Il servizio Jump Floating è un servizio flottante eseguito in salto. Il vantaggio principale è che, siccome la palla parte da un punto più alto, l’effetto impresso alla palla può essere maggiore e la traiettoria più tesa.

Caratteristiche

Il servizio Jump Floating non è semplicissimo da apprendere, in quanto richiede buone doti coordinative e tecniche. Una volta appreso, tuttavia, è un servizio che fornisce buoni risultati in termini di efficacia e, soprattutto, di efficienza. Generalmente, infatti, una volta automatizzato il gesto, la percentuale di fallosità si può mantenere piuttosto bassa. L’effetto floating, tuttavia, è maggiore, in quanto la palla può subire gli attriti dell’aria per più tempo, aggiungendo inoltre una traiettoria puramente discendente (partendo il servizio da un punto più elevato).

Modello tecnico

La rincorsa può essere eseguita a due oppure tre passi, senza alcuna differenza sostanziale. Il principio di base è che il punto di impatto della palla deve essere il più in alto possibile, come in ogni servizio in salto. Tuttavia, secondo la teoria del servizio floating, la palla deve altresì essere impattata nel punto morto superiore.

Ricapitolando, il punto di impatto deve essere:

  • Il più in alto possibile
  • Nel punto morto superiore

Da queste due caratteristiche si evince la principale caratteristica del modello tecnico del servizio Jump Floating:

Il lancio della palla avviene in volo.

Alcuni giocatori, erroneamente, mescolano la tecnica del servizio Jump Floating con il classico Jump a rotazione, quindi lanciano la palla, poi fanno la rincorsa ed eseguono il colpo.

Questo, sebbene non possa essere considerato un vero e proprio errore, incide negativamente sull’efficacia del servizio, in quanto rende quasi impossibile l’impatto ottimale sul pallone. Per quanto possibile, gli allenatori devono insistere sulla corretta esecuzione tecnica che, sebbene risulti inizialmente più ostica, permetterà poi di ottenere risultati migliori.

L’esecuzione temporale dei gesti è la seguente:

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Rincorsa

La tecnica di rincorsa è del tutto analoga a quella per la rincorsa d’attacco. Il consiglio per l’apprendimento iniziale è quello di eseguire lo stesso numero di passi utilizzati per l’attacco, verificando poi il cambiamento con un passo in più o uno in meno.

La direzione di rincorsa da seguire inizialmente è quella rettilinea verso l’obiettivo del servizio. In seguito si possono inserire modifiche di direzione del tronco in fase di volo, per raggiungere, infine, rincorse circolari e simili allo stacco della Fast. Non raramente si vedono, soprattutto nel femminile, servizi Jump Floating con rincorsa scivolante verso l’angolo destro, stacco ad un piede vicino all’angolo, torsione del busto in volo verso il campo e colpo molto lungo e teso. Queste tecniche, tuttavia, sono piuttosto complesse e si possono raggiungere solo dopo il corretto apprendimento della tecnica di base.

Una rincorsa che segua un buon ritmo è già un passo importante per la riuscita di tutto il gesto. Infatti, quasi come in una danza, la rincorsa (parte iniziale) aiuta a “prendere il tempo” e crea benefici per tutto il resto del gesto. Lavorare sulla ritmicità della rincorsa (anche a costo di una minore elevazione, nel caso del servizio) aiuta in modo decisivo la corretta esecuzione del servizio. La sequenza ultimopasso - stacco è determinante per l’individuazione del tempo di tutti i gesti che seguono.

Stacco

Lo stacco avviene a due piedi all’inizio, eventualmente a uno se si esegue una rincorsa simile a quella della Fast. Lo stacco può essere seguito da una torsione immediata in volo del busto.

Lancio

Il lancio rappresenta la parte più complessa del servizio Jump Floating e non è azzardato affermare che almeno il 75% degli errori sono causati da un errore di lancio. Il punto cruciale è che il lancio deve avvenire nel momento esatto, all’altezza esatta, nel punto esatto, senza alcuna rotazione.

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Le caratteristiche di base sono analoghe al lancio per un servizio Floating da terra. Il lancio deve avere l’altezza appena sufficiente per l’impatto nel punto morto superiore con il braccio quasi totalmente disteso. In altre parole, il punto morto superiore deve essere ad altezza pari a quella del braccio quasi totalmente disteso in avanti - alto. Il lancio deve altresì essere direzionato in modo corretto, per raggiungere, senza alcuna imprecisione, il braccio che colpisce la palla. Il lancio non deve essere centrale rispetto al corpo, ma esattamente davanti alla spalla che impatterà il pallone.

Per correggere alcuni errori di lancio il consiglio che si suol dare è quello di accompagnare il più possibile la palla, ovvero di sollevare il braccio che lancia il più possibile, in modo che il lancio effettivo abbia una traiettoria molto ridotta e, pertanto, meno soggetta ad errori di sorta.

Fondamentale è il tempismo di lancio: questo deve essere effettuato subito dopo lo stacco, ma subito prima dell’impatto con la palla. La durata di questi tre elementi (stacco, lancio, colpo) deve essere talmente ridotta da far sembrare i tre gesti quasi contemporanei. In effetti, l’aspetto tecnico importante è che il giocatore sia nel punto massimo di elevazione, con il braccio disteso e la palla nel punto morto superiore e che in questo preciso istante avvenga il colpo sulla palla.

Colpo

Il colpo segue la stessa tecnica del classico servizio flottante da terra. La palla è impattata con la mano chiusa e le dita tirate indietro, con il palmo. La palla non deve prendere alcuna rotazione, ed assumere una traiettoria tesa verso il campo avverso. Il colpo è come una frustata: la mano impatta la palla in modo deciso, con polso e dita “ingessate”, quindi abbandona repentinamente il pallone, ritirandosi indietro. Questo influisce positivamente sull’effetto floattante e permette, nella maggioranza dei casi, di evitare che il pallone finisca fuori. Chiaramente, per sistemare la forza impressa, è bene lavorare sulla potenza di impatto del braccio e, quindi, sulla velocità dello stesso.

Ricaduta

La ricaduta, per evitare traumi a lungo termine, è bene avvenga su due piedi. Mentre spesso sull’attacco si tende a tollerare ricadute a due piedi (ho sentito anche di allenatori che considerano la ricaduta su un piede una logica conseguenza della biomeccanica del gesto della schiacciata), sul servizio è bene porre particolare attenzione. In questo caso, infatti, non saranno 10-15 centimetri di elevazione a fare la differenza, ma una corretta tecnica preverrà inutili infortuni.

Il servizio Jump Floating è fenomenale proprio perché permette buone efficienze senza essere particolarmente traumatico, quindi è bene mantenere e ricercare il giusto equilibrio tra ambo le caratteristiche.

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Modalità di insegnamento

Per insegnare il servizio Jump Floating si parte con una buona tecnica di base di servizio Floating da terra, si lavora sul lancio e poi si passa all’esecuzione globale del gesto, eventualmente partendo da distanze ridotte.

Importante è che l’allenatore, soprattutto nei primi esercizi di servizi da vicino, curi particolarmente sia l’aspetto coordinativo sia quello tecnico: infatti, molto spesso, anche con una buona coordinazione, l’esito non è un servizio flottante, ma un servizio a rotazione (polso che si muove) o, addirittura, con il contro spin (polso tirato indietro o palla “lisciata” e colpita solo con le dita)

  1. Lancio ad una mano, partendo con la palla su due mani: l’atleta carica entrambe le braccia verso il braccio che lancia, quindi fa scendere il braccio che non lancia e lancia;
  2. Stacco e lancio come prima
  3. Rincorsa, stacco e lancio
  4. Servizio dai 3 metri
  5. Servizio dai 6 metri
  6. Servizio dai 9 metri
  7. Servizio variando la distanza a seconda dell’esito del servizio (errore = vado avanti, corretto = vado indietro)
  8. Direzionamento del servizio

Il primo obiettivo da raggiungere è quello di un servizio efficace e poco falloso, ma senza particolari modifiche rispetto alla base: la rincorsa è direzionata verso la direzione più facile (generalmente la zona 6) e la palla è impattata al centro, senza alcuna torsione in volo e direzionata dritto per dritto, verso il prolungamento della direzione di rincorsa.

Importante è, inoltre, verificare costantemente che il servizio sia veramente efficace: la traiettoria deve essere più tesa e più imprevedibile rispetto al servizio da terra, altrimenti questo servizio non è conveniente in gara.

Strategia

Fondamentalmente, trattandosi di un servizio in salto, l’obiettivo principale è quello di fornire all’avversario un pallone insidioso, senza particolari obiettivi tattici.

Trattandosi tuttavia di un servizio abbastanza semplice e con margini di errore ridotti, dopo una buona automatizzazione del gesto, si possono iniziare a richiedere alcuni obiettivi tattici, quali:

  • Servizio ovunque tranne che in una zona
  • Servizio verso il centro, destra o sinistra
  • Torsione del busto in volo
  • Direzionamento della palla utilizzando solo il braccio (differenti movimenti della mano e della spalla)
  • Servizio corto (difficile)

Errori più comuni

Gli errori, all’inizio, saranno cospicui, vistosi e frequenti:

Palla lisciata

Errore che incute più timore nei giocatori. Il giocatore salta, lancia male e il braccio manca la palla, che lo colpisce in fase di atterraggio. Bisogna insistere sul lancio, sul tempismo e sull’altezza

Palla fuori

Se la palla esce lunga, l’errore può essere causato da un’eccessiva velocità del braccio o dal colpo avvenuto sotto la palla e non al centro.

Se la palla esce lateralmente, può essere causata da una direzione di rincorsa errata, da torsioni non volute o da movimenti della mano o del braccio, che causano l’impatto non con il palmo. Può esserci anche un errore nella posizione del lancio, troppo spostato rispetto al braccio che colpisce.

Rotazione

Se la palla ruota in avanti, probabilmente già il lancio ruotava, oppure il giocatore ha mosso la mano in fase di impatto. Le correzioni sono analoghe a quelle del servizio flottante da terra.

Se la palla ruota indietro, probabilmente il giocatore è stato molto vicino al mancare del tutto il pallone, ha impattato la palla con le dita che, chiaramente, sono state tirate indietro dal peso della palla, ma sono comuqnue riuscite a respingerla. Occorre lavorare sul lancio, sul tempismo e sull’altezza.

Palla in rete

Gli errori possono essere di differente natura: mancanza di coordinazione nel gesto, palla lisciata in parte, impatto della palla sopra e non al centro o in fase discendente di volo, velocità del braccio insufficiente.

Conclusioni

Personalmente ritengo il Jump Floating Service un servizio particolarmente adatto a tutte le situazioni e, al pari del servizio di precisione da terra, dovrebbe entrare a far parte delle “armi segrete” di ogni giocatore, anche a livello giovanile.

Importante è non scoraggiare i propri giocatori, soprattutto all’inizio, visto che gli errori, all’inizio, saranno veramente tanti!

8 Risposte a “Il servizio Jump Floating”

  1. colui che ignora scrive:

    Non è vero che la rincorsa è del tutto analoga a quella dell’attacco, lo è quella del jump-serve di potenza, ma non del jump-float. Così come il jump-float in cui stacco-lancio-colpo sono immediatamente successivi è solo una delle possibili tecniche di jump-float, molti giocatori di alto livello e anche molte pallavoliste tra il lancio e il colpo eseguono l’ultimo passo di stacco, col risultato di aumentare profondità, altezza e potenza del colpo.

  2. Andrea Asta scrive:

    Riguardo al numero di passi ed alla tecnica di esecuzione, non capisco cosa dovrebbe cambiare. Sarebbe illogico insegnare, ad un destro per esempio, una rincorsa dx-sx-dx per battere. Sulla direzione e ritmo, ci sono due paragrafi che spiegano appunto le differenze rispetto ad una rincorsa d’attacco. Se invece pensi che ci siano altre differenze, ti prego di scrivermele, sono molto interessato a questo.
    Riguardo alla sequenza, ti do ragione, anche io vedo sempre più spesso l’altra sequenza da te proposta, ma ho alcuni dubbi in merito. Cerco di spiegarmi: a mio avviso con l’altra sequenza si traspone il problema ad un lancio che deve essere molto preciso su una traiettoria comunque più lunga (se lanci da terra…), sempre ammesso di voler colpire la palla nel punto morto superiore.

  3. colui che ignora scrive:

    Sulla tecnica di rincorsa, nessuno si sogna di insegnare la rincorsa rovescia, però non si può paragonare la rincorsa dell’attacco, piedì+braccia+lancio della palla, al tipo di rincorsa che proponi per il jump-float. Sono due cose diverse come il giorno e la notte da un punto di vista biomeccanico, oltre che logico: ha senso attuare una rincorsa il cui obiettivo principale è la massima esplosività del salto e potenza del colpo per effettuare un servizio il cui unico obiettivo è far partire il colpo float da un punto più alto?
    Sull’altro tipo di rincorsa float è vero che il lancio è più complicato, ma è anche vero che non sarà mai un lancio arrotato tipo jump-serve di potenza, quindi non necessita di un’applicazione tecnica particolare. Inoltre si tratta di un tipo di rincorsa più semplice da automatizzare, proprio perché ha dei riferimenti tangibili per l’atleta, e poi a livello giovanile soprattutto, aiuta perché contribuisce a coordinare valutazione del lancio ede secuzione del colpo, utile anche per l’attacco. Inoltre consente comunque di avere più tempo per la focalizzazione dell’obiettivo, e consente quindi di ibridare il servizio aggiungendo potenza e profondità al colpo float.

  4. Davide scrive:

    Le rincorse per il servizio jump-float sono molto diverse da giocatore a giocatore, la rincorsa viene adattata per la battuta ma non credo si possa dire che sia un altro tipo di rincorsa. Forse non sarà uguale a quella di attacco ma non è neanche una rincorsa diversa, la rincorsa viene adattata dall’atleta e per fare la rincorsa per la battuta jump-float usa lo schema di quella di attacco senza bisogno di insegnarne una nuova.

  5. colui che ignora scrive:

    Allora amici, bisogna capirsi. Se parlate di rincorsa come successione dei passi, stiamo dicendo la stessa cosa (anche se quella di cui parla l’autore del blog nell’articolo non lo è). Ma, cari colleghi, è giusto parlare di rincorsa senza parlare dell’uso delle braccia? Credo proprio di no. E’ una discriminante decisiva nel fondamentale d’attacco. E se mi venite a dire che un vostro atleta quando batte jump-serve o quando attacca fa le stesse cose di quando batte salto-float, tanto meglio se batte salto-float senza passi dopo il lancio della palla, allora credo che la discussione non abbia granché motivo di continuare…opinione personale, s’intende;)

  6. Andrea Asta scrive:

    Beh, su questo hai ragione, anche perché non vedo come possa utilizzare le braccia se con quelle deve tenere stretta la palla. A meno che non la lanci molto prima, ma io non ho descritto questo modello tecnico (che è forse più vicino a quello citato da te), quindi non mi ci intrometto per ora. Per il resto mi sembra che abbiamo trovato un punto di accordo.

  7. Davide scrive:

    Per poter insegnare una battuta jump-float l’atleta deve saper fare la rincorsa e la battuta float piedi a terra, una volta che sa fare queste due cose si può lavorare sul lancio, ovviamente con la palla tra le mani la rincorsa risulterà diversa, ma non si insegna un’altra rincorsa particolare per la battuta. Il giocatore adatta la sua rincorsa di attacco per la battuta non ne inventa una nuova

  8. colui che ignora scrive:

    Bene, mi pare che ci siamo capiti. Amici, non è per fare il saputello, è che su certe cose bisogna essere precisi…ragazzi giovini che allenano e leggono e non hanno la fortuna di tirare palloni in qualche categoria superiore devono capire, sennò sono danni…

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