischiano gli atleti (qui parlo specialmente con fiseoterapisti, medici, preparatori)? E’ giusto che il Comune di una città, che ha tanto a cuore la salute dei propri cittadini, continui ad ignorare una situazione così rischiosa? Come possiamo svolgere un allenamento dignitoso, sicuro e produttivo, in queste condizioni?

Personalmente, la mia decisione è che, semplicemente, quasi sicuramente smetteremo di allenarci lì. Meglio giocatori più scarsi, che si allenano una volta a settimana (inutile, probabilmente), ma che almeno non corrano rischi. Raccoglierò i pareri, scriverò una relazione, la invierò a chiunque sia il responsabile di questa situazione. Mobiliterò, per quanto possibile, la Società ed i genitori. Eviterò di riportare nomi di terzi, comunque. Grazie mille a chi deciderà di scrivere qualcosa.

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