Studio e Sport: Utopia o Scusanti?
Scritto da: Andrea Asta in Giovanili, Rubrica di Andrea Asta -
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Il vero punto di riflessione è questo: se ho veramente voglia di fare allenamento, potrà mai verificarsi l’occasione di doverlo saltare per via dello studio? Certo. Potrà capitare una, forse due volte. Non di più. Proviamo a fare due conti. In media, un ragazzo arriva a casa da scuola alle 14. Pranza, guarda la televisione (i Simpson?) e si fanno le 15. Perfetto. Dalle 15 alle 17 ci sono due ore. Dalle 17 alle 17.15 ci si può concedere una pausa. Dalle 17.15 alle 19 ci sono quasi altre due ore. In seguito c’è l’allenamento. Dubito che esistano professori che carichino così tanto gli studenti da costringerli a turni di oltre 4 ore di studio, da un giorno all’altro. Perché va aggiunto che raramente capitano impegni settimanali per più di 3 incontri! Questo vuol dire che gli altri 2 pomeriggi infrasettimanali sono totalmente liberi e si può, anzi, si deve, organizzare il proprio lavoro di studente in funzione di questi due giorni! Possono esistere questioni di errati metodi di studio, ma questo non deve certo essere un problema che influenzi l’attività sportiva.
Il metodo di studio errato va corretto senza influenzare lo sport. Un ragazzo che impieghi troppo tempo nel memorizzare certi concetti, ha chiaramente dei problemi nell’applicazione di un metodo di studio. Questo, indipendentemente da altri agenti esterni, può causargli problemi seri nel proseguio dell’attività studentesca.
E’ qui appunto che si inserisce il discorso degli hobby disturbatori. Nel senso buono, chi vorrà proseguire una sana attività sportiva dovrà riuscire a limitare le attività extra. Chi vuole giocare, fare i tornei di PlayStation, uscire con gli amici tutti i giorni, avere la media dell’8, praticare anche più sport, andare in palestra, frequentare corsi di qualsiasi natura, chiaramente farà più fatica. Anzi, in molti casi non riuscirà a star dietro allo sport nel modo corretto. Anche da un punto di vista fisiologico, sarebbe bene presentarsi all’allenamento nelle migliori qualità psicofisiche, quindi con il corpo riposato e la mente lucida. Un atleta che prima dell’allenamento ha studiato 4 ore, oppure ha giocato a calcetto con gli amici per 2 ore, chiaramente non potrà rendere al 100% delle sue potenzialità. Ergo, non potrà allenarsi al meglio.
Esasperazione? No, semplicemente organizzazione. Troppo spesso sento parlare di persone che dicono che “i ragazzi devono avere tanti hobby e non devono essere esasperati dallo sport“. Una buona frase, ma troppo sentenziosa, troppo abusata. E’ terrificante pensare che la prima conseguenza logica di questo è che si possa non mettere serietà in ciò che si fa. Ci si lamenta tanto delle nuove generazioni (della mia, ad esempio), poi non si guarda alle recenti idee che circolano nel mondo dell’educazione. Facciamo svagare il ragazzo, non diamogli responsabilità, povero, è solo un ragazzo! Non è questa la mentalità giusta, invece! Fin da giovani, è importante imparare che il tempo non è infinito, che nessuno è padrone del mondo e può permettersi di fare ciò che vuole. C’è gente che lavora e il lavoro va sempre rispettato. Ciascun ragazzo deve trovare qualcosa che impeghi il proprio tempo, ma portare avanti il proprio hobby con impegno, serietà e dedizione. Che non vuol dire esasperarlo. Vuol dire farlo con serietà.
Cosa fare? E’ difficile stabilirlo. Esistono giocatori su cui ci piacerebbe fare un bel lavoro (crediamo molto in loro), ma capita altrettanto spesso che proprio questi giocatori in breve tempo si trasformino in VIP e inizino a fare ciò che vogliono. Il punto di riflessione potrebbe essere questo: che cosa identifica un buon giocatore? Un giocatore su cui puntare veramente la propria attenzione? A mio avviso è necessaria la presenza contemporanea di queste 4 caratteristiche:
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Fisico
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Tecnica
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Carattere
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Dedizione
Sul fisico non possiamo fare molto se non evitare di far danni. Possiamo però ricordare sempre che un ragazzo a 14 anni non è certo come sarà a 24! Pertanto, mai scartare qualcuno a priori solo per il fisico! Sulla tecnica, beh, questo è compito nostro. Chiaramente, sia sul fisico che sulla tecnica esistono casi fisiologici molto facilitanti. Un ragazzo molto dotato fisicamente, con ottime doti coordinative e buona propensione all’apprendimento motorio, potrà chiaramente arrivare molto più in fretta ad un livello più alto.
Sugli ultimi due punti, invece, spesso cadiamo in errore. Perché non basta un giocatore di qualità tecniche e fisiche, per parlare di una giovane promessa. Servono anche il carattere giusto e la dedizione giusta verso lo sport. E fin dallo studio si inizia a capire chi sarà un grande sportivo e chi no. Il grande sportivo riesce a fare dello sport una sana abitudine di vita. Per gli altri il bel passatempo, prima o poi, finirà. Questo non vuol dire lasciar perdere i poteniali fenomeni. Questo vuol dire spronarli e far loro capire che lo sport, come ogni altra attività umana nella quale si vuole ricercare l’eccellenza, richiede impegno, costanza, dedizione, lavoro e sudore
Buona pallavolo a tutti.


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